la la la

una voce maschile registrata

mi informa che al momento

gli operatori

sono tutti ma proprio tutti occupati

e mi incoraggia a resistere

alludendo ad una fantomatica -priorità acquisita-

che a quanto pare è un binomio che funziona

se il solo fatto di sapere

di essere arrivata prima di qualcun altro

mi ha fatto sentire vagamente più fiduciosa

sugli esiti e la durata dell'attesa

e detto tra noi

anche più furba di quello dopo di me.

-attenda in linea- dice la voce

e io attendo

disegnando fiorellini su un foglio di appunti

e ripassando mentalmente le parole che dovrò pronunciare

al primo operatore libero.

mi ci vuole qualche secondo per rendermi conto

che la musica in sottofondo

non è il solito ossessivo crescendo del bolero di ravel

non è il disco rotto sul ritornello di yesterday

o qualche sfiatata versione della primavera di vivaldi

ma

siore e siori

lullaby of birdland.

e io

alla faccia della priorità

con la cornetta incollata all'orecchio

ho sperato solo di riuscire a canticchiarmela tutta

prima che una voce

dall'altra parte del filo

mi interrompesse sul più bello

chiedendomi in che cosa poteva essermi utile.

Lullaby of Birdland whisper low
kiss me sweet & we'll go
Fliyin' high in Birdland
High in the sky up above
All because we're in love

Roba di misia mercoledì, 30 novembre 2005 ore 11:40 | link | commenti (5) |

se questo è un valzer volami addosso

io questo cuore

lo vorrei svuotare

come ho fatto ieri con la mia borsa

che ho capovolto sul tavolo della cucina

scoprendo un contenuto composto

da innumerevoli oggetti inutili

e altrettanti indispensabili 

ma che mi ero dimenticata di possedere

e di aver occultato nella borsa.

i miei oggetti personali

così si chiamano

allineati sul tavolo della cucina

li ho guardati con tenerezza

come se non fossero miei

come se la loro presenza disordinata

parlasse per me

meglio di quanto saprei fare io.

e mi sono vista in quel pacchetto di camel

con una sola sigaretta dentro

e accanto

in fila sul tavolo

ben 5 accendini di diversi colori e dimensioni.

mi chiedo

cosa pensa di combinare di buono 

una che va in giro con una sigaretta

e 5 accendini?

ma non era questo che volevo scrivere.

come al solito mi perdo nei dettagli.

mi distraggono i discorsi sussurrati dalle piccole cose.

è che

a dirla tutta

stavo cercando di capire da cos'è composto

il peso che mi porto nel cuore.

che se lo capissi magari saprei

se pregare di poterci credere ancora.

o pregare di smetterla di crederci ancora così tanto.

all'amore.

alle persone.

e a me stessa, soprattutto.

non lo so.

mi pento sempre di non saper trovare parole migliori

che non siano cuore

che non siano amore.

e mi porto dietro questo peso

misterioso

come se non fosse cosa mia.

in fondo

potrebbe essere tutto così semplice.

come una sigaretta e un accendino.

e io questo cuore oggi

lo vorrei svuotare

e ricominciare da capo

stando bene attenta

stavolta

a quello che ci metto dentro.

Roba di misia lunedì, 28 novembre 2005 ore 12:14 | link | commenti (6) |

LEGARSELA AL DITO
di Wu Ming 1
Rancori coltivati con dedizione. Esiste un “pollice verde” dei rancori: c’è chi è in grado di farli crescere e chi no, chi crea per loro un perfetto microclima e ha la costanza di annaffiarli tutti i giorni prima di uscire di casa, e chi invece li lascia sul terrazzo, noncurante, li lascia a consumare la stagione finché le foglie non cadono, volano nei giardini sotto casa, tornano concime per il ciclo della vita.

“Rancore” ha a che fare con l’essere rancidi. Stantii e un poco puzzolenti. Ri-sentimento è il già sentito, emozioni sfiancate dalla ripetizione coatta, come proletari già esausti che vedono allontanarsi l’età della pensione. Livore, legarsela al dito, e ogni giorno guardarsi quel nodo, pensare che quel dito è il centro del mondo, tutto ciò che ti circonda è in relazione a quella cosa - o persona – legata al dito. Vedi nemici dappertutto,intravedi le tensostrutture di complotti destinati a slegarti quella cosa/persona dal dito. La copri con l’altra mano a conca, e continui a guardarti intorno.

Trai la tua identità da questo gesto, e la difendi come la spada difende il solco. Diventi paranoico, te lo fanno notare,tu cancelli i nomi dall’agenda, e scrivi nel tuo diario: “C’è un complotto volto a farmi credere che sono paranoico”. Profondi crepacci si aprono ai lati della bocca, paralizzata in un ghigno. Sono quelli i solchi che difendi.

All’opposto il/la noncurante, se si lega qualcosa al dito, lo fa per rammentarsi di non perdere tempo con la tal cosa o la tal persona. Se la lega al dito per liberarsi, ricordare di dimenticarsi, non per sempre ma fino a data da destinarsi. Da tornarci sopra con più calma. Il rigore nelle scelte viene ostacolato dalla rigidità dei rancori, che richiedono percorsi obbligati, tempi mnestici standardizzati. Lo stile è nemico dell’abbandono al risentimento. Lo stile è guerra di movimento. L’identità è guerra di trincea. L’identità è stile fossilizzato. L’identità è caduta di stile istituzionalizzata. Sui palazzi di quell’istituzione vige il divieto di sorvolo.

Le contraeree non smettono mai di sparare. L’identità è nemica dei movimenti. I movimenti devono, appunto, far guerra di movimento. L’identità rende le suole pesanti dello sterco che colma le trincee. Ad ambulare con gli scarponi immerdati sono gli esponenti degli autoproclamati “cetipolitici” dei movimenti. I rapporti tra i ceti politici sono immersioni senza machete in giungle di livori e risentimenti.

Re-criminazioni: il continuo tornare sul luogo del delitto, l’angolo dietro il quale fu pugnalato lo stile. Il continuo ricostruire il delitto, come nei docudrama. Sarà una metafora frusta (va bene così: la frusta sovente incita gli schiavi alla fuga o alla rivolta), ma occorre volare alto. Aprire le ali e i polmoni. Cagare sul cocuzzolo del cranio a chi laggiù difende i solchi. E’ questa la missione da compiere. Lasciare il luogo del delitto alle visite dei coatti. Lasciare che le contraeree sparino a un cielo vuoto.

(tratto da Nazione Indiana - Fuoco amico - Wu Ming per Sud n. 1)

Roba di misia lunedì, 28 novembre 2005 ore 09:14 | link | commenti (1) |

You were the promise at dawn,
I was the morning after.
You were Jesus Christ my Lord,
I was the money lender.
You were the sensitive woman,
I was the very reverend Freud.
You were the manual orgasm,
I was the dirty little boy.

And is this what you wanted
to live in a house that is haunted
by the ghost of you and me?

Is this what you wanted ...

You were Marlon Brando,
I was Steve McQueen.
You were K.Y. Jelly,
I was Vaseline.
You were the father of modern medicine,
I was Mr. Clean.
You where the whore and the beast of Babylon,
I was Rin Tin Tin.

And is this what you wanted ...

And is this what you wanted ...

You got old and wrinkled,
I stayed seventeen.
You lusted after so many,
I lay here with one.
You defied your solitude,
I came through alone.
You said you could never love me,
I undid your gown.

And is this what you wanted ...

And is this what you wanted ...

I mean is this what you wanted ...

That's right, is this what you wanted ...

(is this what you wanted - leonard cohen)

Roba di misia domenica, 27 novembre 2005 ore 09:37 | link | commenti |

piede leggero sul freno giù la frizione ingrana la prima

a metà.

sentirsi veramente presenti

oppure

guardarsi intorno e non trovare traccia di sè.

ora come ora

io sono quello che faccio.

nel bene e nel male.

senza parole da dover giocare

come carte toccate in sorte.

così è.

e malgrado tutto

ma soprattutto malgrado me

apro il cuore

e imparo ad imparare.

Roba di misia giovedì, 24 novembre 2005 ore 21:24 | link | commenti (1) |

novembre

non mi rassegno al freddo.

sarà per questo che ho così tanto freddo.

devo arrendermi.

e devo resistere allo stesso tempo.

mi invento un premio

per me.

un regalo

che mi ripaghi

di questi giorni in cui

sembra manchi sempre il tempo per pensare a me come vorrei.

ieri

uscita dall'ufficio in ritardo

ho cercato di raggiungere il mio regalo del giorno,

una cosa piccola

ma il cui solo pensiero mi aveva reso più sopportabile la giornata.

invece

questa città

mi si è fatta nemica per due ore.

la metro bloccata

il traffico impazzito

e il freddo.

ho provato a resistere

ma l'orologio maledetto

che c'era davanti a quella affollatissima fermata di autobus

non la smetteva mai di far aumentare il mio ritardo.

io stavo lì

immobile

mani in tasca

a cercare un'idea

per volare sopra l'ennesimo impedimento

che non mi permetteva di allontanarmi da lì.

davvero

ci ho provato

ma non c'e l'ho fatta.

ormai era troppo tardi

così mi sono arresa.

e seduta su un autobus lento

che mi portava nella direzione opposta

rispetto a quella dove sarei dovuta andare

sono tornata a casa

senza fretta

con un pianto amaro bloccato in gola.

come se mi avessero rubato qualcosa.

proprio come se.

qualcosa che in quel momento mi sembrava "l'unica cosa".

lo so sembro esagerata.

ma questo era ieri.

oggi

naturalmente

ci provo ancora una volta

a farmi un regalo.

Roba di misia giovedì, 24 novembre 2005 ore 10:24 | link | commenti (1) |

ssshhh

http://www.anebrun.com/audio_media

http://www.katebush.com/

http://www.katebush.com/flash_positive.htm

Roba di misia mercoledì, 23 novembre 2005 ore 09:32 | link | commenti (1) |

via

a me mi piacciono le canzoni

che parlano di qualcuno

che si fa portare via da qualcun altro.

non che io non sappia portarmi via da sola

ma quando ci pensa qualcun altro a farlo

che ti porti davvero altrove

o ti ci faccia solo sentire pur restando fisicamente nello stesso posto

è un'altra cosa.

che ve lo dico a fare.

insomma mi piacciono quella canzoni lì

prima su tutte

quella degli Smiths

There is a light that never goes out

e anche Never let me down again

dei Depeche Mode.

Poi in questo momento non me ne vengono in mente altre

ma sicuramente ci sono.

Ci sono eccome.

Che il mondo è pieno di gente che sogna di essere portata via

e se è capace ci scrive le canzoni sopra

per farle canticchiare a quelli che a scrivere canzoni non sono buoni

ma che magari mentre le ascoltano

ci credono un pò di più.

Roba di misia lunedì, 21 novembre 2005 ore 17:37 | link | commenti (2) |

non dire una parola che non sia d'amore

non mi vorrei sbagliare

ma questo giorno qua

che è appena iniziato

pare proprio un lunedì.

il lunedì trovo una quantità maggiore di spam

nella posta elettronica dell'ufficio.

enlarge your penis

promette come sempre l'oggetto delle e-mail in questione

che oramai non mi fanno nemmeno più sorridere.

le trasferisco nel cestino meccanicamente

impassibile a una proposta del genere.

insomma

oggi è proprio lunedì

non c'è dubbio.

fuori c'è il sole

ma fa freddo.

un freddo pulito

che sembra cancellare tutto

per regalarti una di quelle mattine

in cui le cose sembrano nuove.

in più 

non so se ve l'ho già detto

oggi è lunedì

e io

continuo a girarci intorno

mentre decido da dove iniziare.

Roba di misia lunedì, 21 novembre 2005 ore 09:12 | link | commenti (6) |

carrambate

chiamo il numero verde della trenitalia

la voce di donna dall'altra parte del telefono

è formale e stanca

le spiego di cosa avrei bisogno

e lei mi dice subito che no, quello che ho chiesto non si può fare.

insisto.

e lei ripete no.

poi sospira

e mi chiede ugualmente nome e cognome

al che io penso vabbè mi ha detto di no

ma se mi domanda i miei dati vuol dire che  farà un'eccezione

magari solo perchè è stanca. 

pronuncio il mio nome e cognome fiduciosa

al che sento un silenzio strano

e poi

"no, non ci posso credere!"

e io "che c'è?"

"non ci posso credere!"

e io "ma che è successo?"

si sarà impallato il sistema penso

sono saltati tutti i terminali di trenitalia

cavolo

"come ha detto che si chiama?"

e io ripeto nome e cognome scandendoli con soggezione

silenzio

io intanto penso di aver vinto qualcosa

giuro che ho pensato questo

roba del tipo

lei è la nostra millionesima chiamata e vince un viaggio in transiberiana per due persone

tiè

e invece

"lei è una mia compagna di classe"

e io "cosa?"

"lei ha fatto le elementari con me"

io mi faccio una risata e le domando passando al tu  "ma come ti chiami?"

"Erica"

io scorro mentalmente le foto di gruppo dei 5 anni di elementari

e davanti agli occhi ho l'immagine di me con il grembiule bianco e il fiocco blu.

storto. 

sempre storto quel maledetto fiocco.

storto o moscio.

non c'era scampo.

insomma, non ricordo davvero nessuna Erica, ma magari mi sbaglio.

anche se, c'è da dire che per queste cavolate qui ho una memoria spaventosa.

poi non so perchè

forse sentendo che non esplodevo in un "Ericaaaaaaaaaa quanto tempoooooooooooo!!!!"

anche lei cede un pò al dubbio di una verosimile omonimia e mi dice "Sa, io avevo una compagna di classe che si chiamava come lei"

e io ridacchio "he-he"

"è incredibile" dice

"essì. ma scusa, dov'è che andavi a scuola?" le domando

che devo ammettere che un pò ci avevo preso gusto

cioè cominciavo a sperare che mi rispondesse il nome della mia scuola

così avrei raccontato ai miei amici

oh ho chiamato il numero verde di trenitalia e ho beccato una che ha fatto le elementari con me

ma daiiiiiiii

si si giuro

invece lei mi risponde con la voce un pò sommessa

"io andavo dalle suore".

io no.

l'unica suora che mi ricordo della mia infanzia

era quella nazista

che mi faceva catechismo

suor marziana si chiamava

cacchio

suor marziana

ma da bambina mica ci pensavo che quella donna severa e algida

si chiamasse come gli extraterrestri

mi ci sono fatta una risata anni dopo

mentre raccontavo di questa suora a non so chi

e questo non so chi è scoppiato a ridere quando ho chiamato la suora per nome.

un pò marziana lo era.

cioè veramente era piemontese.

vabbè insomma la tipa del numero verde

con un colpo di tosse finta si ricompone

e mi dice

"ma pensi un pò. ma guarda il caso"

e io rido con una risata che sottointende complicità

al che lei capisce subito cosa sto pensando

cioè che siccome siamo quasi compagne di classe

magari potrebbe farmi quella cosa per la quale ho chiamato

e invece dice

"beh. in ogni caso non si può fare" e si fa una risatina

cacchio te ridi Erica?

m'hai fatto perde mezz'ora al telefono

hai studiato dalle suore

e mò nemmeno un favore mi fai.

sicuramente a te alle elementari

il fiocco ti rimaneva dritto e inamidato

dalla prima avemaria della mattina

fino a quando tua mamma ti veniva a prendere per portarti a casa

e questo è uno dei motivi per i quali mi saresti stata antipatica.

Roba di misia venerdì, 18 novembre 2005 ore 17:46 | link | commenti (2) |

people ain't no good

la sveglia non suona.

se la notte precedente ti dimentichi di programmarla.

il tempo non si ferma.

se decidi di impiegare più del solito a fare colazione.

in ufficio arrivi in ritardo.

se uscita dalla metro

invece di procedere a passo spedito

per recuperare al danno della sveglia

scegli una strada decisamente più lunga

solo per camminare sotto al sole

rallenti i passi e guardi per aria

perchè nelle cuffie c'è Nick Cave

che ti fa dimenticare tutto.

della sveglia che non ha suonato.

della sedia dove dovresti già essere seduta.

dei buongiorno che dovresti aver già pronunciato.

e di tutte le cose che qualcuno crede tu abbia già fatto.

buongiorno.

 

 

To our love send a dozen white lilies
To our love send a coffin of wood
To our love let aal the pink-eyed pigeons coo
That people they just ain't no good
To our love send back all the letters
To our love a valentine of blood
To our love let all the jilted lovers cry
That people they just ain't no good

It ain't that in their hearts they're bad
They can comfort you, some even try
They nurse you when you're ill of health
They bury you when you go and die
It ain't that in their hearts they're bad
They'd stick by you if they could
But that's just bullshit
People just ain't no good

Roba di misia venerdì, 18 novembre 2005 ore 09:26 | link | commenti (1) |

sonno

Non c'è che dire

queste giornate mi sembrano infinite

e il buio che comincia prima delle sei di pomeriggio

mi dà la sensazione

che continuando a fare

io voglia ostinatamente prolungarle

più di quanto dovrei.

Stanca di una stanchezza che non basta una notte di sonno a mandarla via.

Di ritorno dalla piscina

ceno davanti alla tv

masticando pigramente

in compagnia di Godzilla.

ora scrivo.

scrivo che neanche due secondi fa 

mentre scrivevo

accendendomi una sigaretta con un fiammifero

mi è andato il fumo negli occhi

che hanno cominciano a lacrimare

al che

temporaneamente cieca

ho fatto confusione con le mani

destra e sinistra

così invece di mettere in bocca la sigaretta

ci ho infilato il fiammifero.

spento fortunatamente.

che se fosse stato acceso magari non starei qui a scriverlo.

se non altro per una questione di orgoglio.

che manco alla prima sigaretta

sono stata tanto impedita.

ho bisogno di dormire.

buonanotte.

Roba di misia giovedì, 17 novembre 2005 ore 22:00 | link | commenti |

così

Virtue is relative at best
There's nothing worse than a sunset
When you're driving due west
And I'm afraid that my love
Is gonna come up short
There is no there there
I guess I'm scared
Cuz I want to have good news to report
Every time I come up for air

Now I'm cruising through a chromakey blue sky
And I know that in an hour or three
The sun is gonna be in my eyes
And I know that sometimes all I can see
Is how I feel
Like the whole world is on the other side of a dirty windshield
And I'm tryin to see through the glare
Yes I'm struggling just to see what's there

The one person who really knows me best
Says I'm like a cat
Yeah the kind of cat that you just can't pick up
And throw into your lap
No, the kind that doesn't mind being held
Only when its her idea
Yeah, the kind that feels what she decides to feel
When she is good and ready to feel it

And now I am prowling through the backyard
And I am hiding under the car
I have gotten out of everything
I've gotten into so far
I eat when I am hungry
And I travel alone
And just outside the glow of the house
Is where I feel most at home

But in the window you sometimes appear
And your music is faint in my ears

(Virtue - Ani DiFranco)

Roba di misia mercoledì, 16 novembre 2005 ore 15:38 | link | commenti |

martedì 15 ottobre ore venti e zero uno

sospesa
in uno stato di fragile quiete.
trasparente.
mi lascio attraversare.
tutto e niente.
tengo il conto delle parole che non riesco più a scrivere.
e a pensare.
non è un problema mi dico.
oggi
anzi
in questo preciso istante
è quasi un sollievo tacerle.
ci sono domande alle quali sorrido
vedendole lì
mute
sempre meno curiose
delle risposte che fino a poco fa
reclamavano a gran voce.
io sono qui.
paro i colpi.
sogno le carezze.
addomesticata solo a me stessa.

Roba di misia martedì, 15 novembre 2005 ore 18:52 | link | commenti (1) |

buongiorno...

na na naaaaaaaaaaaaa

just victims of the in-house drive-by

na na na naaaaaaaaaaaaaa

they say jump, you say how high

Roba di misia lunedì, 14 novembre 2005 ore 09:02 | link | commenti (6) |

without any sense of strategies

non ho soluzioni.

non ho trucchi per ingannare l'attesa

o riempire vuoti.

ho qualche nuova buona idea

qualcuna di vecchia

che ancora non mi rassegno a bocciare definitivamente.

e i miei pensieri.

che ultimamente non riesco a far andare oltre quei dieci secondi

che mi separano dai dieci secondi successivi

e così via.

e questo è un bene.

quando stai bene.

quando magari sei un pò giù di corda guardare un pò oltre il minuto aiuta.

o forse no.

mica l'ho capito. e l'ho detto subito che non ho soluzioni.

eppure riesco a concludere molte più cose in questo modo

rispetto a quando pensavo al prima e al dopo di ogni momento.

oggi è così.

una clessidra con la sabbia fatta di granelli

che non sono granelli ma blocchi di granito

tanto conta ogni secondo.

Tanto pesa l'istante questo qua

no no quest'altro

anzi questo qui

vedi?

non faccio in tempo a scriverlo che è già passato.

come stai?

sto come sto.

dice quella canzone lì.

che oggi non ho voglia.

oggi sto.

ma canto.

ah se canto...

It’s alriiiiiiiiiight
There comes a timeeeeeeeee
Got no patience to search
For peace of miiiiiiiiiiind
Layin’ loooooooooooooooow
Want to take it slooooooooooooow
No more hiding or
Disguising truths I’ve sooooold

Everyday it’s something
Hits me all so coooold
Find me sittin’ by myself
No excuses, then I knoooooooooooooow

Roba di misia venerdì, 11 novembre 2005 ore 10:45 | link | commenti (1) |

sete borboletas azuis

Succede  

che ho deciso di imparare una nuova lingua

non la più utile

non la più facile

ma quella con la quale

chissà perchè

mi piacerebbe saper parlare di me.

Sarà che ho come l'impressione

che in quella lingua lì

così particolare

che a parlarla e a sentirla parlare viene un pò da ridere

ci sia qualche parola che invece manca alla mia.

Qualche parola della quale potrei aver bisogno.

Il mio oroscopo della scorsa settimana

diceva che in una lingua che non ricordo più quale fosse

ci sono ben sette parole diverse per descrivere sette diverse tonalità di blu.

Il che sarebbe come dire

così continuava l'oroscopo

che chi parla quella lingua lì

è in grado di distinguere ben sette diversi tipi di farfalle blu di non ricordo più quale specie

differenti tra loro solo per la sfumatura del colore delle ali

mentre chi parla un'altra lingua

nella quale per descrivere qualcosa di colore blu 

esiste solo la parola "blu"

è convinto che di quella specie di farfalla lì ce ne sia un tipo solo.

per la serie che se gli capitasse di vederne una direbbe

toh una farfalla blu

e se subito dopo ne vedesse un'altra

sebbene diversa nel colore

direbbe solo

toh un'altra farfalla blu.

L'oroscopo in pratica mi suggeriva

che trovare parole nuove

spesso fa vedere le cose in modo diverso

o addirittura ci fa accorgere dell'esistenza di altro 

che proprio non avevamo visto.

Le sfumature del blu

saranno pure uguali in tutto il mondo

ma forse non tutto il mondo le sa vedere.

Roba di misia giovedì, 10 novembre 2005 ore 09:37 | link | commenti (1) |

Nella Mia Ora Di Libertà (Fabrizio De Andrè)

Di respirare la stessa aria
di un secondino non mi va
perciò ho deciso di rinunciare
alla mia ora di libertà

se c'è qualcosa da spartire
tra un prigioniero e il suo piantone
che non sia l'aria di quel cortile
voglio soltanto che sia prigione
che non sia l'aria di quel cortile
voglio soltanto che sia prigione.

È cominciata un'ora prima
e un'ora dopo era già finita
ho visto gente venire sola
e poi insieme verso l'uscita

non mi aspettavo un vostro errore
uomini e donne di tribunale
se fossi stato al vostro posto...
ma al vostro posto non ci so stare
se fossi stato al vostro posto...
ma al vostro posto non ci sono stare.

Fuori dell'aula sulla strada
ma in mezzo al fuori anche fuori di là
ho chiesto al meglio della mia faccia
una polemica di dignità

tante le grinte, le ghigne, i musi,
vagli a spiegare che è primavera
e poi lo sanno ma preferiscono
vederla togliere a chi va in galera
e poi lo scanno ma preferiscono
vederla togliere a chi va in galera.

Tante le grinte, le ghigne, i musi,
poche le facce, tra loro lei,
si sta chiedendo tutto in un giorno
si suggerisce, ci giurerei
quel che dirà di me alla gente
quel che dirà ve lo dico io
da un po' di tempo era un po' cambiato
ma non nel dirmi amore mio
da un po' di tempo era un po' cambiato
ma non nel dirmi amore mio.

Certo bisogna farne di strada
da una ginnastica d'obbedienza
fino ad un gesto molto più umano
che ti dia il senso della violenza
però bisogna farne altrettanta
per diventare così coglioni
da non riuscire più a capire
che non ci sono poteri buoni
da non riuscire più a capire
che non ci sono poteri buoni.

E adesso imparo un sacco di cose
in mezzo agli altri vestiti uguali
tranne qual'è il crimine giusto
per non passare da criminali.

C'hanno insegnato la meraviglia
verso la gente che ruba il pane
ora sappiamo che è un delitto
il non rubare quando si ha fame
ora sappiamo che è un delitto
il non rubare quando si ha fame.

Di respirare la stessa aria
dei secondini non ci va
e abbiamo deciso di imprigionarli
durante l'ora di libertà
venite adesso alla prigione
state a sentire sulla porta
la nostra ultima canzone
che vi ripete un'altra volta
per quanto voi vi crediate assolti
siete per sempre coinvolti.

Per quanto voi vi crediate assolti
siete per sempre coinvolti.

Roba di misia mercoledì, 09 novembre 2005 ore 08:31 | link | commenti |

lettrice attiva

come quando

il protagonista del libro che stai leggendo

sta per fare qualcosa che sai ti deluderà

e tu -lettore- spione

che ti permetti di giudicare una vita che non è la tua

sei tentato dall'idea di interrompere la lettura

sperando che fermare lo scorrere delle pagine

serva a bloccare l'azione

e a dare al protagonista il tempo di ragionare.

ecco io

oggi

l'ho fatto.

cioè ci ho provato.

c'era lui

sposato

con una donna che lo ama davvero

e che lui ama allo stesso modo

si capisce da come riescono a scherzare tra loro

e a un certo punto lui

poco dopo la metà del libro

si fa invitare a pranzo da una stronza

che tu lo sai che è stronza

perchè nelle pagine prima c'era scritto

ma lui questo non lo sa

e dopo pranzo questa qua

se lo porta a casa con la scusa di bere qualcosa

e lui fa tutto il tranquillo

cosa bevi?

un whiskey

ecco il whiskey

e il divano era di broccato

e c'era un arazzo rosso appeso al muro

e la gonna di lei era di seta

e le gambe bianche e liscie

e gli slip non mi ricordo di che colore erano

e i tacchi a spillo

e bla bla bla

fino ad arrivare alla chiusura lampo dei pantaloni di lui.

al che ho smesso di leggere.

una specie di coitus interruptus coatto anticipato

via

che sarà mai

magari nel frattempo lui pensa alla moglie

al figlio

magari si rende conto che quella che ha davanti

non è la donna che crede.

dico io

stai lì un pò

con la patta aperta vabbè

però pensaci due secondi

che ti costa?

e invece niente.

una decina di righe neanche

e via.

fatto.

brutto cretino.

con che faccia guarderai tua moglie quando torni a casa eh?

dimmelo un pò?

farti infinocchiare da quella viscida

a Roma si dice in un modo

che qui non posso dire.

vai vai.

vedi che già ti tratta come un deficiente la viscida.

te l'avevo detto io.

 

 

Roba di misia martedì, 08 novembre 2005 ore 15:28 | link | commenti (3) |

un cucchiaino e mezzo di zucchero niente di più

un altro caffè

ci vuole proprio sì

che la notte mi è rimasta addosso

me la sento sulla pelle

nei muscoli

e sarei rimasta per un tempo indefinito

ginocchia raccolte al petto

sotto quel piumone tiepido

a cercare di non pensare

a immaginare di occupare meno spazio possibile

trattenendo per il filo fragile del sonno

una strana e immotivata dolcezza

che mi è scesa nel cuore.

Lungo la strada

mi sono fatta urlare nelle orecchie

un paio di canzoni

che hanno dato il ritmo al passo

verso l'ufficio

che mi hanno ricordato che ero in ritardo

e questa dolcezza testarda

che mi ha seguito fino a qui

ora io

la smonto

senza fatica

con allenata maestria

separo tutti i suoi pezzi

la guardo per quello che è

una mia invenzione

della quale ormai conosco a perfezione

i limiti

e le conseguenze

che sfumano in un sapore amaro

che non voglio più assaggiare.

Per ora

la metto via con cura

come un'arma

da maneggiare con cautela

e rispetto

per il male che può fare

solo a me stessa.

La metto da parte

nel punto più alto del cuore

dove non è facile arrivare

e le dico

dove pensavi di andare?

dove pensavi di potermi portare?

 

 

Roba di misia martedì, 08 novembre 2005 ore 09:54 | link | commenti (1) |


vengo anch'io

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