...

"A Verona vivono tre detenuti in celle pensate per uno; a Piacenza vive più del doppio dei detenuti che il carcere potrebbe ospitare, in una struttura con i muri crepati e dove regolarmente piove all'interno; all'Ucciardone di Palermo più di cento detenuti di troppo vivono in celle fatiscenti dove la luce del sole penetra scarsamente; a Bari abbiamo celle di 18 metri quadri che ospitano ognuna sei detenuti, quasi sempre chiusi dentro per venti ore al giorno: togliendo bagno, letti e mobili resta circa un metro quadro a disposizione di ciascun detenuto; al Poggioreale di Napoli si sta in cella quasi tutto il giorno, gli spazi comuni sono quasi nulli, si vive fino a 18 persone insieme, dividendosi l'unico bagno e l'unico tavolo disponibili; a Rebibbia vive circa il doppio dei detenuti che il carcere potrebbe ospitare; a Le Vallette a Torino ci sono 600 detenuti in più"

Roba di misia mercoledì, 28 dicembre 2005 ore 11:56 | link | commenti (2) |

tornare primitivi

sono un pò a secco di parole.

e pare questo non sia il momento 

per andarle a raccogliere chissà dove

tutte quelle parole che non sto scrivendo e non sto pronunciando.

mi godo questo bel silenzio, pieno d'aria da riprendere fiato,

ne misuro lo spazio coi passi, mi ci muovo dentro

controllo sia sempre aperta la porta per uscirne fuori.

ho quasi paura.

leggera di pensieri sciolti

che non mi tengono inchiodata a terra.

ma da qualche parte porteranno.

fosse anche qui.

mi sembra di scrivere sempre le stesse cose

usando sempre le stesse parole.

eppure

in segreto mi tranquillizza l'idea

di questo foglio bianco che mi aspetta

paziente e pronto a tutto.

pronto a me.

così

a digiuno dei miei tentativi di dire

mi sento in piacevole compagnia

di tutti quelli come me

che quel foglio lo lasciano bianco ancora per un pò.

ora

pare quasi

non si possa decidere

non si possa scegliere.

come una tregua inaspettata

della quale approfittare

senza opporre resistenza.

si sta zitti per un pò.

distratti solo dagli auguri di natale blaterati a destra e a manca

perfino quelli pronunciati con enorme trasporto

da perfetti sconosciuti con i quali condividi

30 secondi netti di viaggio in ascensore.

secondo me

la gente si fa gli auguri

perchè ha voglia di parlarsi

e di sorridersi

ma di solito non trova scuse plausibili

con gli altri

e con se stessa

per farlo.

io parlo e sorrido tutto l'anno

sarà per questo che il natale non mi convince

ma non mi va di parlarne male

così faccio di tutto per stargli simpatica

e assecondarlo un pò.

a modo mio.

sopporto il traffico

la gente impazzita

gli auguri finti

i troppi canditi nel panettone

o il vino spumante dolce troppo dolce

tanto passa tutto.

mi tengo quello che mi piace.

tutto il resto è importante.

io sono importante.

io sono un piccolo fiume

che se lo lasci scorrere

dove vuole lui

sembra non volersi fermare più.

così ora

non la smetterei più di scrivere.

ma se smetto è solo perchè

altrimenti quello che ho scritto

nella prima riga

non avrebbe più senso.

sembrerebbe una bugia.

e forse lo è.

un abbraccio

a chi capisce le mie parole.

e un regalo. a tutti.

qui ascoltate "il mare verticale"

Roba di misia venerdì, 23 dicembre 2005 ore 11:58 | link | commenti (1) |

tutta scema

Mi piace osservare le persone mentre lavorano e dai loro occhi, dalle loro facce o dal modo in cui si muovono si capisce che in quello che fanno ci mettono l'amore.

Non è importante il tipo di attività che svolgono, può essere artistica, creativa, come pure qualcosa di tutt'altro che concettuale.

1) Due settimane fa ero ad un concerto blues. Il gruppo era affiatatissimo, il cantante aveva un gran voce e una presenza scenica mooooolto blues, il bassista si faceva sentire pur standosene in disparte appollaiato su una cassa e il batterista era un Signor batterista. Eppure io non potevo staccare gli occhi dal chitarrista, che se ne stava lì, ondeggiando sulle gambe, ammiccando in direzione del cantante o verso il pubblico, con un'espressione di luminosa beatitudine stampata sul viso. Si vedeva che in quel momento non c'era altro posto dove avrebbe preferito stare o un'altra cosa che desiderava fare più di suonare la sua chitarra. Solo a guardarlo sorridevo piena di soddisfazione neanche fossi io a suonare in quel modo spettacolare. ('Sta cosa mi capita spesso durante i concerti belli).

2) C'è un signore simpatico che lavora nel reparto salumeria della sma di Santa Maria Maggiore. Ogni volta che lo vedo, dietro quel bancone di vetro scintillante, pieno di formaggi e mozzarelle, col suo camice bianco immacolato e il cappellino della fiorucci in testa, mi mette allegria. Anche lui sta lì con la faccia sorridente in mezzo a quegli scaffali pieni di prosciutti, salami e mortadelle.  E' molto gentile, scherza con le signore che fanno la spesa e a me consiglia il vino giusto per accompagnare le cose che ho in programma di mangiare oppure, stando attento a non farsi vedere da altri, fa una faccia brutta quando vuole sconsigliarmi di comprare un formaggio che non merita di essere comprato. Tratta le cose che maneggia con dignità. Con amore. E voi mi direte che sono tutta scema se ci vedo tutta questa poesia in uno che affetta salame o ti pesa tre etti di olive. E magari sì, sono tutta scema.

3) Un allevatore di maiali di razza cinta senese, nonchè produttore di salami, salsiccie, lonze eccetera eccetera, nonchè proprietario di annesso agriturismo. Lo ascoltavo parlare ieri, in un mercatino di prodotti biologici allestito in quel di Centocelle. Diciamo che adesso ne so di più sui maiali di quella razza. Diciamo pure che a me se uno mi parla con amore delle cose che fa posso stare a sentire pure vita, morte e miracoli del baco da seta senza annoiarmi. Magari non ci capisco niente, oppure mi perdo qualche dettaglio tecnico, qualche virtuosismo da addetti ai lavori, ma mi fisso su quella luce che vedo negli occhi delle persone. C'è chi la chiama passione. A me piace chiamarla amore. E certe persone, indipendentemente dal fatto che suonino una chitarra, affettino mortadella o mi raccontino di cosa si nutra un maiale, quella luce ce l'hanno.

Ho la fortuna di conoscerne molte di persone così.

Dalla signora che fa le pulizie nel mio ufficio, a un professore di fisica.

Ho la fortuna, forse ancora più grande di notarle le persone così. E riuscire a guardare quella luce mi fa stare bene.

 

Roba di misia lunedì, 19 dicembre 2005 ore 15:38 | link | commenti (4) |

whatever will be will be

mi congedo

da questa lunga giornata

con frasi del tipo -ci penso domani-

l'unica cosa sicura

adesso come adesso

è che ho sonno

ma talmente tanto sonno

che tra poco dormirò

ne sono certa

ma talmente tanto certa

che già mi vedo

imballata nel piumone

riaccendere la luce dopo 10 minuti

per cercare qualcosa da leggere.

Roba di misia giovedì, 15 dicembre 2005 ore 22:06 | link | commenti (1) |

la vera pornografia

mangio un panino davanti al pc.

tante cose da fare e poco tempo da perdere in dettagli tipo il nutrirsi in maniera decente concedendo al pranzo un lasso di tempo sufficiente a renderlo degno di essere associato alla parola pausa.

a guardarmi intorno mi rendo conto che non ho personalizzato per niente la mia stanza qui in ufficio, infatti, a differenza dei miei colleghi non ho poster, nè foto appiccicate al muro. niente di niente.

la precarietà mi ha portato ad optare per un totale anonimato della mia postazione di lavoro.

fatta esclusione per una foto in bianco e nero di Billie Holiday e Louis Armstrong che non so perchè mi andava di avere sotto gli occhi ogni giorno mentre lavoro, e infatti l'ho attaccata accanto al monitor del pc.

eccola qui.

il panino l'ho comprato dal fornaio qui vicino. in fila davanti a me c'erano due tipi che parlavano ad un volume troppo alto di voce considerato il contenuto dei loro discorsi.

praticamente si consigliavano a vicenda, con dovizia di particolari e risatine complici, siti porno o chat erotiche da visitare durante l'orario di lavoro e accorgimenti da utilizzare perchè nei loro pc non rimanesse traccia di queste attività "extralavorative".

per rendere più credibile quello che sto scrivendo mi rendo conto che dovrei come minimo citare l'indirizzo di qualcuno di questi siti dai nomi piuttosto espliciti, oppure riportare qualche estratto della loro conversazione, ma sarebbe imbarazzante farlo, com'era imbarazzante stare lì e sforzarmi di non ascoltare quello che dicevano, cosa impossibile perchè il negozio era stipato di gente e loro non parlavano per niente sottovoce.

per questo li ho odiati un pò, perchè mi hanno costretto a sentirli, nonostante il fatto che io cercassi di ingnorarli concentrandomi sulle confezioni di yogurth nel reparto frigo accanto a me o sui prezzi del prosciutto cotto e del salame milano.

insomma, tra un sito e l'altro, non so dirvi come, sono arrivati a parlare di Di Canio e del fatto del saluto romano nella partita contro il Livorno.

all'inizio non capivo il nesso, ma poi, dopo aver ascoltato cosa avevano da dire a riguardo, ho realizzato che nelle loro menti l'immagine di Di Canio a braccio teso ha delle connotazioni fortemente erotiche per non dire pornografiche.

alla fine è arrivato il loro turno, la ragazza dietro il bancone gli ha chiesto con cosa volevano che gli farcisse i panini e i loro discorsi si sono interrotti sulle parole di uno dei due che spiegava all'altro che Di Canio, nei confronti del quale poco prima aveva espresso solidarietà e simpatia, in realtà non gli piace per niente.

testuali parole:

è un montato...è troppo esaltato...ma non intendo mica politicamente eh?

Roba di misia giovedì, 15 dicembre 2005 ore 14:21 | link | commenti (7) |

megalomane

devo ammettere che a lavorare con il sottofondo musicale di un valzer di Shostakovich, anche se sto facendo più o meno le solite banalissime cose di sempre, mi sento proprio meno sfigata e anzi a dirla tutta, mi sento come se stessi svolgendo in maniera ineccepibile e con stupefacente scioltezza delle operazioni fondamentali per il futuro dell'umanità.

Roba di misia mercoledì, 14 dicembre 2005 ore 11:08 | link | commenti (3) |

in quali mani

http://italy.indymedia.org/news/2005/12/944412.php

Roba di misia martedì, 13 dicembre 2005 ore 12:18 | link | commenti (1) |

salutame a soreta (ridere per sopravvivere)

sai che c'è? non merita tanto spazio in tv e sui giornali.

o si interviene impedendogli di farlo, punto e basta, oppure lo si ignora del tutto.

ma a me che me ne frega di vedere sul giornale la foto di Di Canio che fa il saluto romano se poi nessuno fa niente per vietarglielo?

evito di commentare la chicca di La Russa che si commenta da sola.

parlare di questo fatto come ne ho sentito parlare, mi pare serva solo a creargli intorno un alone da personaggio mitico che pur di alzare quel braccio verso la curva è disposto a tutto. neanche stesse combattendo per una causa degna della nostra attenzione e considerazione. neanche qualcuno gli avesse chiesto di incarnare su quel campo da calcio i valori, più o meno condivisibili, nei quali crede e che ostenta in maniera così ottusa.

io dico solo che in libreria ho letto due pagine a caso della sua autobiografia, e se ci ripenso ancora rido.

questo mi basta. per evitare un travaso di bile vedendo quello che fa e sentendo quello che dice.

ripenso a quel libro e mi passa la voglia di incazzarmi.

che alla fine, certa gente, si punisce da sola.

con le cazzate che fa e un imbarazzante uso della grammatica italiana.

 

Roba di misia martedì, 13 dicembre 2005 ore 11:00 | link | commenti (2) |

quando la banda (larga) passò

come la foto.

ma senza fili

(wireless, si dice wireless)

e con tanto tanto ammmmore.

p.s. grazie

Roba di misia martedì, 13 dicembre 2005 ore 09:30 | link | commenti |

on air

Listen Mr. DJ
Won't you play me something slow
Play me the songs
For the lonely ones
Play me something
That I know

Hey Mr. DJ
I'm in a sad mood tonight
Play me something just for me and my baby
Won't you make everything alright

I'm gonna turn it way down low
Leave it on all night long
Till the morning comes
Like my lover my friend until the end
And that special someone

Hey Mr. DJ
Play me Rainbow 66
'Cos I'm drifting like a ship out on the fog
And I just don't know what's coming next

(van morrison - hey mr dj)

Roba di misia mercoledì, 07 dicembre 2005 ore 22:53 | link | commenti (2) |

imparare

 

c'è che quando imparo qualcosa di nuovo mi sento male se non faccio in modo di condividerlo con gli altri.

detto questo....

ieri notte, qui,  ascoltando un seminario sull'ecologia digitale, mi sono riconosciuta con rammarico nell'identikit del perfetto inquinatore tracciato con ironia dai due ragazzi che si occupavano di diffondere questa "cultura" .

io e i miei allegati giganti, il mio uso sconsiderato delle risorse della rete, la scarsa considerazione della privacy mia e degli altri, e pure dei principi etici che dovrebbero garantire e regolare la possibilità  di usare in maniera degna programmi e sistemi operativi, nonchè, e questa forse è la cosa meno grave,  la pressochè totale ignoranza del galateo della rete, la cosidetta netiquette.

alcune cose, che a molti ignoranti come la sottoscritta, possono sembrare paranoie eccessive, virtuosismi che interessano solo gli smanettoni informatici, in realtà, in estrema sintesi, oltre ad avere un impatto positivo in termini di praticità, sono una forma di rispetto che  forse sarebbe il caso di imparare ad usare e a pretendere che gli altri usino con noi.

alla fine si tratta di essere in grado di sfruttare in maniera intelligente uno strumento stupido come il pc.

che si sa, certe cose usate male, prima o poi ci si rivoltano contro.

trovate tutto qui:

 avana.forteprenestino.net/ecologia-digitale

Roba di misia mercoledì, 07 dicembre 2005 ore 10:05 | link | commenti (4) |

ma

io lo so

dove vorrei essere in questo momento

penso

mentre fumo una sigaretta che non dovrei fumare

e il freddo penetra nella trama del maglione di lana

ci sono così tanti posti

da farmi esaurire tutte le scorte di tempo condizionale presente

che mi sono rimaste da spendere

per parlare dei miei tentativi

mentre mi sforzo di non immaginarmi altrove

trattenendomi con severi imperativi

pur di riuscire a sentirmi dove sono

e fare il meglio che posso

qui

a cercare analogie col cielo

immobile e indecisa

nei limiti che mi impongo

troppo severi

troppo indulgenti

stretti

larghi

un brivido e stringo le spalle

respiro

e mi lascio svegliare da quest'aria gelida

che mi riporta qui

a guardare quelle nuvole nere

appoggiate pesantemente

su un cielo aperto

che tenta di mantenere serena questa giornata

poi scopro un arcobaleno

che cade poco più in là del gazometro.

e penso a te

che dei mille posti

sembri sempre il più lontano.

Roba di misia martedì, 06 dicembre 2005 ore 15:51 | link | commenti (1) |

brutta bestia l'insonnia

Roba di misia martedì, 06 dicembre 2005 ore 10:38 | link | commenti (2) |

Elegy for a Dead Admiral

come quando ti piace un quadro 

che magari non è un granchè

-è strano-

questo pensi ogni tanto quando lo guardi

e ti chiedi perchè ti abbia colpito.

non ti preoccupi di sapere se questo quadro ha un titolo

e quale sia nel caso ce l'abbia

poi a più di un anno di distanza da quando hai deciso di comprarne una riproduzione

e di appendertela in casa

capisci.

che non avevi capito.

che ti ci sei inventata le storie sopra

perchè magari in quel momento ti faceva comodo così.

lei di spalle

vestito rosso

spalle nude

capelli al vento

il cameriere in livrea che le versa del vino

i due violinisti

le rose rosse sul tavolo

una cena per due in piena regola insomma.

ma lui non c'è.

il fatto che il tavolo fosse stato apparecchiato su una spiaggia

davanti al mare

non poteva insospettirti

visto che altri quadri dello stesso autore

hanno in comune queste originali collocazioni.

Nella tua immaginazione

tutto era pronto per una cena romantica

lui è in ritardo

o le ha dato buca all'ultimo momento

e lei decide di cenare lo stesso

di godersi il vino

i violini

il mare

alla faccia sua.

sua di lui è chiaro.

certo, perfino vista di spalle

così rigida sulla sedia

lei non te la immagini mica con un'espressione orgogliosa

con un sorrisetto di sfida che sembra dire

 -non sei venuto? e chissenefrega io mangio lo stesso-

no

forse ha l'aria inebetita dalla delusione

forse sta addirittura piangendo

ma il cameriere e i violinisti

 ignorano elegantemente quelle lacrime

continuando a fare il loro dovere indifferenti.

poi scopri qual è il titolo del quadro.

e a guardarlo meglio

ora che hai capito

ti accorgi pure che la tavola è apparecchiata per uno.

per lei.

allora il quadro diventa un'altro quadro.

e lei sicuramente sta piangendo.

e tu vorresti quasi andare lì

raggiungerla su quella spiaggia

e dirle in un'orecchio

signora mi dispiace, ma io non avevo capito.

Roba di misia lunedì, 05 dicembre 2005 ore 15:27 | link | commenti (1) |

&

Outside
Gets inside
Through her skin.
I've been out before
But this time it's much safer in.
Last night in the sky,
Such a bright light.
My radar send me danger
But my instincts tell me to keep
Breathing,

out
in
out
in
out
in

Breathing,
Breathing my mother in,
Breathing my beloved in,
Breathing,
Breathing her nicotine,
Breathing,
Breathing the fall-out in,

out
in
out
in
out
in

Roba di misia giovedì, 01 dicembre 2005 ore 09:01 | link | commenti (3) |


vengo anch'io

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