...quando la luna perde la lana
e il passero la strada
quando ogni angelo è alla catena
ed ogni cane abbaia
prendi la tua tristezza in mano
e soffiala nel fiume
vesti di foglie il tuo dolore
e coprilo di piume...

P. sta male, ma male di brutto. la donna l'ha mollato da due mesi e lui che all'inizio sembrava averla presa bene ora crolla. di notte beve, non mangia, ha smesso di giocare a pallavolo, a volte sceglie di non andare in ufficio per restarsene a casa, non legge e non scrive più le sue storie bellissime piene di personaggi dai nomi assurdi. P. dice sono un coglione, me la sono fatta scappare, non le ho detto nè dimostrato in tempo cosa provavo. P. ripete come un mantra queste e altre cose, se mi distraggo da lui le farfuglia fra sè e sè. io gli dò una gomitata, o uno scappellotto e gli faccio oh, allora smette. ogni tanto batte piano un pugno sul tavolo mentre mangiamo la pizza, oppure comincia a smaniare, a torturare il tovagliolo. io a volte faccio finta di non vedere, mangio e intanto ripeto quant'è buono il supplì e quant'è buona la pizza con un tono enfatico sperando di fargli tornare l'appetito. la pizza in realtà fa abbastanza schifo, sarà che ho preso una focaccia al prosciutto rinsecchita che pare compensato con un filo d'olio de nonna sopra. lui ci mette mezz'ora a tagliarne una fetta e poi la lascia lì nel piatto. anche quando sta zitto si sente il fluire senza pace dei suoi pensieri. sta con un altro. dice che non è innamorata. però ci ha fatto l'amore. la vera tragedia è che P. è riuscito non so come a scoprire la password della posta elettronica di lei e così legge le sue e-mail e piange. piange. a questo non so come rimediare. ho parlato tanto con P. cercando di evitare come la peste le solite frasi di circostanza. provando soprattutto a farlo ridere. ogni tanto ci sono riuscita, un mezzo sorriso pigro e stiracchiato, ma pur sempre qualcosa di diverso da quell'espressione spenta che ha fissa sul volto. in pratica, fatta eccezione per i momenti in cui abbiamo parlato seriamente, ho passato la serata a fare la buffona, a produrmi in surreali sketches coi camerieri,  a raccontare perfino una barzelletta volgarissima che però non ha suscitato la stessa ilarità di quando invece ho narrato le mie ultime vicissitudini sentimentali in chiave comica. l'ho lasciato davanti al cancello di casa, diceva che gli veniva da vomitare e poi voleva accompagnarmi in macchina. a un certo punto a vederlo con quella espressione da conato imminente sono stata colta da un leggero senso di nausea anch'io e così gli ho detto guarda vai a casa va, torno in metro. lui insisteva,  no t'accompagno, ma io ho insistito più di lui. ora ci scambiamo sms a raffica, lui scrive frasi del tipo la vita è una merda io sono una merda, io gli rispondo per le rime attingendo a una frasario zen che se mai riuscissi ad applicare alla mia vita avrei svoltato. in pratica lui scrive nero, io rispondo bianco, ma senza scadere nel bieco ottimismo. quello proprio no. insomma P. sta ancora male, ma le cose faranno il loro corso, guarirà. siamo guariti tutti, no? poi si ricomincia. io ora mi sento come un pò svuotata da ogni energia, adesso cerca di dormire e domani vai a lavorare scrivo a P. nell'ultimo sms, poi mi accendo una sigaretta con l'accendino bianco con su scritto il popolo delle libertà al comune scrivi cochi che m'ha regalato b. per farmi ridere. a lei gliel'ha regalato il padre fascistone che invece no, era serio.

Roba di misia lunedì, 05 maggio 2008 ore 23:34 | link | commenti (2) |


Commenti
#1   06 Maggio 2008 - 14:08
 
si guarisce, si. ma mai del tutto.
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente amoilmare

#2   06 Maggio 2008 - 17:17
 
io auguro a P. di stare meglio e soprattutto di dimenticare la password e vivere vivere vivere e sorridere.
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente freesia

Commenti


vengo anch'io

*loading*