questa mattina cominciata in fretta si avvicina alla curva dell'ora di pranzo rallentando. dall'altra parte del telefono una donna urla. è arrabbiata. non con me, però urla nel mio orecchio. io guardo fuori dalla finestra, allontano la cornetta finchè le parole non si distinguono più, finchè la sua voce non diventa piccola e ridicola. questi ego malati feriti traditi morti e risorti cominciano a non farmi più compassione. posso dirlo? bruciano tutto quello che hanno intorno e non sanno più ascoltare. neanche sè stessi ascoltano più. aspettano un risarcimento dalla vita, dalla gente, dal mondo intero e non si rendono conto di quanto sono diventati avari. per oggi la vedo così. il problema è che sono una spugna, devo stare attenta a chi mi metto vicino. su quel cielo lì fuori, immobile e piatto rimbalzano i pensieri e la fantasia. ma riesco lo stesso ad immaginarmi altrove, lontano quanto basta. ecco, per esempio: sono al mare, c'è il sole e un odore buono nell'aria, sono seduta in una veranda riparata dal vento, al tavolo di un ristorante, c'è una tovaglia bianca, del pane fresco in un cestino, acqua minerale e vino bianco freddo, non ho nè freddo nè caldo, sto bene, un cameriere con un piatto in mano si avvicina sorridendo, spaghetti con le vongole. buon appetito.
poi succede che io oggi sono di un umore un pò così e succede pure che io ci ho un amico che ha una videoteca. a questo amico qui e a me ci piace la musica giess e ci piace andare ai concerti insieme. ci dovreste vedere a me e all'amico mio ai concerti giess, ci abbiamo la faccia col sorriso ebete stampato sopra tanto siamo felici di stare lì a sentire la musica. e infatti poco fa l'ho chiamato sul cellulare perchè dobbiamo organizzarci per andare a vedere un concerto giess troppo fico. lo chiamo e lui mi fa -sono in videoteca chiamami qui- così io attacco e lo richiamo in videoteca. tra parentesi la videoteca dell'amico mio ha un reparto porno a sè, separato dal reparto degli altri film, e anche piuttosto fornito a quanto mi dice lui e a quanto mi dicono pure altri amici che quando lo vanno a trovare, che te lo dico a fare, entrano dentro il reparto dei film porno per fare i cretini. l'amico mio dice che ormai le videoteche lavorano principalmente col porno. mi ha spiegato pure perchè, e ci sono di mezzo motivazioni sociologiche di alto spessore mica solo quelle cose là che uno pensa se pensa ai film porno e ai loro fruitori. allora insomma chiamo il mio amico in videoteca. il telefono squilla e lui che sa già che dall'altra parte ci sono io risponde così oh al che io per ridere gli dico pronto buonasera vorrei affittare un film pornopornoporno e lui mi riconosce e mi fa ma prego mi dichi pure. abbiamo dei nuovi titoli nel catalogo e io faccio ah si? e allora mi dichi questi titoli e lui fa mi attenda un attimo che prendo la lista e ce li dico tutti e poi comincia a leggermi una raffica di 'sti titoli. a me mi fanno troppo ridere i titoli dei film porno. soprattutto quando storpiano i titoli di altri film superfamosi. che li scriverei pure qui dentro ma mi vergogno e allora che l'hai scritto a fare questo post? boh.
ci vorrebbe un pò di musica ora
per accompagnare questo pomeriggio
dove voglio io
è da stamattina che sono al chiodo. comincio a dare segni di cedimento. ogni tanto mentre parlano mi ritrovo a fare libere associazioni, a pensare ai cassi miei. qualche secondo, poi riprendo il filo e per darmi un tono faccio sisi o nono con la testa. ricapitolando: non ho pranzato, ho fame e a dirla tutta dovrei pure fare la pipì. ma questi qui sono dei cyborg. non mangiano, non fumano e non gli scappa mai. ah, però in compenso ogni tanto si lasciando andare a qualche battuta di spirito per allentare la tensione. naturalmente hanno un umorismo che fa cagare.
ronzio di luci a neon
e computer accesi
oltre i vetri
il cielo insiste col suo azzurro
sono stanca di difendermi.
Pensieri di Dina - Cesare Pavese
Dentro l'acqua che scorre ormai limpida e fresca di sole,
è un piacere gettarsi: a quest'ora non viene nessuno.
Fanno rabbrividire, le scorze dei pioppi, a toccarle col corpo,
più che l'acqua scrosciante di un tuffo. Sott'acqua è ancor buio
e fa un gelo che accoppa, ma basta saltare nel sole
e si torna a guardare le cose con occhi lavati.
E' un piacere distendersi nuda sull'erba già calda
e cercare con gli occhi socchiusi le grandi colline
che sormontano i pioppi e mi vedono nuda
e nessuno di là se ne accorge. Quel vecchio in mutande
e cappello, che andava a pescare, mi ha vista tuffarmi,
ma ha creduto che fossi un ragazzo e nemmeno ha parlato.
Questa sera ritorno una donna nell'abito rosso
- non lo sanno che sono ora stesa qui nuda quegli uomini
che mi fanno i sorrisi per strada - ritorno vestita
a pigliare i sorrisi. Non sanno quegli uomini
che stasera avrò fianchi più forti, nell'abito rosso,
e sarò un'altra donna. Nessuno mi vede quaggiù:
e di là dalle piante ci son sabbiatori piú forti
di quegli altri che fanno i sorrisi: nessuno mi vede.
Sono sciocchi gli uomini - stasera ballando con tutti
io sarò come nuda, come ora, e nessuno saprà
che poteva trovarmi qui sola. Sarò come loro.
Solamente, gli sciocchi, vorranno abbracciarmi ben stretta,
bisbigliarmi proposte da furbi. Ma cosa m'ímporta
delle loro carezze? So farmi carezze da me.
Questa sera dovremmo poter stare nudi e vederci
senza fare sorrisi da furbi. lo sola sorrido
a distendermi qui dentro l'erba e nessuno lo sa.
caro franco,
per favore posta più spesso le tue meraviglie.
cara misia
sarai accontentata.
cosa posso fare oltre a scrivere e a spedire?
posso fare un attentato a bruno vespa?
io sono qui, non vincerò lo strega ma incontro belle persone.
come conchiglia
il palmo di un'onda
mi accompagna fin qui
a un passo dalla risacca
una quiete vigile
uno sguardo di sole
un soffio di sillabe
asciugano
stesa sul fianco
la mia forma complementare.
dalle tende filtra una luce che sembra chiamare i soli nomi che conosce e che la riconoscono tra le onde delle lenzuola blu scuro si potrebbe annegare come sai ecco perchè scrivo concedendomi poco tempo per tracciare poche righe asciutte di parole ho un led che ammicca inutilmente da far tacere ho chilometri di filo da mettere via ho sequenze binarie infinite da sciogliere e liberare ho un nuovo costume azzurro che invoglia a nuotare vengo in pace e se mi vuoi virgola bene punto oppure semivuoibene rischia qualcosa per me.
ieri mi raccontava che ogni giorno mentre è in macchina per venire in ufficio ascolta quella famosa radio dalla quale trasmette quel famoso dj che da un pò di giorni a questa parte mette su se mi lasci non vale di julio iglesias. oggi mi dice che è disperata, che non riesce a togliersi più dalla testa quella canzone, che il ritornello le gira in testa e non le dà pace. me la canta, ci sfidiamo a chi imita meglio la pronuncia di julio (hhhulio) e vinco io, ci facciamo una risata su e poi ognuna torna nella propria stanza alle rispettive occupazioni. io lavoro lavoro lavoro e dopo un pò, sovrapensiero, comincio a cantare se mi lasci non vale e già che ci sto mi faccio pure il controcanto con la voce in falsetto se mi lasci non valeeee. dopo un altro pò mi alzo per fare delle fotocopie e incrocio il collega A., un'altra vittima del contagio. la valigia sul letto è quella di un lungo addio mi fa mentre ci sfioriamo nel corridoio, imitando una faccia a metà tra il viscido e l'addolorato (che poi sarebbe la faccia di lui, di hhhulio). io che ho ormai ho imparato le prime battute del testo a memoria lo stupisco replicando prontamente con un e tu senza dir niente hai trovato il coraggio. ecco, per farla breve, tra chi se la fischia e chi se la canta, qui abbiamo l'ufficio infestato da questa canzone. naturalmente, per completare l'opera ho cercato se mi lasci non vale su youtube con l'intento di diffondere il verbo di julio (hhhulio) ai quattro venti. poi però ho trovato una versione trash (anzi ancora più trash) di abatantuono e ho optato per quella. comunque la frase più bella del testo originale è questa: "io di errori ne ho fatti e di colpe ne ho, ma quello che conta tra il dire e il fare è saper andar via ma saper ritornare". spettacolare. (sorvolando sulla metrica raccapricciante) è una di quelle frasi meravigliose che sembrano voler dire un sacco di cose e invece non vogliono dire proprio un casso.
le scritte sulle pareti del vagone stamattina dicevano forza roma dicevano tor bella monaca regna continuavano a dire amore sei mio non ti lascerò mai perchè sei mio per sempre_sulla prima pagina del giornale di un signore seduto di fronte l'occhio mi si incantava sulla parola ostaggi ostaggi ostaggi rilasciati diceva il giornale liberatelo diceva il video il video il video "sto bene"_poi c'erano una svastica e una celtica disegnate poco più in là esattamente sopra la testa di un signore pelato che mi guardava_la parete di fianco invece diceva suck my dick con una decina di punti esclamativi a sottolineare l'enfasi_la ragazza che avevo seduta accanto leggeva un libro e la pagina diceva capitolo trenta poi mi sono distratta fino a quando la pagina diceva capitolo trentuno e la copertina che sono riuscita a intravedere diceva co Moccia il che mi ha fatto arrivare alla facile conclusione che trattavasi del capitolo trentuno dell'ultimo libro di federico moccia e io ho pensato oddio oddio federico moccia ma lei lo leggeva e sembrava piacerle_sembrava che quasi non respirasse tant'era la calma che trasmetteva ce l'avevo vicina eppure era in una bolla tutta sua che a malapena sfiorava la mia dentro la quale invece c'era la musica che avevo nelle orecchie e come sempre mi isolava a sufficienza da tutto il resto_ fuori dal finestrino c'erano un sole e un cielo d'incanto e il treno andava come se ci dovesse portare in un posto bello invece che nel solito posto allora ho tirato fuori dalla tasca il lettore e ho mandato avanti avanti avanti finchè il display diceva sweet thing
L'audio e' stato cancellato dallo spazio su Splinder
And I will stroll the merry way
And jump the hedges first
And I will drink the clear
Clean water for to quench my thirst
And I shall watch the ferry-boats
And theyll get high
On a bluer ocean
Against tomorrows sky
And I will never grow so old again
And I will walk and talk
In gardens all wet with rain
Oh sweet thing, sweet thing
My, my, my, my, my sweet thing
And I shall drive my chariot
Down your streets and cry
hey, its me, Im dynamite
And I dont know why
And you shall take me strongly
In your arms again
And I will not remember
That I even felt the pain.
We shall walk and talk
In gardens all misty and wet with rain
And I will never, never, never
Grow so old again.
Oh sweet thing, sweet thing
My, my, my, my, my sweet thing
And I will raise my hand up
Into the night time sky
And count the stars
Thats shining in your eye
Just to dig it all an not to wonder
Thats just fine
And Ill be satisfied
Not to read in between the lines
And I will walk and talk
In gardens all wet with rain
And I will never, ever, ever, ever
Grow so old again.
Oh sweet thing, sweet thing
Sugar-baby with your champagne eyes
And your saint-like smile....
Il sole della mattina brillò sulla spada di bronzo.
Non restava più traccia di sangue.
"Lo crederesti, Arianna?" disse Teseo. "Il Minotauro non s'è quasi difeso."
(Jorge Luis Borges - La casa di Asterione)
perchè quelli che hanno voglia di chiacchierare o devono raccontarsi la vita vanno al cinema a farsi dire ssssssshhhhh da chi al cinema c'è andato, incredibile ma vero, per vedere un film?
perchè invece altri, cioè quelli che non hanno più un casso da dirsi, scelgono di sedersi in un pub affollatissimo e saturo di chiacchiere e risate per congelarsi nel loro silenzio siderale?
sabato sera, cinema+birra+blablabla+insalata+blablabla+sacher torte+blablabla+sigarette+blablabla, osservando gli altrui sabato sera.
you keep telling me i'm beautiful
but i feel a little less so each time
your love is so colorful
it flashes like a neon sign
but i finally drove out where
the sky is dark enuf to see stars
and i found i missed no one
just listening to the swishing of distant cars
i hope i never see
the ocean again
pushing and pulling at me
as i go deeper and deeper in
til i'm so far from my shore
so far from what i came here for
i let you surround me
i let you drown me
out with your din
and then i learned how to swim
i was floating above myself
watching her do just what you wanted
poor little friendly ghost
wondering why her whole house feels haunted
i told myself i was strong enuf
that i had plenty of blood to give
and each elbow cradled a needle
but listless and faint ain't no way to live
so i hope i never see
the ocean again
pushing and pulling at me
as i go deeper and deeper in
til i'm so far from my shore
so far from what i came here for
i let you surround me
i let you drown me
out with your din
and then i learned how to swim
you keep telling me i'm beautiful
but i feel a little less so each time
your love is so colorful
it flashes like a neon sign
but i finally drove out where
the sky is dark enuf to see stars
and i found i missed no one
just listening to the swishing of distant cars
(ani difranco - swim)
qui la mia vicina entra ed esce in continuazione dalla stanza e ogni volta, ogni santissima volta sbatte la porta. a me quello che mi fa arrabbiare non è tanto il rumore che produce, ma il fatto che ormai io sia assolutamente certa che entrando o uscendo sbatterà la sua casso di porta. è che la prevedibilità mi uccide. dico, ma lo sai come si usa quella cosa dorata che vedi appiccicata là sopra? la maniglia dico? lo sai che l'hanno inventata per un motivo? lo sai che pure tu c'hai il pollice opponibile per usarla brutta scimmiona? ma soprattutto lo sai che al mondo c'è gente che t'ammazzerebbe per molto meno? questo è quello che penso, in realtà non mi sono mai lamentata. a volte uscendo sbatte la porta e mi dice arrivederci. io rispondo arrivederci e invece penso ma vaffanculo. dicesi quieto vivere, ma mica tanto quieto visto che lei continua a sbattere la porta. sbam.
auguri!
dice il messaggio
come festeggi oggi?
ci sono quelli che hanno paura
di regalarti un rametto di mimosa
o di farti gli auguri
perchè ci sono le donne che festeggiano
e quelle che invece no
perchè per me è festa tutti i giorni
o per qualche altro rispettabilissimo perchè
comunque
le mimose quest'anno
siccome sono fiorite troppo presto
le hanno dovute surgelare
per cui sicuramente non profumano come dovrebbero
come festeggio?
mi ricordo di quando andavo a scuola
-oh regà domani è la festa daa donna perciò famo sega-
arrivavo la mattina dell'ottomarzo davanti scuola
coi libri dentro lo zaino
perchè fino all'ultimo minuto speravo di entrare
non avevo il coraggio di dirlo
ma non andare a scuola l'ottomarzo
mi sembrava una gran cazzata
pensavo alle donne di una volta
che a scuola non ce le avevano mandate
pensavo un sacco di cose
ma non le dicevo
intanto passavano le 8.30
e invece di essere a scuola
ero al luna park
o a via del corso
con le compagne di classe
e con quei libri inutili che mi pesavano sulle spalle.
è appena cominciato, eppure avrei già parecchie cose da dire su questo giorno qua, ma a volte a me mi piace parlare delle cose piccole, come fossero un tramite discreto per affrontare quelle grandi che invece mi fanno impressione e spesso mi riesce difficile incastrare nelle parole. allora ecco, per parlare di questo giorno qua potrei raccontare che mi sono svegliata, che ho preparato il caffè e che non c'era rimasto niente da mangiare, neanche un tozzo di pane da spalmarci sopra la marmellata alle susine che mi sono comprata l'altro giorno. ravanando nella credenza però, ho trovato un cartoccio di "biscotti assortiti" che avevo dimenticato di possedere. sulla confezione c'era una foto incoraggiante del vario assortimento di biscotti assortiti. mi sono seduta, ho zuccherato il caffè, ho aperto il cartoccio di biscotti e dopo una rapida ispezione mi sono resa conto che c'erano rimasti solo quel tipo di biscotti che a me mi fanno proprio schifo. perchè io coi biscotti assortiti faccio così: prima li assaggio tutti, uno dopo l'altro, controllo perfino la foto sulla confezione per essere certa di aver passato in rassegna il completo assortimento, da lì in poi procedo mangiando solo quelli che mi piacciono. gli altri li schivo, li sposto per cercare quelli che preferisco, se per caso mi sbaglio e ne afferro uno di quelli che non voglio, lo rimetto dentro e vado avanti con la mia ricerca in maniera ancora più determinata. è per via di questa simpatica abitudine che stamattina invece m'è toccato mangiare i biscotti rimasti, cioè quelli che non mi piacciono proprio. però mica ci ho pensato subito a tutta questa storia, no. mi sentivo come se qualcun altro per farmi iniziare male la giornata m'avesse mangiato per dispetto tutti i biscotti miei prediletti. solo dopo un pò, mi sono resa conto che magari, dico magari, era solo colpa mia.
dice che c'era un sole che sembrava primavera
dice vieni pure tu che si sta bene
poi dice che era andata al cimitero
aveva appoggiato la bicicletta a un muretto lì accanto
perchè il cavalletto di quella bici là s'è perso per strada
dice che aveva lasciato la borsa nel cestino
ma giusto due secondi
il tempo di girarsi
mettere due fiori
cambiare l'acqua nei vasi
e quando è tornata alla bici
la borsa non c'era più
lei allora che fa?
torna a casa volando sulla bici
telefona a mia sorella a Roma
e dice m'hanno rubato la borsa al cimitero
dice ormai so' vecchia ma 'ndo vado ancora in giro
mia sorella dice ma quale vecchia e vecchia
e poi le blocca il bancomat
la scheda del cellulare
alla carta d'identità ci si penserà poi
mi telefona e mi dice devi cambiare la serratura
che nella borsa c'erano pure le chiavi tue
poi dice che mentre mia sorella bloccava tutto
lei stava a casa a pensare
che è proprio una brutta roba rubare le borse al cimitero
che fa pure un pò impressione a pensarci bene
dice che poi il telefono ha squillato
e dall'altra parte c'era un vigile urbano
dice che il custode del cimitero
aveva rinvenuto una borsa abbandonata
su una bicicletta abbandonata pure lei
e che l'aveva consegnata all'autorità competente.
allora dice che ha ripreso la bici
ed è tornata indietro
a riprendersi la borsa
un pò stanca di pedalare su e giù
ma contenta.
dice che nella borsa c'era tutto
e allora mia sorella
ha cercato di sbloccare
tutto quello che aveva bloccato
spiegando a quelli della banca
e a quelli della tim
che certe volte i custodi dei cimiteri di paese
non ci hanno proprio un casso da fare.
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