l'aria condizionata funziona alla grande, ma mancano le batterie nel telecomando che servirebbe ad accenderla/spegnerla e a regolarne la temperatura. così sto fissa da non so quanti giorni a non so quanti gradi. il che significa che o fa troppo freddo, o troppo caldo. dicono che devo fare la richiesta. ma è una settimana che sto qui e nell'universo di impiegati mono-funzione che vedo pascolare per questi corridoi non ho ancora individuato l'uomo-batterie.
la funzione redistributiva
partendo dalle società egualitarie dette acefale
alle società organizzate gerarchicamente
fino a quelle con apparati di tipo statale
passando per il ruolo dei “big man”
dunque
siccome l’eccedenza prodotta dall’agricoltura
non poteva essere capitalizzata
il “big man”
ovvero colui il quale
quell'anno
aveva avuto il raccolto più abbondante
organizzava dei banchetti pubblici
assumendo la funzione di grande redistributore
e di conseguenza anche quella di
indiscusso leader temporaneo
a me mi ha sempre fatto tenerezza
questa cosa del "big man"
mi immagino queste grandi abbuffate di cibo
venite venite tutti
mangiate mangiate
vota antonio vota antonio vota antonio
una cosa del genere
è da sottolineare che
essendo il ruolo di leader
dipendente dall'imparziale imprevedibilità
per i vari "candidati"
di avere un raccolto più o meno fortunato
era garantita una certa alternanza al potere
tra i vari leader
analizzando le società arcaiche della melanesia
possiamo distinguere i primi passi mossi
verso la moderna organizzazione delle società
nelle quali però la funzione di redistribuzione dei beni è
o dovrebbe essere
affidata allo stato
tra l'altro
secondo me
è possibile osservare inquietanti analogie
tra la strategia del “big man”
e alcune più moderne pratiche di propaganda politica
epilogo
i “big man”
privati della loro funzione
dall'avvento delle economie di mercato
ovvero i big man rovinati dal big mac
rete primaria : famiglia, amici eccetera eccetera
rete secondaria : welfare
povertà e/o ricchezza relazionale
povertà e/o ricchezza materiale
i concetti di decrescita e sviluppo
analizzati
e riconsiderati
da Latouche
ma vi rendete conto
di cosa abbiamo fatto all'africa?
e adesso fanno i concerti di beneficenza megagalattici tutti patinati
per pulire le coscienze e restituirgli gli spiccioli.
puah.
buonanotte.
ah
a quanto pare
funziona.
mozzilla mon amour.
in questi giorni leggo pochissimo. scrivo malvolentieri, che si tratti di robe di lavoro o personali. faccio fatica pure a pensare. passo da un mutismo cosmico a momenti iper-logorroici. qui c'è gente che continua a chiedermi di fare cose. ti ricordi? mi dicono con quel tono odioso che ora non so descrivere. ti ricordi che c'è da fare quella tal cosa? io rispondo sempre di sì. che mi ricordo. che lo farò, farollo a settembre, appena torno, contaci. per questo e per altro, mi aspetta un settembre di fuoco. ma per ora, fortunatamente, connetto poco quindi non riesco a pensarci e a realizzare. ora come ora, non affidatemi incarichi che richiedano capacità intellettive o che comportino rischi e responsabilità maggiori di quelle necessarie per l'acquisto di pane, latte o sigarette. sono semplificata ai minimi termini. dicesi stanca. forse ho bisogno di quella cosa lì che mi pare si chiami vacanza. forse ho bisogno di un sacco di altre cose, come tutti d'altra parte no? per completare il quadretto e illustrare in maniera ancora più drammatica il mio stato di prostrazione pre-feriale, aggiungo solo che sul mio lettore mp3 ci ho messo su justin timberlake. ecco, non so proprio cosa potrei dire di più commovente per implorare clemenza.
ho conosciuto una tizia simpaticissima ma un po’ sciroccata che quest'anno sceglierà la meta delle sue vacanze sulla base della diffusione endemica del virus della febbre gialla. cioè, mi spiego meglio, a questa tizia qui sta per scadere la validità del vaccino per la febbre gialla che aveva fatto anni fa prima di partire per la foresta amazzonica, per questo motivo le sembra cosa assai furba sfruttare gli ultimi mesi di "copertura" andando a trascorrere le ferie in una di quelle aree del mondo dove è alto il rischio di contrarre questo simpatico virus. lì per lì pensavo che scherzasse e invece era veramente intenzionata a estorcermi i nomi dei paesi nei quali, secondo me, la febbre gialla è ancora in voga. la gente non sta bene. sarebbe come a dire che siccome invece io c'ho in circolo il vaccino anti-tifo, già che ci sto, per ammortizzare, decida di farmi una bella nuotata nel fiume gange o in alternativa, un sushi di pesce pescato nel biondo tevere. ripeto, la gente non sta bene per niente. ho lavato in lavatrice la mia t-shirt bianca preferita. avevo fatto un carico di panni bianchi, nel quale si è infiltrato un calzino nero. il calzino è ancora nero, il resto del bucato, compresa la mia t-shirt, ha assunto quel colore grigiastro un pò rognoso e triste triste triste. la parola della settimana è mercurio. chissà perchè le parole a volte ci rincorrono, ci perseguitano addirittura. una serie di spassose coincidenze fanno sì che le incontriamo più e più volte nel giro di un’ora o di qualche giorno. mercurio è il nome del nuovo server che ieri hanno messo su in ufficio. mercurio è il pianeta simbolo del mio segno zodiacale ha detto branko alla radio. mercury è la canzone dei counting crows che ascoltavo qualche sera fa. i mercury rev invece li avevo caricati lunedì scorso sul lettore mp3. poi di coincidenza, chiamiamola così, con la parola mercurio ce n'era anche un'altra che però ora non ricordo più. chissà cos’è che mi vuole dire questa parola qua a me. su wikipedia scopro che mercurio è il pianeta più vicino al sole e anche quello con il moto di rivoluzione più rapido. sull'elemento chimico mercurio, detto anche argentovivo, invece ho scoperto un sacco di cose interessanti. nell'antico egitto e in asia gli attribuivano le proprietà curative più disparate e dispensatrici di vita eterna. il primo imperatore della cina qin shi huang pare infatti che sia impazzito e morto per via delle pillole di mercurio che assumeva sperando di non morire mai. il mercurio veniva usato, nell'ottocento, per la lavorazione dei cappelli di feltro. dai numerosi casi di disordini mentali e avvelenamento che colpirono i fabbricanti di cappelli, lewis carroll, trasse ispirazione per il personaggio del cappellaio matto in alice nel paese delle meraviglie. mi fermo qui perchè mi sento molto vulvia su rieducational channel. sapevatelo.
voglio un bonus di karma da giocarmi tutto nei prossimi mesi. prima ascoltavo quella canzone di leonard cohen che fa perchè non provi? eccetera eccetera.

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