satellaits gon ap to de scaiiiis ting laic dat draiv mi aut ov mai maiiiind ai uaccid for a litol uail ai laic tu uocc tings on tivi-iii uh uh uuuuh satellait ov lov uuuuh satellait ov lov e se non s'è capito faccio un pò come mi pare. comunque dont uorri, teic it isi, niente panico, ho un discreto senso del ritmo, so fare sagge distinzioni, mi piace chiamare le cose col nome che hanno o che meritano e mica sempre è lo stesso nome, scaccio malanni e malinconie altrui, alle mie ci penso dopo, arroto coltelli, forbici, forbicine, forbici da seta, riparo cucine a gas, se la vostra cucina fa fumo io tolgo il fumo dalla vostra cucina, ma fondamentalmente ho un ego alquanto moderato e sono biodegradabile. uuuuh satellait ov looooov
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tanta voglia di scrivere. poco tempo. testa vuota. testa piena. sole. sole. sole. certe giornate di primavera avrebbero bisogno di testimoni.
c'è un tipo le cui poche parole stanno scivolando pigre e sensuali fuori dalle casse del pc davanti al quale lavoro. -you know I know- canta lui al che io replico -se lo dici te-, poi -i'm in the moooooooood baby i'm in the mood for love- canta lui -beato te- gli rispondo io e un collega passando di qua mi fa -parli con me?-
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le fragole sono sempre pronte in frigo. già lavate. alla veneranda età di 30 anni posso finalmente dire di saper pulire un ananas con nonchalance. la preparazione di un ananas l'ho sempre ritenuta un operazione infame, che svolgevo esclusivamente in virtù della passione che ho per quel frutto. avevo un mio metodo, ma solo adesso capisco quanto fosse da coglioni il metodo mio e quanto sia semplice in realtà pulire un benedetto ananasso. probabilmente al mondo esistono parecchie cose più semplici di come me le immagino visto che io, se mi gira, sono una che le cose se le sa complicare per benino. ananas a parte, mi addormento leggendo bellissimi libri e dormo notti lunghe e molto spesso dense di sogni stupidi, o per meglio dire stupidamente verosimili. nella realtà, sabato scorso ho perso un ombrello. ero in una sperduta stazione di un paese sperduto, mi sono seduta su un muretto a fumare una sigaretta e a pensare ai casi miei, poi è arrivato il treno e io ci sono salita sopra. ovviamente l'ombrello è rimasto lì, sul muretto. nel sogno di stanotte, l'ombrello perso mi veniva restituito da uno sconosciuto che mi faceva un sacco di moine e non la finiva più di chiacchierare. nel corso della notte devo aver avuto dei micro risvegli nei quali, in uno stato di semi coscienza, mi domandavo se l'ombrello l'avessi perso per davvero o per finta e se mi fosse poi stato restituito per davvero o per finta. insomma una gran fatica cercare di fare le distinzioni tra realtà e sogno mentre metà del tuo cervello dorme e l'altra metà è sveglia, ma ti manda affanculo perchè vorrebbe dormire invece che pensare agli ombrelli. dice, ma non c'hai proprio niente di meglio da pensare che pensi all'ombrello tuo pure di notte? c'e l'ho eccome, ma i sogni vanno un pò dove pare a loro, per questo c'è chi ci scrive i libri sopra, chi li racconta allo strizzacervelli o chi, molto più intelligentemente, se li gioca al lotto.
dunque, secondo la smorfia nappuletana : l'ombrello chiuso è il 26, l'atto del perdere è il 6, quello del ritrovare il 15, lo sconosciuto è il 17 e chiacchierare fa 25. che dire? buon pro vi faccia.
il tizio che viene a rifornire di merendine il distributore automatico non so come si chiama di nome, però magari la prossima volta glielo chiedo. il tizio che viene a rifornire di merendine il distributore automatico come caratteristica principale ci ha questa cosa qua: come suoneria del cellulare ha una registrazione dei cori della curva sud dello stadio olimpico. per capirci: un sacco di gente che urla uno slogan indecifrabile (fatta esclusione, che te lo dico a fare, per la parola roma). il tizio che viene a rifornire di merendine il distributore automatico riceve molte, ma che dico molte, moltissime telefonate. il tizio eccetera eccetera è qui da più di mezz'ora che riceve telefonate a raffica e che, tra una chiamata e l'altra, traffica col distributore e colle merendine delli meglio mortangolieri sua. ogni volta che "squilla" il telefono, parte il coro degli ultras e a me mi viene una cosa che assomiglia a una specie di infarto perchè, cioè, non lo so descrivere che cosa può essere questa suoneria qua. una cosa un tantino brutale, a un volume stra-to-sfe-ri-co. come se improvvisamente, dalla silenziosa stanza in cui lavoro, venissi proiettata in un posto moooolto affollato e rumoroso, come potrebbe essere, tanto per fare un esempio a caso, il centro della curva sud durante un derby. proprio così. alle suddette telefonate il tizio risponde con un -oh- e la conversazione che ne consegue (almeno da parte del qui presente tizio) consiste in sparuti monosillabi e termina con un laconico -vabbè sciao-. al tizio che viene a rifornire di merendine il distributore automatico però in un certo senso io mi ci sono affezionata e pure lui secondo me m'ha preso in simpatia. ogni volta che viene si diverte a farmi i quiz. i quiz consistono in questo : io gli passo davanti lo saluto -ciao- lui, che ha uno scatolone pieno di merendine e frizzi e lazzi da posizionare negli appositi spazi del distributore, invece di rispondere al mio saluto mi chiede -senti 'n pò...che c'era ar numero 16?- io mi fermo, guardo attraverso il vetro, studio la disposizione delle cose, cerco di ricordare e poi rispondo -mmm...c'erano le cipster!". lui mi fa "no, le cipster stavano ar 21"..."allora c'erano le patatine crick&crock" e lui replica "ma noooo, l'ultima volta le cricche e crocche nun ve l'ho mica messe". con la coda fra le gambe io me ne torno nella mia stanza e mi rimetto al lavoro. dopo un pò sento la sua voce che mi fa "oh, al 10? che ce stava?" e io rispondo "i ringo. al 10 c'erano i ringo" e lui ridendo come un matto mi fa "ma quali ringo. c'erano i tarallucci". ogni tanto però ci becco. la mia media sta migliorando. insomma, che si sappia, io qui ho trovato un secondo lavoro che consiste nel fare quella che suggerisce al tizio che viene a rifornire di merendine il distributore automatico, il quale secondo lavoro mi da di molte soddisfazioni, mica come il primo.
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I wish I knew how
It would feel to be free
I wish I could break
All the chains holding me
I wish I could say
All the things that I should say
Say 'em loud say '
For
I wish I could share
All the love that's in my heart
Remove all the bars
That keep us apart
I wish you could know
What it means to be me
Then you'd see and agree
That every man should be free
I wish I could give
All I'm longin' to give
I wish I could live
Like I'm longin' to live
I wish I could do
All the things that I can do
And though I'm way over due
I'd be starting a new
Well I wish I could be
Like a bird in the sky
How sweet it would be
If I found I could fly
Oh I'd soar to the sun
And look down at the sea
Than I'd sing cos I know - yea
Then I'd sing cos I know - yea
Then I'd sing cos I know
I'd know how it feels
Oh I know how it feels to be free
Yea Yea! Oh, I know how it feels
Yes I know
Oh, I know
How it feels
How it feels
To be free
Bessie was more than just a friend of mine
We shared the good times with the bad
Now many a year has passed me by
I still recall the best thing I ever had
I’m just goin’ down the road t’ see bessie
Oh, see her soon
Goin’ down the road t’ see bessie smith
When I get there I wonder what she’ll do
Now all the crazy things I had to try
Well I tried them all and then some
But if you’re lucky one day you find out
Where it is you’re really comin’ from
I’m just goin’ down the road t’ see bessie
Oh, see her soon
Goin’ down the road t’ see bessie smith
When I get there I wonder what she’ll do
Now in my day I’ve made some foolish moves
But back then, I didn’t worry ’bout a thing
And now again I still wonder to myself
Was it her sweet love or the way that she could sing
I’m just goin’ down the road t’ see bessie
Oh, see her soon
Goin’ down the road t’ see bessie smith
When I get there I wonder what she’ll do
There’s so much time has gone right on by
I didn’t think one could be so wrong
And then one night I was drinkin’ and a-thinkin’
In the bottom of the glass I could see bessie’s face so strong
I’m just goin’ down the road t’ see bessie
Oh, see her soon
Goin’ down the road t’ see bessie smith
When I get there I wonder what she’ll do
When she sees me will she know what I’ve been through?
Will old times start to feelin’ like new?
When I get there will our love still feel so true?
Yet all I have, I’ll be a-bringin’ it to you
Oh bessie, sing them old-time blues
(bob dylan - bessie smith)
in estrema sintesi oggi non so proprio dove andare per evitare di incontrarmi.
stamattina seduta in metropolitana stavo leggendo se una notte d'inverno un viaggiatore, anzi era se una notte d'inverno un viaggiatore che leggeva me, anzi ero io che leggevo me stessa che leggeva se una notte d'inverno un viaggiatore, anzi era un lettore che leggeva di me che leggevo se una notte d'inverno un viaggiatore anzi...
calvino l'ho scoperto tardi. ora recupero il tempo perso. in sintesi calvino per me è uno di quegli scrittori che mentre li leggo penso: io a questo qui, per aver scritto questa cosa, per aver descritto quest'altra, ci voglio proprio bene.
e (qui lo dico e qui lo nego) in quel momento, col libro in mano e lo stupore nel cuore, a volte penso addirittura che quegli scrittori lì, in un certo senso, vogliano bene a me.
oggi mi sento così inconcluden
ArDeCoRe
babsi_jones
cesare_pavese_poesie
europa_film_treasures
fRaNcO_aRmInIo
GENOVA_2001
il manifesto
il.primo.amore.
indymedia
internazionale
nazione indiana
okinerò
pearls_before_swine
pOsT_sEcReT
the_perry_bible_fellowship
_ani difranco_
_linus_
misiasays in la barbie ha vinto l...
utente anonimo in la barbie ha vinto l...
freesia in how high the moon
freesia in da quel momento...
misiasays in
freesia in si chiama pietro
freesia in cosa manca
misiasays in cosa manca
misiasays in ho visto cose che vo...
LaMetaOscura in ho visto cose che vo...
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