biscotti con gocce di cioccolato puro e cereali. continuo ad impacchettare le mie cose. e a mangiare biscotti. a mettere etichette sugli scatoloni. e a mangiare biscotti. sopra le etichette ci scrivo il mio nome, dove devono andare gli scatoloni e cosa contengono. cerco di svolgere tutte queste operazioni meccanicamente, ma con criterio. perchè sia più facile, dopo, ritrovare un senso, magari lo stesso senso che cerco di metterci ora. tengo accesa una radio on line e mi sento bene perchè capitano le canzoni giuste. butto le cose delle quali non riscontro o non ricordo più l'utilità. buttare mi piace. per andare via ci si fa più leggeri. questo posto mi mancherà, lo so. ma sono contenta di andare, di cambiare, dimenticare. avessi un dio da pregare, lo pregherei un poco ora. tra uno scatolone e l'altro mi fermerei un attimo a formulare le parole e poi chiederei delle cose. nell'ordine di grandezza di questi tempi da trentenni che contraggono mutui o matrimoni, credo che sarebbero cose piccole le mie. è che mi sento così in bilico dappertutto. ci si stanca tanto a dover rimanere sempre in equilibrio. ecco l'ultimo biscotto.

Roba di misia venerdì, 27 luglio 2007 ore 15:59 | link | commenti (3) |

it don't mean a thing (if you ain't got that swing)

koyaanisqatsi. ovvero : malgrado il delirio generale, tutto torna.

Roba di misia venerdì, 27 luglio 2007 ore 10:32 | link | commenti (5) |

adoro questo fumetto qui e qui e qui e qui e qui e qui . purtroppo alcune delle vignette migliori che ho letto finora non sono riuscita a trovarle on line. si chiama -pearls before swine- tradotto in italiano come -perle ai porci-.

Roba di misia giovedì, 26 luglio 2007 ore 12:30 | link | commenti (1) |

e io che mi pensavo che sognare fosse più facile che vivere

Roba di misia giovedì, 26 luglio 2007 ore 09:48 | link | commenti |

Roba di misia mercoledì, 25 luglio 2007 ore 18:14 | link | commenti |

nel sottoscala della mia ragione

mi rimangono appese dentro le frasi delle canzoni. prima o poi le cucirò tutte insieme e quello che ne verrà fuori non sarà un medley schizofrenico, ma un discorso di senso compiuto, il che per quanto mi riguarda sarebbe già un bel traguardo. per fortuna c'è questa cosa tremenda fuori dalle finestre, per strada. questa cosa che la gente si ostina a chiamare caldo, ma che secondo me meriterebbe un nome nuovo, più cazzuto, meno banale. qualunque cosa sia, l'unico aspetto positivo che possiede è che ci assolve dall'onere di essere brillanti e dire cose che meritano di essere dette. ho bisogno di andare in vacanza, nel senso più mistico del termine, ma mi tocca resistere ancora un pò.

Roba di misia martedì, 24 luglio 2007 ore 10:18 | link | commenti (3) |

trovarsi dentro pezzi di mondo e non sapere dove andarli a incastrare. le parole, i pensieri, le idee a volte si fermano. ma mica è colpa mia eh. c'è un bivio. un semaforo. un posto di blocco. ci sono le sabbie mobili. una frana. c'è la neve. un incendio. il fiume ha straripato. piovono chicchi di grandine grossi come meloni. i casellanti in sciopero. un terremoto. un dosso. una cunetta. un senso unico alternato intasato. c'è la processione di san rocco. un tir ribaltato. i terroristi. la sagra del cocomero. c'è un presidio delle brigate di guerriglia metropolitana per la costruzione del fronte combattente antimperialista. le cavallette. è atterrato un ufo che è venuto ad inventariare la razza umana. comincia da te. inventatene un'altra. tocca che scendi e spingi, le parole, i pensieri, le idee. un pò più avanti. più avanti di quel punto lì dove si fermano sempre perchè perdono di giri, di velocità, tanto che non riescono a svoltare l'angolo, si fermano in curva. maledetti. io te l'avevo detto che non era il caso. guarda se non famo il botto pe' colpa tua. oh, ma niente niente portassi sfiga, metti il triangolo, intanto io mi siedo un attimo qui, all'ombra, sotto le frasche, mi fumo una sigaretta e penso penso penso. il triangolo va bene, ma il giubbotto catarifrangente non me lo metto manco per il fischio che il giallo mi sbatte pensa pensa ma che c'avrai da pensa'?

Roba di misia lunedì, 23 luglio 2007 ore 15:28 | link | commenti (1) |

qui è tempo di traslochi. imballano tutto, pure i ficus benjamin spelacchiati e le altre piante da appartamento che sembrano finte, ma invece sono vere, anzi no sono finte (non l'ho ancora capito, però per sicurezza, vengono innaffiate regolarmente). niente niente mi infilano pure a me in uno scatolone e mi portano via. che magari è proprio quello che dovrei augurarmi dico. bah. per rilassarmi a volte guardo la tv. in tv io guardo poca roba: i documentari, il tenente colombo e quando ho bisogno di dormire ma non ci riesco, mi inebetisco davanti alle televendite. a me mi piacciono un pò le televendite, lo ammetto. mica tutte però, solo quelle che mandano in onda sulle emittenti regionali, quelle che ripetono 50 volte le stesse cose. altrimenti l'effetto soporifero non funziona. tipo la miracolosa guaina elastica che elimina la pancia. tipo le aste di gioielli, quelle in cui la telecamera inquadra solo una mano che indossa anelli e bracciali, con due voci fuori campo che parlano parlano parlano con quel tono di voce monocorde. la televendita che preferisco in assoluto però è quella di quel centro per il dimagrimento ultrarapido. c'è questa tipa bionda e un pò rincoglionita, vestita sempre con colori pastello slavati, che intervista le persone che si sono sottoposte alle diete e ai vari trattamenti dimagranti. la parte che mi piace di più è quando fanno vedere le foto del prima e dopo la cura. le persone poi rispondono alle domande della bionda: quanti kili e quante taglie hanno perso? hanno sofferto la fame? hanno assunto farmaci? sempre le stesse domande, sempre le stesse risposte e intanto io mi abbiocco sul divano come se mi avessero raccontato una favola con un bel lieto fine. è per questo che guardo le televendite. il ventilatore giallo canarino a quattro, dico quattro, velocità comprato dai cinesi sotto casa sta per abbandonarmi. ogni volta che lo accendo, tempo due minuti e mi chiedo se non sia meglio patire il caldo tropicale piuttosto che sopportare il rumore snervante (frrrrrr) delle sue pale che girano. e se non s'è capito, mica girano solo le sue di pale. 

Roba di misia venerdì, 20 luglio 2007 ore 16:10 | link | commenti |

sugli anniversari, su chi non c'è più, su chi rimane, ma soprattutto sui 20 di luglio di tutti gli anni a venire

che parola brutta  è -ricordo- quando dentro c'è solo un pensiero morto che non produce altro che anniversari e parole. quando diventa simbolo svuotato di ogni aspetto umano, privato, personale. preso in prestito, tirato in ballo, speso in ogni occasione indiscriminatamente. non c'è pace ancora. qualcuno ti chiama per nome con tenerezza. ti difende, perchè ti si può fare ancora del male. vorrei sentirti vivo di quella vita che era la tua, imperfetta, pulsante. tutta da fare. vorrei sentirti maledire da te il tuo ricordo continuando a battere, sbattere contro tutto ciò che continua ad ucciderti. la tua vita, ferma lì per sempre, per tutti noi è come un figlio da tirare su.

Roba di misia venerdì, 20 luglio 2007 ore 12:16 | link | commenti (1) |

pomeriggio di luglio.

il caldo è chiuso fuori.

ho legato le parole a un filo,

non si sa mai.

Roba di misia giovedì, 19 luglio 2007 ore 15:28 | link | commenti |

poesia da cinque euro

ieri notte mi hanno svegliato due tizi ubriachi che litigavano sotto casa mia. non so perchè alla gente piace tanto litigare sotto casa mia di notte. non è un quartiere tranquillo signora mia. uno dei due tizi di ieri aveva indebitamente prelevato dal portafogli dell'altro cinque euri. sono andati avanti mezz'ora a urlare insultandosi a vicenda e rinfacciandosi 'sti benedetti cinque euri. io, nella semilucidità del dormiveglia avevo anche pensato di tirarglieli dalla finestra i cinque euri. magari pure dieci tiè, crepi l'avarizia. così facevano a metà e la smettevano di litigare. magari in monete spicce, che dal terzo piano quando arrivano giù fanno più male. insomma mentre dormivo e non dormivo m'è venuta in mente una poesia. che a me quando mi sto per addormentare mi vengono sempre in mente delle signore poesie. ogni volta che sto lì lì per perdermi nel sonno e una poesia si affaccia io mi dico alzati, piglia una penna, un foglio, scrivitela sennò domani mattina non te la ricordi più. invece continuo a pensare adesso mi alzo-adesso mi alzo finchè non mi addormento e -disturbi alla pubblica quiete permettendo- mi sveglio la mattina dopo che la poesia non esiste più, se l'è mangiata la notte e ingoiata il sonno avido. così è successo pure per la poesia di ieri; mano a mano che nasceva mi sembrava proprio la poesia che era giusto scrivere in questo momento qua, per me. via via che la pensavo veniva su proprio bella la poesia mia. oggi, l'unica cosa che ricordo di lei è che era una poesia un pò triste, che diceva qualcosa del tipo c'è un peso sul fondo. poi diceva qualcosa sull'estate. e mi pare proprio che ripetesse la parola mare. io ci ho pensato su un pò, per cercare di ricordare meglio, ma l'unica cosa di senso compiuto che sono riuscita a tirare fuori con questi pochi ingredienti è questa :

c'è un peso sul fondo dell'estate.

tutti al mare

tutti al mare.

Roba di misia martedì, 17 luglio 2007 ore 17:29 | link | commenti |

vivi in un perenne dopo anche se sei qui e adesso e il dopo arriverà, proprio come dice la parola, dopo. questo fantomatico dopo lo immagini carico di fatti cose sentimenti che, in base a quella che tu chiami esperienza, ma che a casa mia sia chiama paura, ritieni praticamente scontato che si  realizzeranno. il fatto è che a quello che forse avverrà dopo ci credi talmente tanto che scappi sempre prima che arrivi il dopo cioè adesso. fosse per te, la terra sarebbe ancora piatta.

Roba di misia martedì, 17 luglio 2007 ore 10:03 | link | commenti (6) |

ecco

Roba di misia lunedì, 16 luglio 2007 ore 10:10 | link | commenti |

così

L'audio e' stato cancellato dallo spazio su Splinder

Roba di misia venerdì, 13 luglio 2007 ore 12:00 | link | commenti (1) |

if the divine master plan is perfection maybe next I'll give Judas a try trusting my soul to the ice cream assassin

Roba di misia giovedì, 12 luglio 2007 ore 17:03 | link | commenti |

fresca di bucato

la fotocopiatrice nel corridoio emette un sibilo straziante. la mia scrivania è un disastro. l'umore si trascina. me ne vado a nuotare. con l'acqua nelle 'recchie non si sente niente e i pensieri seguono disciplinatamente la linea blu delle piastrelle sul fondo della vasca, arrivano all'altro capo della corsia e poi, hop, una bella spinta coi piedi e tornano indietro. su e giù, finchè non ci sono più. si stancano, mica gliela fanno a starmi dietro. oppure affogano. si sciolgono nell'acqua clorata. vengono risucchiati dai filtri. boh. ma è anche per questo che mi piace nuotare. c'è un certo autismo nel nuoto che aiuta a pensare, o a non pensare, dipende. c'è la possibilità di scegliere. fatto sta che esco da lì fresca fresca, come nuova, con la testa più leggera, e sulla pelle, malgrado la doccia, un odore dolce, di candeggina. ora che ho scritto la stronzata delle 17.44, vado.

Roba di misia mercoledì, 11 luglio 2007 ore 17:44 | link | commenti (1) |

the afternoon has gently passed me by the evening spreads its sail against the sky

stasera potrei allentare le difese. è un piacere fragilissimo da proteggere e temere contemporaneamente. c’è una sequenza arrendevole nei gesti: si inizia col togliersi le scarpe, poi si depongono pezzo per pezzo i vestiti come fossero le armi dell’anima. strato dopo strato, fino a riconoscersi. il sole non è ancora tramontato, scompongo i rumori della strada, anche loro, uno ad uno. è l’orchestra di un unico ritorno a casa, apparentemente comune a tutti. la metto a tacere e ti racconto piccole cose. invento nuovi modi per spiegarti l’assenza del dolore. il tempo che si scioglie, rallenta e cede il passo. una momentanea pacificazione, ne fai parte. ti faccio entrare. qui, ci si può stendere, allungare sul letto, sulle pagine di un libro, tra una riga e l’altra di un quaderno di appunti frettolosi da rileggere lentamente. qui c’è un silenzio da costruire. non c’è fretta in questa sera ormai addomesticata che si fa indossare sulla pelle, nessuna fretta. eppure il cuore tiene un tempo tutto suo, manca una battuta. un’assenza puntuale. un tuffo vuoto che affonda nella pancia. lo senti? guardo più vicino a me per non sbagliare: oggetti fuori posto ricordano passaggi e intenzioni, lenzuola stampate a piccoli fiori, mi distraggono le simmetrie di cotone e carta, fitta trama di parole, le conchiglie appese fanno quel rumore che saprai immaginare, la finestra è aperta e la tenda si muove, come se respirasse insieme a me. 

Roba di misia mercoledì, 11 luglio 2007 ore 09:23 | link | commenti (3) |

L'audio e' stato cancellato dallo spazio su Splinder

Roba di misia lunedì, 09 luglio 2007 ore 13:02 | link | commenti |

come un ladro come un assassino

nel sogno di stanotte c'eravamo io e te. tu mi baciavi. piano. senza urgenza. un bacio semplice, da adolescenti. un bacio casuale. dato per la coincidenza magica di trovarsi con le labbra vicine. era notte. arrivava gente. amici comuni. il nostro bacio sembrava non ci fosse mai stato. tutti insieme andavamo su e giù per le strade come si fa spesso in queste sere d'estate. seminando la noia nei passi disinvolti e scoordinati dalle infradito. cercando parcheggio. cercando posti dove fare cose. cercando da bere. da mangiare. da fumare. cercando. poi, il giro dei saluti e ognuna delle persone presenti prendeva una direzione diversa. verso casa. io camminavo con poca convinzione. avevo voglia di piangere. per sciogliere un po' la dolcezza pericolosa che mi avevi lasciato dentro. ricordavo il bacio. mi verrà a cercare pensavo. ne ero sicura. c'era una promessa nei tuoi occhi. ma aspettarti sapevo mi avrebbe fatto soffrire. camminando continuavo a ripetermi che il bacio era stato solo un sogno. un sogno. un sogno. e nel sogno del sogno improvvisamente senza accorgermene mi ritrovavo sotto casa tua. sotto la tua finestra. piena di timidezza e dubbi. eppure ero lì. abitavi in un vicolo. c'erano fili di panni bianchi candidi stesi a ogni piano. c'era un silenzio bello e complice. composto dal sonno e dai sogni che sfuggivano da tutte quelle finestre aperte sulla frescura della notte. stavo lì in piedi. mi ripetevo hai sbagliato hai sbagliato hai sbagliato. non dovevi venire. ma non riuscivo a distogliere gli occhi dalle tue finestre. basse. al primo piano. le uniche illuminate di una morbida luce fioca. io aspettavo che un movimento un rumore sfuggisse dalla tua stanza. speravo fossi ancora sveglio. immaginavo il bacio che ero venuta a riscuotere. il bacio che ero venuta a restituirti con l'animo di chi può onorare un debito. ed era come avere sete. proprio come avere sete e immaginare di avvicinare e poi appoggiare le labbra al bordo di un bicchiere colmo d'acqua. ti affacciavi alla finestra. parlavamo. poi ti salutavo e cominciavo ad allontanarmi di qualche passo. tu mi richiamavi con discorsi futili. io tornavo indietro per ascoltarti. ancora sotto la tua finestra a parlare. così più volte. cercavo di andarmene e tu gettavi la lenza delle tue parole. io pensavo fammi salire. tu pensavi chiedimi di scendere.

Roba di misia lunedì, 09 luglio 2007 ore 11:09 | link | commenti |

lui dice balordi. zecche del cazzo. e fin qui ci si potrebbe anche stare. sono poliziotti. non raccontiamoci le favole. però poi lei dice tanto uno è già morto. uno a zero per noi, yes. e lui ride.

Roba di misia venerdì, 06 luglio 2007 ore 15:46 | link | commenti |


vengo anch'io

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