mario

Hanno rimediato un pc per la guardia giurata che presta servizio al nostro piano.

Mario, ha una cinquantina d'anni, è un uomo semplice ma curioso della vita. Uno di quei tipi un pò invadenti ma che sanno farsi voler bene.

Credo che prima d'ora non avesse mai avuto a che fare con i computer.

Ogni tanto, lo vedo nella sua postazione davanti all'ingresso, che smanetta sulla tastiera e da una serie di cose ho capito che quello che più gli piace fare è cancellare file.

Lo vedo concentrato sulla finestra "cerca file" tutto preso a eliminare quello che ritiene inutile. Chissà chi glielo ha insegnato.

Il concetto di inutilità è del tutto personale, io lo guardo che sta lì a trasferire nel cestino chissà che cosa e non dico nulla, pur rimanendo in attesa del disastro imminente temendo che prima o poi cancellerà qualcosa di indispensabile all'accensione del pc.

Tempo fa, gli ho aperto una casella di posta elettronica.

"Così puoi ricevere e scrivere e-mail Mario" gli ho detto.

E lui era tutto contento. Mi aveva ringraziato neanche gli avessi fatto chissà quale favore.

La prima e-mail gliel'ho inviata io.

-Ciao Mario- ho scritto nel messaggio.

Ma lui non mi ha mai risposto.

E poi della posta elettronica non se n'è più parlato.

Per quel che ne so io con il pc si limita a giocare al solitario o a free cell.

Ogni tanto qualcuno dell'ufficio gli si mette accanto a suggerirgli le mosse migliori per vincere le partite.

Io invece lo guardo in silenzio mentre sposta le carte parlando ad alta voce "questa la metto qui, quest'altra qua".

Giorni fa ho notato l'aria afflitta che aveva mentre fissava il monitor spento.

"Che c'è Mario?" gli ho chiesto

"Niente" mi ha risposto lui.

"Il pc non funziona?" ho insistito

"No, non è che non funziona. E' che ogni volta che apro internet mi appare la pagina di un sito porno"

"Maddai" ho detto io sforzandomi di non ridere.

"Ma non perchè sono andato sui siti porno...non so cos'è successo...parte da sola...ho provato a cancellarla ma non ci sono riuscito" si è giustificato lui

"Aspetta provo a vedere se riesco ad aiutarti"

Lui mi ha ceduto il posto sulla sua sedia davanti al pc e si è persino allontanato forse per evitare che vedessimo apparire qualche immagine imbarazzante.

Io ho cercato di individuare qualche file strano istallato sul pc, poi di modificare la pagina iniziale di internet explorer, ma niente da fare.

"Mi dispiace, non sono capace" ho detto

"Evabbè" ha risposto lui

Pochi giorni fa gli ho chiesto "Mario, l'hai poi risolto quel problema?"

"Quale problema?" mi ha urlato lui dal fondo del corridoio

"Il pc" ho detto io telegraficamente

"Ah, sì, ho cancellato tutto."

"Tutto cosa?"

"Eh tutto tutto. Adesso il pc non si accende più. Ma è meglio così. Tanto m'ero stufato."

E io ho pensato che deve essere bello ogni tanto risolvere i problemi così, senza la fatica di salvare il salvabile.

E' da provare.

Mario crede nella reincarnazione.

Un giorno ho visto che leggeva la cabala e sollecitato dalle mie domande mi ha detto che stava cercando di studiare l'ebraico. Mi ha ripetuto pure qualche lettera dell'alfabeto ma si è impappinato subito e mi ha chiesto di lasciarlo studiare ancora che poi mi avrebbe fatto vedere lui, la mattina mi avrebbe dato il buongiorno in ebraico.

Sul monitor del pc ha attaccato con lo scotch una bacchettina di incenso e una statuina di Buddha che accoglie i visitatori dell'ufficio dandogli sdegnosamente le spalle.

Però Mario va pure a messa ogni domenica e sopra al calendario, appeso al muro accanto al suo tavolo, ha incastrato una rametto di palma.

Un mio collega scherzando gli dice che è troppo ecumenico.

Io gli dico che deve fare una scelta.

Lui mi ha risposto "perchè?"

"Perchè sì. Devi scegliere o Buddha o Gesù Cristo o Krishna!" gli dico io ridendo facendogli capire con un gesto della mano che mi riferisco a tutti quei feticci che tiene sul tavolo.

E lui mi risponde "Se è per questo c'ho pure la pistola. Per motivi di servizio eh...ma mica vado in giro a sparare alla gente".

Che c'entra la pistola non lo so. Ma sono convinta che abbia ragione lui.

Mario dice di sapere chi fosse nella precedente vita, ma non vuole dirmelo. Però mi ha confidato sottovoce che in questa vita attuale, con il lavoro noioso che fa, 11 ore chiuso qui dentro a morire di noia e di sbadigli, sta scontando i danni e i peccati compiuti nella scorsa esistenza.

"Chissà che vita movimentata che hai avuto" gli dico.

"E tu?" mi chiede lui accompagnandomi all'ascensore "Tu cosa sei stata nella vita prima di questa?"

Io ci penso.

L'ascensore arriva e prima che si chiudano le porte e io lo veda sparire gli dico "Un uomo. Un uomo stronzo che deve aver fatto soffrire tanto le donne".

L'ascensore parte e io lo sento ridere da dietro le porte.

 

 

Roba di misia martedì, 31 maggio 2005 ore 16:27 | link | commenti (10) |

basta poco.

gelsomini.

forse non si cambia mai.

 

 

 

p.s. The first taste - Fiona Apple

Roba di misia martedì, 31 maggio 2005 ore 10:49 | link | commenti |

voodoo child

non saranno queste parole

nè lo sforzo di trovarne di più adatte

a rendermi migliore

che non è certo scrivere

come non è solo respirare

non è solo spingersi avanti

scivolare

nel modo più sensuale di cui sono diventata capace

trascinandomi gelosamente dietro

quello che credo mi appartenga

che ritengo dimostri quanto valgo

solo per averlo conquistato

persone

pensieri compiacenti

hobby

oggetti

compresa questa tastiera

sulla quale mi illudo

di saper ballare

non è questo 

già mi sta stretto

questo palcoscenico monoposto

già mi vergogno

di essermici esibita

già chiederei scusa

a chi mi ha letto

soprattutto a uno

sentirsi vivere

pensavo ieri

quando

per la prima volta nella mia vita

ho fatto il bagno in un fiume

una risata pura

infantile

parte dallo stomaco

e sale in gola

la corrente che mi porta via

distesa sull'acqua gelida

via

era la sensazione che mi mancava

per capire

che è arrivato il momento

di farmi portare

che vuol dire

non lo so

non so ancora come

nè da chi o da che cosa

per non parlare del dove

ma ci riuscirò

ci sono ben poche persone vive in giro

ve ne siete accorti?

vive sul serio voglio dire

quando ne incontri una

te ne rendi conto

di quanto sia facile

dimenticare di farlo

di vivere intendo

non è un fatto di essere felici o meno

c'è gente triste

molto più viva

di quelli che se la ridono tutto il giorno

imbottiti di inutilità

più o meno frivole

è in fondo agli occhi 

una luce

che si accende

quando senti veramente

dentro di te

quello che hai intorno

quando ogni cosa

è dove deve essere 

e la vita

ti trapassa il cuore

col piacere

o col dolore

nel bene o nel male

un incontro

o una perdita

qualunque cosa sia

la vita ti ha toccato

ti ha dato la scossa

anche solo passandoti accanto

e l'unica cosa da fare

è sbatterti per non sprecare queste benedizioni

continuare a invocarle

lasciandoti raggiungere

centellinando l'uso di quello che ti lasciano

tenendoti quella luce accesa dentro

il più a lungo possibile

i complimenti

le parole studiate

per non superare

i 160 caratteri

o altri limiti di limitati cuori

gli altrui discorsi d'introduzione alle intenzioni nei miei riguardi

mi insospettiscono

e li interpreto

ascoltandoli al contrario

gli sguardi obliqui al bottone sbottonato

i tentativi ruffiani di costruirmi addosso

qualcosa che assomigli

a una personalità tascabile

partendo da quello che scrivo

dagli occhi che ho

e che per vendetta punto addosso

senza pudore

sperando che dentro ci appaia scritto

quello che sto pensando

il mondo è pieno di squali

mi dice una persona 

temendo che mi faccia sbranare

e non mi sento più forte

per aver imparato a mettere due parole in fila

o altri trucchetti del genere

da dare in pasto agli squali

c'è una luce

che ricordo

in fondo a degli occhi

pozzi neri

d'anima

dove mi sono vista riflessa

due orologi

che si fermano contemporaneamente

e ripartono insieme

sincronizzandosi

in un tempo

che non è fatto di secondi

e saperlo scrivere

non me ne rende degna

come non mi servono a niente

altri esperimenti per convincermi

che tutto il resto

mi si appiccica addosso

il tempo di una notte

e io lo lavo via con la doccia della mattina dopo.

 

...Well, I stand up next to a mountain
And I chop it down with the edge of my hand
Well, I pick up all the pieces and make an island
Might even raise a little sand
Yeah
’cause I’m a voodoo child
Lord knows I’m a voodoo child baby
I want to say one more last thing
I didn’t mean to take up all your sweet time
I’ll give it right back to ya one of these days
Hahaha
I said I didn’t mean to take up all your sweet time
I’ll give it right back one of these days
Oh yeah
If I don’t meet you no more in this world then uh
I’ll meet ya on the next one
And don’t be late
Don’t be late
’cause I’m a voodoo child voodoo child
Lord knows I’m a voodoo child
Hey hey hey
I’m a voodoo child baby
I don’t take no for an answer
Question no
Yeah




Roba di misia lunedì, 30 maggio 2005 ore 10:30 | link | commenti (1) |

i consigli dell'ascensorista

Qualora vi capitasse la sventura di rimanere chiusi in un ascensore affollato

bloccato a metà tra un piano e l'altro

nel quale la temperatura media e il tasso di umidità salgono di secondo in secondo

le circostanze che dovete augurarvi che si verifichino sono solo due.

La prima, naturalmente,

è che quel simpaticone fancazzista del portiere

raggiunto dall'eco del campanello di allarme dell'ascensore

o dalle maledizioni telepatiche mie e dei miei compagni di sventura

si sbrighi a prendere il caffè al bar e accorra quanto prima a sbloccare le porte.

La seconda

(da non sottovalutare)

è che le persone chiuse in ascensore con voi due punti a capo

1) siano tipi/e simpatici/che

non dico tanto da uscirci a cena

ma che almeno non ispirino istinti omicidi

dopo i primi 2 minuti di conversazione.

2) non si dimostrino claustrofobici latenti

vale a dire soggetti che ingannandovi con la loro aria zen

si rivelino sadici pronti a seminare panico e pessimismo cosmico

in quei due metri quadrati

dopo due secondi netti che l'ascensore si è fermato.

In questo caldo venerdì mattina

posso affermare

di non essere stata fortunata.

Nessuna delle due condizioni

prescritte dall'ascensorista

si è verificata.

Il portiere è arrivato

dopo un quarto d'ora

ritenendo di averci tranquillizzati

(secondo lui)

gracchiando la parola "attimino" dal citofono dell'ascensore.

Un quarto d'ora è lungo

considerando il caldo

e il fatto che nemmeno la seconda condizione

quella relativa alle buone qualità umane e umoristiche dei miei compagni di sventura

si sia realizzata.

Sarà il nervosismo

o la progressiva mancanza di ossigeno

a rendere la gente capace di fare battute

tendenti al peggioramento crescente.

Cioè

ho sentito roba che mi farebbe mancare l'aria

pure se stessi nel posto più aperto e ventilato che vi viene in mente.

Non so.

Fatto sta

poco prima che il portiere

aprisse le porte

e ci inebriassimo nuovamente di ossigeno

poco prima che cedessi alla tentazione di urlare

avevo già iniziato a suonare il campanello

al simpatico ritmo di salsa e merengue

così

giusto per mantenere alto l'umore.

Fare 16 piani a piedi

per smaltire la sfortunata promiscuità

è l'ultimo prezioso consiglio dell'ascensorista.

Roba di misia venerdì, 27 maggio 2005 ore 09:51 | link | commenti (4) |

orfana in cucina

Mentre preparo la cena
mi torna in mente
quella foto
di Sigmund Freud e della figlia Anna.
Lui ha una pipa in mano e l'espressione seria
lei invece
sorride vagamente
sotto braccio al padre
rimanendo giusto un passo dietro di lui.
Tutti e due se ne stanno in mezzo a un prato
vestiti da tirolesi.
Ho sempre trovato odiosa
quella foto
e poi non riesco a convincermi
che non si tratti di un fotomontaggio.

 

p.s. Poi mi torna in mente il Freud mammone interpretato da Remo Remotti nel film 'Sogni d'oro' di Nanni Moretti. Eccezionale. L'ironia ci salva sempre.

 

Appunto.

Roba di misia giovedì, 26 maggio 2005 ore 09:29 | link | commenti (1) |

dietro l'angolo

Calamite scariche.

A chiederci

cosa siamo disposti a fare

per il buon nome dell'Amore

per meritare la grazia di una coincidenza

per la benedizione di infinite altre meraviglie.

A ripeterci

cosa dovranno fare

o promettere

gli altri

d'ora in avanti

per averci.

Credi di aver bisogno di tempo per guarire

e non ti accorgi che  puoi già uccidere con un sorriso.

Vai.

Roba di misia mercoledì, 25 maggio 2005 ore 09:54 | link | commenti (7) |

hasta siempre...

Ma che ci posso fare io se ogni giorno ne vedo delle belle mentre prendo la metro per venire al lavoro?

E pur volendo restare con gli occhi incollati alle pagine del libro che sto leggendo, per l'intera durata del viaggio, isolandomi da quello che c'è intorno, la vedo davvero dura riuscire a restare indifferente, a non essere minimamente colpita da certe cose...

Un quindicenne dall'aria forzatamente alternativa, capelli sistematicamente spettinati, aria scazzatissima e t-shirt rossa sulla quale spicca la faccia di Che Guevara.

' Sto qua, dopo aver visto cacciare in malo modo dagli altri passeggeri dei ragazzini rom saliti sul vagone, comincia a blaterare ad alta voce che fosse per lui "gli avrebbe spaccato la faccia" e poi "che menomale che se n'erano andati sennò facevo un casino" e "che lui li ammazzerebbe tutti sti cazzo de zingari" visto che "tanto so' boni solo a rubbà".

Il tutto con la faccia di Che Guevara impassibile sulla maglietta.

Io, col libro aperto in mano, guardo il ragazzo, con quella bocca che continua ad aprirsi e chiudersi, e guardo Che Guevara, aspettando che si metta come minimo a piangere o a bestemmiare contro la sorte beffarda che lo ha fatto capitare sulla maglietta di uno così, oppure me lo immagino che si gira di spalle e se ne va altrove, lasciando il tizio con addosso una anonima maglietta rossa.

Ragasso mio, o cambi testa, o cambi guardaroba.

Roba di misia martedì, 24 maggio 2005 ore 10:09 | link | commenti (3) |

[con]tatto

Un'amica triste

mi ringrazia

per un sms che le ho inviato

mi scrive che le mie parole

le hanno "fatto scattare qualcosa"

Le ho solo restituito un favore

che oggi

qualcun altro

aveva fatto a me.

Parole.

A volte

basta davvero poco

qualche parola

detta al momento giusto

per capovolgere un umore

per guardare un pensiero dal lato opposto

non è difficile

bisogna essere generosi

darsi

parlare

scrivere.

Rischiare.

Per carità

sto scrivendo che sembro

una fricchettona

di ritorno da un seminario new age.

Pace e amore.

Brrrr.

Ok Ok Ok calma.

Il fatto è

che secondo me

in giro ci sono troppe persone avare di sè

che con una parola potrebbero salvarti l'anima o una giornata

ma non lo fanno.

Altre invece

con l'alibi di essere sincere

ti propinano

come fosse una medicina

ogni cosa che gli salta in mente

e che per il semplice fatto di non aver subito censure

secondo loro dovrebbe farti bene

guarirti dal tuo non saper guardare le cose

per quello che sono.

Parlano

quasi come se il non dire equivalesse a mentire.

Non sopporto i paladini della sincerità.

Si tengano le loro purghe.

Io mi tengo i miei dubbi

se dire

come dire

quando dire.

Delicatezza.

Che non siamo eroi.

Abbiamo i cuori fracassati qua

andateci piano.

Che come sono le cose

lo vediamo benissimo anche noi

senza bisogno di quella che chiamate sincerità

è che a volte

si fa finta

di non vedere

per riprendere fiato.

Eppure

troppe volte

si rinuncia a parlare

rimandando a chissà quando

per non rischiare

una parte di sè stessi

e diventando

come quelli che fingono di non vedere niente

e vanno avanti

macinando i loro silenzi e il loro invidiabile orgoglio.

Io rischio

cerco

[con]tatto

mi butto

perchè alla fine

quello che vorrei dire

è come un fiume

che non posso governare

e lascio scorrere

senza potermi opporre

malgrado tutto

alla sua ostinata direzione.

Da me

fino a qualche cuore avaro

e muto.

Solo andata.

Roba di misia lunedì, 23 maggio 2005 ore 22:51 | link | commenti (2) |

Because of a few songs
Wherein I spoke of their mystery,
Women have been
Exceptionally kind
to my old age.
They make a secret place
In their busy lives
And they take me there.
They become naked
In their different ways
and they say, "Look at me, Leonard
Look at me one last time."
Then they bend over the bed
And cover me up
Like a baby that is shivering.

(Leonard Cohen)

Roba di misia lunedì, 23 maggio 2005 ore 14:39 | link | commenti (1) |

ancora

C'era una donna.

Di fronte all'entrata della metro.

Ferma a metà delle scale, in mezzo al flusso di gente che saliva e scendeva, lei parlava al cellulare con un'aria spazientita, al limite della superficie dove c'è ancora campo.

Non so perchè l'ho notata.

La voce tradiva la fretta di concludere la telefonata per continuare a scendere quelle scale.

Aveva un tono antipatico. Da una che se la tira.

Diceva "Non so se verrò"

e poi "Ancora non so se sono già innamorata di te".

Quest'ultima frase l'ha ripetuta due volte sottolineando il secondo ancora.

E a me sono sembrate parole tanto strane da dire.

O da sentirsi dire.

Al telefono con lei deve esserci stato un uomo.

Che non sentiva, o non voleva sentire.

 

 

 

post-post : il tutto con "breathless" di Nick Cave & the bad seeds che mi gira in testa da stamattina...

Roba di misia lunedì, 23 maggio 2005 ore 09:09 | link | commenti (2) |

UNA (amnesia schizofrenica)

E' pensare a me stessa

al passato

il più remoto

o il più recente

poco importa

e accorgermi

di considerare le cose

quasi come riguardassero l'esistenza di un'altra persona

che credevo di conoscere meglio

una ragazza o una donna

non so

una punto.

a volte riesco a dimostrarle comprensione

con tenerezza giustifico ingenuità

egoismo

errori

fragilità

leggerezze

le perdono tutto

ricordando le circostanze e l'effetto che avevano su di lei

ricordando un cuore

che chissà che fine ha fatto

quella lì

se lo sarà perso per strada.

Altre volte

proprio non ci riesco a spiegarmi perchè si sia comportata

in un modo piuttosto che in un altro

e quasi arrivo a dire

io, fossi stata in lei avrei fatto così

dimenticando che la lei sono io.

E' pensare al passato insomma

non potendo correggere nulla

E' cercare di ricordare

in maniera obiettiva

una

che non c'è più

che non sono più io.

E di questo ne sono felice

il più delle volte

ma oggi

quella tipa lì

non so perchè

mi manca tanto.

Roba di misia sabato, 21 maggio 2005 ore 19:11 | link | commenti (2) |

il triangolo no

Lui dice "Anche la mia ex ragazza mi metteva le corna. Ma poi l'ho scoperto e allora..."

Lo interrompo con un "Davverooo?" saturo di una curiosità che non mi preoccupo di nascondere visto che già immagino una scena da film in cui lui, dopo furbi pedinamenti e attenta osservazione dei comportamenti sospetti della ragazza, riesce a sorprenderla in chissà quale illecita intimità con l'altro.

"Eh già" ammette lui rassegnato e spento.

"E come l'hai scoperto?" gli domanda a bruciapelo un'altra tipa, che secondo me sta vedendo la stessa pellicola che proiettano nella mia testa, che nel frattempo è  arrivata alla scena in cui lui promette vendetta e urla aggettivi irripetibili all'indirizzo dei due amanti colti sul fatto, per poi allontanarsi, camminando col passo alla John Wayne, circondato da un aura dorata e passando a testa alta in mezzo al tripudio della folla composta dagli amici, nessuno dei quali pronuncia le parole "io te l'avevo detto che quella là era una biiiiip" perchè nessuno glielo aveva detto visto che lui l'ha scoperto da solo.

"Quando lei me l'ha detto" risponde lui

"Ah" pronunciamo in coro io e la tipa mentre mentalmente ci alziamo dalla poltrona e usciamo dal cinema deluse.

Roba di misia giovedì, 19 maggio 2005 ore 10:00 | link | commenti (5) |

l'apostrofo rosa e tre quarti della palazzina tua

amami quando lo merito meno, perchè sarà quando ne ho più bisogno. (anonimo)

ecco.

una pensa ora mi mangio un bel cioccolatino

che la cioccolata mi mette di buon umore, mi consola

e oggi signora mia ho proprio bisogno di essere consolata

in due morsi

il rito è già concluso

ancora sto esprimendo l'estasi mistica

ripetendo il mantra

mmmmmmmmmmm che bbbbuono

perchè io quando mangio la cioccolata faccio sempre mmmmmmmmmm

e sul famoso immancabile bigliettino leggo la frase di cui sopra

che affinchè il concetto sia ben chiaro

è tradotta in 5 lingue

compreso il portoghese

escluso il tedesco

chissà perchè

Forse i bacen peruginen non hanno successo nella terra di Cermania?

D'ora in avanti rimarrò fedele alle tavolette di cioccolato Novi, bianco con nocciole intere e senza anonimi vigliacchi che rompano i coglioni.

 

p.s. questo post si autocandida per essere sfanculato da Volso.

Roba di misia mercoledì, 18 maggio 2005 ore 16:34 | link | commenti (6) |

come acqua

www.damienrice.com

qui

Roba di misia mercoledì, 18 maggio 2005 ore 08:23 | link | commenti |

momentanea[mente]

Scompaio
in un esilio volontario
semino le mie assenze intorno
alla poca voglia di giocare
con le mie regole
nel dubbio
basta una timida raccomandazione
di starmi lontano
per rimanere sola
chi mi conosce sa
che basta spostarsi poco più in là
per non correre rischi
e restare immuni

indifferenti
a questo tempo
che rubo a me stessa
con la promessa di tornare presto
nuova
con lo stesso sorriso di sempre
ma oggi
meglio sola
perché potendo scegliere
farei sicuramente la scelta sbagliata
e sotto questa apparenza
immobile e orgogliosa
nessuno vede
che ce n’è abbastanza
per colmare i vuoti
con la fantasia
trovando giustificazioni romantiche
dignitose
alla reciproca miseria
evito la casa
cammino
ma i passi non imitano bene
la sensazione di andare
che vorrei sentirmi scorrere dentro
il cielo promette la grazia dell’estate
come una supplica
che ignoro a fatica
impedendomi di ascoltare
gli insulti del cuore
soffoco le parole
sotto strati di buoni propositi
ma poi le ritrovo qui
messe in riga
le passo in rassegna
scartando quelle più sincere
sapendo che ritorneranno
io
non lo dirò mai
che oggi
mi lascerei andare
portare
travolgere
senza il peso di una speranza
che avrei già scordato
se non fosse per i discorsi sull’amore
di quelli che fingono di essere innamorati

e per convincersene

parlano sempre dell’amore

io li ascolto

confusa 
impantanata nel fango di uno sbaglio
che continuo a sognare 
fingendo di ignorare
quanto sia pericoloso
coltivare il desiderio di abbandonarmi
agli errori
già fatti
dimenticando tutto
perfino me stessa. 

Roba di misia lunedì, 16 maggio 2005 ore 17:58 | link | commenti (2) |

mumble mumble (per la serie: questa me la segno)

progetti di vita : ricordarsi di non sottovalutare...

le conseguenze dell'amore

 

Roba di misia lunedì, 16 maggio 2005 ore 08:10 | link | commenti (4) |

o viceversa

Che io sia un pò confusa ultimamente

si intuisce anche dal contenuto della mia borsa

e dal disordine che vi impera.

Cerco freneticamente qualcosa

trovandone sempre un'altra.

Frugo con le mani nel buio di stoffa nera

provando a risconoscere gli oggetti al tatto

ma il burro di cacao

mi inganna sempre

fingendo di essere l'accendino

o viceversa.

Il lucidalabbra col tappo difettoso

invece lo maledico ogni volta

che mi capita di afferrarlo alla cieca

mentre cerco il cellulare che vibra impaziente

e al quale rispondo con le dita appiccicose.

E così via

un delirio di oggetti

quelli inutili con manie di protagonismo

quelli indispensabili che spariscono nei momenti meno opportuni.

Io continuo a cercarli

testarda.

Ma a volte

quando sono distratta

o la ricerca va troppo per le lunghe

o fingere di cercare qualcosa nella borsa è un modo per celare imbarazzo

è il caso che decide per me

e io sovrapensiero

mi adeguo

così

dimenticando l'intenzione iniziale di mettermi il burro di cacao

e trovandomi con l'accendino fra le mani

finisco per accendermi una sigaretta

o viceversa.

Roba di misia sabato, 14 maggio 2005 ore 10:18 | link | commenti (1) |

copyright

DOMANDA A UN PROPRIETARIO DI PENSIERI

Tu che scrupolosamente
insisti
sulla proprietà
dei tuoi pensieri, perché
non tieni
i tuoi pensieri
per te?

(Hans Arnfrid Astel)

Roba di misia venerdì, 13 maggio 2005 ore 11:12 | link | commenti (2) |

naftalina

 

Si racconta che Fred Astaire prima di indossare un abito appena acquistato lo stropicciasse un pò con le mani e addirittura lo sbattesse diverse volte contro il muro per togliere al tessuto quell'aria "nuova"  e fargliene assumere una un pò più vissuta e decisamente chic.

Questa sì che è classe.

E allora penso ad un tizio che conosco. Un pò sfigato, con le donne e con la vita in genere. Uno di quelli che il vestito buono lo tiene al sicuro dentro l'armadio, magari con il cartellino ancora attaccato. E il momento giusto per tirarlo fuori di là e indossarlo sembra non arrivare mai. Lui è fatto così. Sarà colpa della madre che, armata di ferro a vapore, gli stira perfino i pedalini e le mutande.

Roba di misia giovedì, 12 maggio 2005 ore 09:37 | link | commenti (2) |

bolivia

Each word it flies straight to the heart and I know watching you go
there ain't no easy way to cry

 

sulle labbra un -mi dispiace- ridicolo e immotivato

ma rimane tentazione muta

censurata dal male che ancora sento qui

(dito sul cuore)

l'assenza è un assedio

dice la canzone

aiutami

mi muovo male

nel cerchio

dell'indifferenza

devo trattenere l'affetto

dimenticarmene

ma non imparo mai come si fa.

sono troppo

davvero troppo

lontana dal mare

per coltivare simili ambizioni.

Roba di misia martedì, 10 maggio 2005 ore 16:17 | link | commenti (3) |


vengo anch'io

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