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...si vabbè, mi "sento libera" per la prima mezz'ora, dopo di che comincio a pensare che è proprio ora di evolvermi da questo medioevo analogico visto che gira voce che hanno inventato l'adsl.
ho tre pc sotto al tavolo.
e un solo monitor collegato a tutti e tre.
il monitor non funziona.
o meglio funziona ma è preferibile evitare di guardarlo senza aver prima assunto massicce dosi di xamamina.
qui dentro il numero di pc a propria disposizione, incredibile ma vero, è inversamente proporzionale alla sicurezza del proprio posto di lavoro e all'ammontare dello stipendio.
sai che c'è? puoi rigirarla come te pare, ma la cosiddetta flessibilità non è un'attitudine.

Di me amate il riflesso, quella memoria che sale dalle cose che tocco.
(Andrea Pazienza)
Questa frase è ciò che più mi ha colpito della mostra su Andrea Pazienza.
Sarà che in questi giorni sul bisogno di essere amati e sulle possibilità di riuscirci mi sto facendo parecchie domande.
Chiedere di essere amato per un qualcosa di fragile e impalpabile come un riflesso, mi è sembrato strano.
Strano per un'artista tanto produttivo e amato per qualcosa di così forte e duraturo come i suoi disegni fantastici e per la sua rara capacità di dare una forma tanto originale ai sentimenti, alla satira, alla vita in generale. Altro che riflesso.
Eppure mentre sei lì, che giri intorno alle tavole di fumetti, ai quadri enormi, alle teche di vetro con dentro quaderni scolastici, pennarelli, mentre guardi la sua intervista e ridi delle cose che Andrea Pazienza ridendo racconta alla telecamera, ti rendi conto che è così. Che c'è riuscito. Ad essere amato per qualcosa di magico che sale da ciò che ha fatto, o che ha anche solo semplicemente toccato.
E diventi triste, perchè una persona così non c'è più, ed è stato troppo poco il tempo in cui c'è stata. E non riesci nemmeno ad immaginare tutte le cose che avrebbe potuto fare, a quanto sarebbero state meno schifose certe immagini dei nostri tempi se fossero state accompagnate, dall'ironia e dalla sincerità dei suoi pennarelli. Perchè l'ironia, per non dire la satira, spesso è l'unica cosa che ci consola. O che ci apre gli occhi.
Diventi un pò triste sì, però dopo un pò che sei lì, te ne accorgi che c'è riuscito proprio alla grande. Il riflesso c'è, e adesso l'hai capito che è tutt'altro che fragile.

A partire da oggi in edicola allegato al Manifesto, Carta e Liberazione al costo di 8 euro (+ il costo del quotidiano se intendete acquistarlo) potete acquistare la compilation Ge2001.
17 brani liberati da diritti e donati dagli artisti e gruppi italiani per sostenere le spese legali dei processi di Genova.
Subsonica, Assalti Frontali, Meganoidi, Folkabbestia, Elio e Le Storie Tese, Meg, Bandabardò, Punkreas, OndaBeta, 24 Grana, Club Dogo, Tetes de Bois, i Ratti della Sabina, i Sikitikis, Riserva Moac, Pseudofonia, Pentole & Computer.
L'iniziativa fa capo a Supportolegale, la rete nata per sostenere il Genoa Legal Forum, attraverso l'archiviazione e la gestione di materiali e informazioni: strumenti di supporto per la segreteria legale che da quattro anni passa in rassegna frammenti audio, video e cartacei del luglio 2001 per permettere ai loro avvocati di utilizzarli durante le udienze. Un lavoro minuzioso e costoso (10mila euro al mese) che si autofinanzia attraverso iniziative e donazioni.
p.s. è gradito il copia incolla ;)
You could plan a pretty picnic
But you can't predict the weather
a quanto pare arriva un momento nella vita di ogni maschio trentenne single eterosessuale in cui, per sopravvivere ad una delusione amorosa che ha minato drasticamente la propria autostima, o per non soccombere al protrarsi di una vita solitaria, la cosa migliore da fare è prendere il coraggio a due mani e...iscriversi ad un corso di salsa e merengue e da lì in poi consacrare tutti i sabati sera alla danza latino americana e a quegli allegri sculettii che fino a un anno prima considerava roba da checche. ça va.
"Cercheremo un'armonia
sorridenti, fra le braccia,
anche se siamo diversi
come due gocce d'acqua"
(Wislawa Szymborska - Nulla due volte)
Lei vedeva questi pensieri in forma di lampi colorati, nella voragine degli occhi di lui.
Subito pensò di andarsene, ma alla fine restò.
La luce sospesa, diffusa, accecante nella nebbia, contro la muraglia dell'approdo delle gondole.
Gli occhi di lei, di madreperla stretti tra le palpebre.
Il sapore acre ancora in bocca del rum bianco, e i sensi aguzzi. Sensibile.
"Vuoi essere i miei occhi? Voglio che tu lo sia" gli disse lui.
"D'ora in poi ti chiedo che sia così. Ah, non farmene vedere più, non famene ferire più! Coprimi gli occhi! Voglio che tu sola mi dica cosa vedere. Che tu dica guarda! E tu dica : non guardare!"
La baciò a lungo, la bocca resa viva dalla vodka. "Tu devi essere i miei occhi. Ti curerai solo di quello che non me li crepa."
Lei allora s'incamminò con lui tenendolo da dietro. Appoggiò i palmi delle sue mani sopra i suoi occhi, e lo accompagnò così, come un Edipo accecato dall'esilio. Ed egli andava cieco e ubriaco nel pomeriggio afoso.
Ora sentiva soltanto i rumori. Erano tutt'intorno. Un'olofonia a destra, a sinistra, sopra e sotto. Gli spazi, privati della vista, prendevano un'altra forma. Si convinceva di camminare sul bordo di un canale, o su di un viale, o su un ponte. Ma s'ingannava sempre. L'impressione era sbagliata. Come le voci al telefono che non sono mai uguali alle facce. Come i posti che si immaginano prima di arrivare.
Avanzava a tentoni come la vita che avanza decifrando intuizioni.
"E' un gradino questo, un canale?....il sole mi è davanti?" il futuro anche...davanti, come una possibilità perenne...
Quando lei lo lasciava, allora brancolava, pendolava immerso nella folla, solo nel rosso che lo inondava a schegge, da sotto gli occhi schiacciati.
Ma neppure allora voleva aprirli e vedere. Continuava ad attraversare. Alcuni si mostravano infastiditi, altri lo ignoravano, altri si facevano da parte. Comunque egli procedeva non desiderando altro che il buio. Non avrebbe voluto più rinunciarci. Andava avanti a tentoni, senza più distinguere tra le ombre, e l'ombra diventava colore, e il colore cambiava al passaggio degli uomini.
Poi ella tornava e lo riprendeva e lo portava via, e aveva ormai perduto ogni idea della direzione.
Procedevano nei vicoli, che smarrivano man mano la gente, l'affollamento, e tutto spariva lento come un'emorragia. finchè si sentì solo lo sciacquettio del canale. Il rollare dell'acqua ferma.
Non vedendo più nulla gli riusciva facile cadere preda di sensazioni e ricordi.
Chiassosa la sentì arrivare dall'acqua, sciabordante, la teoria di barche, in festa, con le loro fisarmoniche e le canzoni. Sentì il chiasso avvicinarsi sempre di più, e poi allontanarsi piano, e infine scomparire. Quano furono passate del tutto, rimase ancora abbacinato, cercando coi palmi nel vuoto.
Passava con quelle barche il chiasso, e la festa, come passa la gioventù. Il matrimonio, gli sposalizi, la festa delle voci mai più udite, le voci di cui si era privato.
Passò come una tentazione, un rimpianto. Con buonumore perfino.
La ascoltò allontanarsi, dal suo buio.
Continuavano ancora, egli sempre cieco e abbacinato, per vicoli più lontani, nella canigia lagunare del pomeriggio morente, fino a che giunsero alla stanza d'affitto. Entrarono. Sedettero sul letto. A quel punto aprì un poco gli occhi solo per vedere lei.
(Vinicio Capossela - Harry's bar nell'afa a Venezia - Non si muore tutte le mattine)
puah
Ultimamente i giornali non li leggo. Escludendo i quotidiani dei quali non sono mai stata una quotidiana acquirente, sto trascurando anche tutte quelle fonti "alternative" di informazione che mi davano un'idea di quello che succede nel mondo. Una mia idea certo. Diciamo che non ho tempo. Ma non è proprio vero. Diciamo che mi manca lo stomaco e già andiamo più vicini alla verità. Tuttavia un'occhiata al sito di repubblica gliela do quasi ogni giorno. Giusto perchè il sito del manifesto da un pò di tempo a questa parte ti tocca pagare per leggere il giornale del giorno. Eppoi non c'è più iena. E leggere iena alla mattina mi faceva troppo bene alla salute. Comunque repubblica aggiorna in tempo reale le notizie epperciò è più fico. (ironica). Insomma il più delle volte mi collego giusto per scorrere in un colpo d'occhio i titoloni in grassetto e magari invece di leggermi qualche articolo serio mi vado a fare i fatti della Ferilli che molla il marito che le ha messo le corna per poi passare a splinder senza battere ciglio e scrivere quelle quattro cazzate che scrivo qua. Fatto sta che oggi, oltre a scoprire che Kate Moss pippa la cocaina il che è come dire che le galline fanno le uova, vengo a sapere che Siniscalco ha dato le dimissioni. Il testo della finanziaria non si sa come faranno a scriverlo . Per non parlare poi di quello che ci infileranno dentro. Ma che ci frega almeno la Roma ieri ha vinto. Ma cribbio Siniscalco dà le dimissioni e la foto che vedo pubblicata sul sito è quella di quel pirla con la faccia da secchione delle elementari di Tremonti. E allora penso a mia mamma, che guarda una puntata di beautiful ogni due mesi. E se le chiedi perchè non lo guarda ogni giorno ti risponde che tanto non cambia niente, che quella "soppe" è talmente leeeeenta che perfino con due mesi di astinenza riesce ad intuire quello che hanno combinato i personaggi nel frattempo. C'è sempre qualcuna che rimane incinta, uno che è in un letto di ospedale tutto fasciato e probabilmente ha perso pure la memoria e qualcun altro che si innamora di quella che prima era stata col fratello e prima ancora col padre insomma si resta in famiglia via. E quando la trama langue riciccia qualche personaggio messo sotto naftalina fino a quel momento. E la conclusione di tutto questa pappa di parole qual è? Non lo so. Ma Ridge non muore mai?
brillano
luci e macchine
liquido
scendo in strada a gocce
aspetto la bellezza
aspetto la bellezza
aspetto la bellezza
nel mio buco intorno al vuoto
crescerò
e brillerò d’incanto
e volerò
su ogni circostanza
aspetto la bellezza
aspetto la bellezza
aspetto la bellezza
nel mio buco intorno al vuoto
(fabrizio coppola-liquido)
non c'è niente da fare
per certa gente
darti un consiglio
(non richiesto)
è solo un modo carino
per dirti
che stai sbagliando tutto.
ma proprio tutto tutto.
e che non ci hai capito niente.
ma proprio niente niente.
e che loro al posto tuo
farebbero così.
e il loro così
è sempre il contrario del tuo.
se tu molli
loro resisterebbero ancora
se stai piangendo
loro ci si farebbero una risata sopra
e se niente niente
ti mostri fatalista
loro sgranano gli occhi
di fronte alla tua leggerezza.
chissà perchè
al posto di qualcun altro
mai nessuno
farebbe la stessa cosa
che quello lì sta già facendo.
...that cannot be solved (fa rima e c'è)
through a suitable application of high explosives
"Tutti i tuoi pianeti parlano di rivelazioni e lampi d'intuizione, quindi non penso di essere troppo ottimista se prevedo che i prossimi giorni ti porteranno più esperienze "aha!" di quante ne hai avute negli ultimi quattro mesi. Anzi penso che questa sarà la Settimana dell'esplosione dell'eureka. Per entrare nello stato d'animo giusto, leggi queste definizioni della parola "epifania": repentina presa di coscienza del significato di qualcosa d'importante; improvviso flusso d'ispirata conoscenza; percezione di una realtà ignota grazie a un lampo d'intuizione. "
ci sono storie che non riesco a raccontare.
e ci sono istanti
in cui vale la pena di tacere.
non c'è possibilità di errore.
zitta.
le parole
forse
arriveranno dopo
quando non le aspetti
quando l'unica cosa che sai
è che devi trattarle con cura
coglierle una ad una
e trattarle come perle da infilare
in un'idea vaga
che porti ancora addosso.
saranno le parole
pelle
buio
mani
e infinite altre
le più dannatamente banali
le più incomprensibili
a tutti
tranne che a te.
ma arriveranno dopo
quando vorresti solo che ti aiutassero a dire
qualcosa di sensato
e magico
e semplice
almeno quanto il rumore della pioggia
là fuori
che è stato una meraviglia segreta
uno spettacolo privato
riservato per due
da ascoltare in silenzio
precipitando in ogni singola goccia
fino a ritrovarsi sommersi da un'onda di cotone bianco
qui.
questo vorresti dalle parole
e questa è l'unica cosa che
chissà perchè
non ti daranno mai.
I gatti e io e te
(Charles Bukowski)
gli egiziani adoravano il gatto
e spesso ci si facevano seppellire insieme
invece che con il figlio
e mai con il cane.
e adesso
qui
la brava gente con
l'anima da gatto
è molto poca
eppure qui e ora molti
bei gatti
con ottimo stile
se ne stanno a oziare
nei vicoli dell'universo.
riguardo al
nostro litigio di stasera
qualsiasi fosse
il motivo
e
per quanto ci abbia
reso
infelici
ricordati che
c'è un
gatto
chissà dove
che si adatta allo
spazio di se stesso
con una placida
e incantevole
naturalezza.
in altre parole
la magia permane sia con
noi che senza di noi
per quanto
noi proviamo a
distruggerla
e io sarei pronto
a distruggere l'ultima chance che
mi resta
pur di far sì che ciò possa continuare
per sempre.
approdata sull'isola del letto
in un pomeriggio senza vento
stesa in diagonale
sto qui
senza pensare
senza leggere
senza fare nulla di più e nulla di meno
di quello che sicuramente farò
dimenticando di aspettare e di essere aspettata
mentre glenn gould
fa rotolare le sue note
sul pavimento di acqua immobile
come perle.
pensavo...nell'indecisione su come e dove passare la notte bianca di sabato...non è una buona idea quella di andare a vedere che faccia hanno quelli che tra le infinite e affascinanti possibilità a disposizione la loro notte in bianco scelgono di trascorrerla nel centro commerciale I Granai o da Unieuro o da Auchan aperti tutta la notte per lo scioppin'?
ma vuoi mettere l'emozione di comprare tre etti di mortadella alle 4 del mattino?

meraviglia delle meraviglie. e basta.
Harry riportò a casa Diana. Le disse che al mattino sarebbe tornato, le avrebbe fatto mettere delle gomme nuove e tutto sarebbe andato a posto.
Quando tornò a casa sua erano le quattro e trentacinque. Nemmeno tardissimo. Stappò una bottiglia di quello buono e bevve un bel bicchiere abbondante. Poi un altro. Andò giù bene, ci voleva proprio.
Naturalmente era da codardi sforzarsi di dimenticare l'incomprensibile, però necessario.
(Charles Bukowski - Che fine ha fatto quell'adorabile ragazza sorridente vestita di percalle?)
sul quanto piccole fobie nascondano grandi frustrazioni e insuperabili difficoltà ad instaurare rapporti civili e di reciproco rispetto nonchè mutuo appagamento spirituale e fisico con esseri umani di sesso femminile:
mai fidarsi degli uomini che non ci piacciono le donne coi sandali. e pure quelli che l'estate non gli piace mettersi gli infradito o qualsiasi altro tipo di calzatura aperta io personalmente li guarderei con un pò di sospetto.
seduta al tavolino di un bar, mentre pranzavo da sola, non ho trovato di meglio da fare che ascoltare la conversazione di due camionisti che davanti a due boccali di birra si raccontavano a vicenda la prima volta che hanno guidato un tir. tutti e due ricordavano di quanto a quei tempi fossero impauriti ma affascinati da quei giganti della strada e da quel mestiere infame, come lo chiamava il più vecchio dei due. tuttavia ascoltandoli a momenti più che di un tir sembrava parlassero di una donna della quale ancora oggi chissà perchè sono innamorati. poi hanno riso come matti raccontandosi aneddoti vari e ascoltandoli veniva da ridere pure a me soprattutto quando il più giovane dei due ha detto che alla prima frenata della sua lunga carriera di camionista ha dato una gran capocciata sul tettuccio. poi hanno iniziato a parlare di modelli, di carichi massimi, multe, turni e itinerari e io incuriosita da quel mondo gli sono andata dietro ancora per un pò fino a perdermi al casello di non so più quale autostrada per arrivare non mi ricordo dove trasportando non mi ricordo cosa.
Non vuoi essere costretta a rispondere del passato, giusto? È tempo perso. E non vuoi nemmeno ribellarti alle cose com'erano o respingere le vecchie aspettative a cui gli altri vorrebbero incatenarti. Non ti biasimo, soprattutto ora che stai entrando in una zona di frontiera in cui le possibilità sono limitate solo dalla tua immaginazione. Per come la vedo io, è tuo sacro dovere scrollarti di dosso tutti i sacri doveri di ieri mentre avanzi per creare il tuo futuro.
Sara, ti sei accorta?
Stai già danzando insieme a lui...
con gli occhi chiusi ti stringi a lui...
Sara... ma non importa...
Stupenda l'isola è... il clima è dolce intorno a me,
ci sono palme e bambù... è un luogo pieno di virtù...
steso al sole ad asciugarmi il corpo e il viso
guardo in faccia il paradiso...
(paolo conte - onda su onda)
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