Impazienza
smania di concludere
di rendere drasticamente più breve la lista mentale
delle cose da fare
C'è di tutto
in questo elenco eterogeneo
di intenzioni e desideri
che aggiorno saltuariamente
dall'appuntamento col dentista
alla voglia d'amore.
Senza priorità.
Che vergogna.
La prima cosa che capita sotto tiro
la faccio
indiscriminatamente
che si tratti di una pulizia dei denti
o di un appuntamento poco importa.
Ridicolo lo so.
Ma perchè non dirlo?
Oggi mi lascio trascinare da questo spirito del fare
che fomenta all'azione
che prospetta grandi imprese
e insperati compimenti di ciò che avevo lasciato a metà
A volte è così
il senso pratico
si sveglia
mi domina
e io obbedisco
con l'unico scopo di soddisfare quel ridicolo bisogno
di dirmi brava da sola.
Fra poco mi passa.
Hai paura? mi chiedi.
Un po’, ma cerco di non pensarci.
E ci riesci?
Sì, sono bravo a non pensare, lo sai.
Come credi che succederà? Dimenticheremo tutto?
Non lo so. Forse, rispondo.
Allora, se non lo sai, inventa, mi dici mentre chiudi gli occhi in attesa delle mie parole.
E io inizio a inventare per lei una storia partendo dalla fine.
Sarà come quando si gira la testa dall’altra parte per non vedere qualcosa che ci fa stare male.
Anche noi due, in un certo senso, gireremo la testa per non guardarci. E oltre a non voler vedere quello che succede, non vorremmo nemmeno sentire i passi dell’altro che si allontana. Diventeremo come ciechi e sordi, per questo, quando arriverà il momento di andare via, non saremo più capaci di guardarci veramente, di riconoscerci, né di ascoltare le cose che forse ci diremo.
Allora, se non potrai sentirmi, io non dirò niente. Sappilo sin da ora.
Va bene. Neanche io dirò nulla.
E poi?
Poi…poi sarà come guardarsi da lontano, pur continuando a camminare nello stesso identico modo, come ora quando passeggiamo, però saremo distanti e non ci cercheremo più le mani e tenteremo di ignorare le beffe di qualche vento tiepido che a tratti sembrerà avvicinarci portando con sé una tenerezza dolorosa e dolce. Simile al ritorno di una stagione desiderata, attesa, da far scivolare sulla pelle come una carezza che cura e porta via la stanchezza di sé.
La primavera.
Sì, come la primavera.
Insomma sarà uno stupido vento a festeggiare la nostra distanza portandomi in regalo il profumo che tu nel frattempo non userai più e che invece apparterrà ad una donna dalla faccia antipatica che mi passerà accanto per strada.
Poi ci saranno nuove mani da cercare, nuovi visi da portare impressi nel cuore, questi soprattutto faranno il loro dovere. A volte un ricordo improvviso ci farà inciampare nell’aria lasciandoci per un istante a terra, immobili in mezzo al nulla a guardarci i piedi senza capire. Ma saranno momenti. E i momenti passano...Ma più di tutto sai cosa ci allontanerà l’uno dall’altra?
Cosa?
L’amore. Partirà di notte, senza far rumore, come un ladro vigliacco.Sparirà nel buio per evitare che il giorno dopo, io e te, si debba evitare di guardarci negli occhi per la vergogna di stare insieme senza amarci più.Ecco, sì, sarà l’amore che malgrado il buio, troverà la strada per andare via, ma che per la fretta di allontanarsi e la paura di perdersi, percorrerà al contrario la stessa strada lungo la quale era arrivato fino a noi. Sarà tutto questo.
E poi basta vero? Non ricorderemo più nulla.
Non lo so, te l’ho detto.
Io lo so invece. Penseremo di non ricordare nulla. Ci sembrerà strano. Irreale. Ma un giorno, senza motivo, senza volerlo, scopriremo delle impronte che non sapevamo di portare addosso e allora come quando ti torna in mente un sogno che non sapevi di avere fatto, ci ricorderemo qualcosa, forse perfino quanto ci siamo appartenuti.
Non ci credo.
Se devo essere sincera, neanche io.
L'insonnia ha colpito ancora.
La notte diventa stranamente lunga se non la si passa a dormire o a divertirsi. Di notte le ore assumono un "peso" nettamente diverso da quello che avrebbero di giorno. Soprattutto se non si è al massimo della forma fisica. Non è una grande scoperta, lo so.
Complice questa maledetta allergia/raffreddore che non mi fa respirare, le mie ultime notti non sono state molto tranquille.
Insomma, quando ti svegli pensando che siano le 4 del mattino e invece è passata solo mezz'ora dal momento in cui avevi deciso che era ora di andare a dormire, capisci che c'è qualcosa che non va e allora ti rassegni, o meglio ti adegui.
Il più delle volte dopo aver provato ad accanirti con il sonno maledetto che non arriva corteggiandolo inutilmente con una camomilla, decidi che rinunciare a dormire, almeno temporaneamente, è la cosa migliore da fare.
Stanotte mi sono svegliata e riaddormentata infinite volte, e tra una veglia e l'altra mi hanno fatto compagnia un libro, la televisione ma soprattutto la radio.
Così quando alle 6.45 è suonata la sveglia mi è sembrato di aver vissuto una notte lunghissima, ricca e viva. In poche parole, estenuante.
Adesso sono distrutta, non c'è che dire, ma stanotte…
Ho ascoltato un tizio su Radio Tre che leggeva "Il deserto dei Tartari" di Buzzati.
Ho guardato per una buona mezz'ora un vecchio film giallo. C'era un uomo accusato di omicidio e una donna che era indecisa se crederlo innocente o meno. Si vedeva che lui aveva la faccia da bugiardo, ma lei abboccava e lo consolava mentre lui recitava la parte del povero perseguitato dalla polizia. Sono tornata a dormire mentre lui tentava per la seconda volta di ucciderla dal momento che lei era riuscita a scoprire la sua colpevolezza.
Ho ascoltato musica classica commentata da un tale con la voce di velluto grazie alla quale sono scivolata nell'intervallo di sonno più lungo di tutta questa tormentata notte.
Ho sentito almeno 5 volte i notiziari (tv e radio) e le rassegne stampa del giorno, questo equivale a dire che ho ascoltato per altrettante volte Berlusconi ripetere la parola "disfattisti", Follini mettere le mani avanti e dire "fiducia senza illusioni" e Fassino proclamare a gran voce "che questo è un grande paese ma che chi lo guida è piccolo, inadeguato e incapace", Rutelli non me lo ricordo quello che ha detto. Dovevo già essermi addormentata, o forse no.
Gli interventi dei parlamentari sono stati interessanti, ho sentito almeno 4 illustri citazioni in latino più Diliberto che ha paragonato Berlusconi al libro di Soriano "Triste, solitario y final".
Poi, su non ricordo quale stazione radio, si parlava di musica pop e musica "colta", degli snobismi in campo musicale...insomma alla fine per incoraggiare le contaminazioni e beffeggiare i puristi, hanno trasmesso una cover di "Ticket to ride" di una cantante lirica che alla faccia di tutti, il pop lo ama alla follia e si è divertita a gorgheggiare allegramente i classici dei Beatles.
Qui se vi va potete ascoltarla.
Il mio regno per un antistaminico.
alle 2 di notte,
ferita dai monologhi di un'insonnia vigliacca,
in una casa vuota e buia,
mangiare fragole
illuminata dalla luce del frigorifero
è stata l'unica cosa che ho ritenuto opportuno fare.
l'esperto di estetica e look delle dive
dice che prima di uscire
per capire se ci si è acconciati in maniera veramente elegante
non basta guardarsi allo specchio come solitamente facciamo tutti quando cerchiamo conferme sul nostro aspetto
o sui vestiti che abbiamo scelto di indossare
no
non basta mica.
Dice l'esperto che dobbiamo fare così:
una volta pronti per uscire
metterci di spalle allo specchio
poi girarci di scatto
e sorprendendo la nostra immagine riflessa
accorgersi di qual è il particolare sul quale i nostri occhi si sono posati per primi
la cravatta
le labbra dipinte dal rossetto
gli orecchini
la camicia
o le calze a rete
bene
una volta stabilito quale sia il dettaglio che ci è saltato per primo agli occhi
dobbiamo eliminarlo
o sostituirlo.
Solo così
dice l'esperto
saremo certi di essere veramente eleganti
perchè la vera eleganza non è aggiungere
ma togliere
togliere
togliere.
Perchè l'esperto dice che solo i burini pensano che più roba si mettono addosso
più sembrano tipi di classe.
Così
seguendo il consiglio dell'esperto
mi vesto
come mi sento di vestirmi oggi
e prima di uscire
do le spalle allo specchio
ma solo dopo essermi tolta la mia collana preferita
quella fatta di perline tutte diverse e colorate
la tolgo sì
perchè siccome io sono più furba dell'esperto
e burino ci sarà lui con quella faccia di plastica che si ritrova
già lo so che i miei occhi spietati si poserebbero proprio sulla collana
il che mi costringerebbe a eliminarla
così
io la tolgo prima
che ci faccio più bella figura.
Vai
spalle allo specchio
mi giro di scatto
e gli occhi mi si posano sulla faccia
ma soprattutto sull'espressione da ebete che ho in questo momento
affanculo l'esperto
mi rimetto la collana
almeno la faccia passa inosservata.
- me pare che...no, cioè...visto che 'sta lavatrice c'ha quasi vent'anni il suo dovere l'ha fatto no? -
questa frase, pronunciata stamattina dal tecnico dell'assistenza, decreta la morte ufficiale della mia lavatrice.
- ma che problema ha? - domando io
- eeeeh s'è rotta laaaa....la stecca che fà girà er cestello - mi risponde lui poco convinto, ritenendo forse inutile ogni tentativo di farmi capire la gravità e la natura del guasto
- ah - dico io con aria di chi la sa lunga sulle lavatrici - poi, cercando di assumere un'aria disinteressata - e ripararla non conviene?-
Lui mi guarda come se fossi una sadica dedita all'accanimento terapeutico su innocenti elettrodomestici sfruttati. Il che potrebbe anche essere vero, visto che poco fa gli ho raccontato che la lavatrice in questione ha già subito numerosissimi interventi di manutenzione.
- beh, convieneeee....dipende - risponde vago (ma ha l'aria di uno che vorrebbe dirmi "ma compratene una nova e nun rompe...sta lavatrice falla morì in pace")
Io penso, se dice così, vuol dire che non conviene proprio ripararla.
Mi rilascia la fattura di € 26 per il costo della chiamata, io pago, prendiamo accordi per l'eventuale ritiro del cadavere mentre lui raccoglie gli attrezzi dal pavimento del bagno.
Poi fermo sulla porta di casa mi dice -Vabbè, signorì, mi faccia sapere quello che decide...e poi si se compra na lavatrice nuova della stessa marca forse si rivediamo quando la fa aggiustà...sennò....buonagiornata -
-va bene. arrivederci. grazie. grazie. arrivederci-
Ecco qua.
A parte che il tecnico di cui sopra, stamattina ha telefonato alle 7.30 perchè non trovava la mia via, e poi non trovava il mio numero civico - ma qua come l'hanno messi sti numeri...cioè...c'è er 18 e poi er 32...ma lei 'ndò sta?- e io -eeeh ha ragione sa, i numeri civici della mia via sono tutti sballati...- e poi ci sono voluti 5 minuti per spiegargli che doveva semplicemente proseguire dritto per trovare il mio portone.
A parte che chi avrebbe mai pensato che un tecnico viene a casa tua alle 7.30, per non risolvere nulla, spillarti 26 €, il tutto quando ancora ti devi fare la doccia eccetera eccetera...a parte questo...niente.
26 € buttati, altro che contributo alla resistenza elettrodomestica dei compagni tecnici specializzati.
ho trovato casa
Mi parla di questa canzone
di quanto sia tremendamente triste
mi racconta del cantante e della fine che ha fatto
io ricordo di aver ascoltato una volta l'unplugged
quella voce
faceva male al cuore
non si poteva ascoltare ignorando quello che si portava dietro
roca, impastata, da fine imminente
- è la canzone più triste del mondo- dice
- e quando la suoniamo mi viene da piangere come un'idiota-
- chiedilo a lui - mi fa, indicando col mento un altro amico
-la volta scorsa in saletta
a metà ho dovuto chiedergli di smettere di provarla perchè non ce la facevo...-
l'altro non sta ascoltando e quindi non conferma
ma io ci credo lo stesso
e mi pare di vederlo urlante e commosso
eppure non so spiegarmi
come mai un tipo come lui ami tanto una canzone del genere
e quali siano i pensieri che gli passano per la testa
mentre canta quelle parole.
ma cosa rischio se dico che assomiglia ad Hannibal Lecter?

mimetismo: dal greco mimetizo che significa "io imito". L'arte di nascondersi in un contesto per evitare di essere visti da potenziali nemici o da potenziali prede.
Nel mondo animale in particolare il fenomeno è piuttosto diffuso ed è stata l'evoluzione che ha 'premiato' quelle specie che avendo delle caratteristice fisiche e cromatiche simili all'ambiente in cui vivevano hanno avuto piu chances di sopravvivere ai loro predatori o di cacciare meglio le loro prede.
mimetismo criptico (dal greco kriptòs = nascosto), attraverso il quale l’animale può imitare la forma degli elementi inanimati presenti nell’ambiente in cui vive, oppure il colore del substrato. Lo scopo del mimetismo criptico è quello di nascondersi ai predatori ed è quindi attuato da specie indifese, per le quali la capacità mimetica rappresenta l’unica possibilità di sopravvivenza. Quando invece l’animale è, al tempo stesso, imitatore e cacciatore, si parla di mimetismo criptico aggressivo, fenomeno che si riscontra in tutte quelle situazioni in cui c’è l’imitazione di un modello a scopo predatorio.
mimetismo batesiano dal nome del naturalista inglese H. W. Bates. Riguarda una categoria di interpreti diversa dalla precedente, quella degli animali che, per interesse, mimano altre specie pericolose o disgustose. Questo tipo di mimesi riguarda maggiormente le specie predate e quindi appetibili; alcune di esse rassomigliano nella colorazione a specie che in realtà sono pericolose, ad esempio perché velenose o di sapore disgustoso. Un predatore che vi si sia imbattuto, difficilmente dimenticherà la brutta esperienza e si terrà alla larga da tutto ciò che somigli o ricordi la fonte dei suoi guai. Tale tattica mimetica è così efficace che non richiede una copia perfetta del modello da parte del mimo, ma solo una buona somiglianza; all’occhio esperto infatti sarà possibile distinguere le due specie, ma ad un animale predatore che abbia rischiato di morire non interessa rischiare e di solito preferisce volgere l’attenzione su qualcosa di più sicuro.
Tanatosi o Tanatomimesi o Necromimesi : Termine con il quale si indica il particolare stato di completa immobilità assunto da vari animali con probabile funzione protettiva nei confronti di una minaccia di aggressione. E un singolare adattamento protettivo che induce la preda, in caso di estremo pericolo, a fingere di essere morta. Tale comportamento è caratterizzato dall'immediata ed assoluta immobilità, dovuta ad un'intensa e prolungata contrazione muscolare mediata dal sistema nervoso centrale, che permette al soggetto di assumere una postura del tutto simile ad un animale morto. Il predatore di fronte ad una preda morta, che non si muove, allenta la sua concentrazione alla caccia, così che - approfittando della sua distrazione - il finto cadavere può rapidamente "resuscitare" e sfuggire sopravvivendo all'attacco. La simulazione di morte si può quindi considerare come una sorte di mimetismo in extremis, che interviene quando le altre armi o difese naturali non sono servite e bisogna inscenare un espediente finale e drammatico, ma che il più delle volte riesce a salvare la vita. Un altro caso di Tanatosi, con funzione diversa però , è quella nella quale il predatore finge la morte per lasciar avvicinare la preda e poi assalirla.
Ascolta, il passo breve delle cose
- assai più breve delle tue finestre -
quel respiro che esce dal tuo sguardo
chiama un nome immediato: la tua donna.
E' fatta di ombra e ciclamini,
ti chiede il tuo mistero
e tu non lo sai dare.
Con le mani
sfiori profili di una lunga serie di segni
che si chiamano rime.
Sotto, credi,
c'è presenza vera di foglie;
un incredibile cammino
che diventa una meta di coraggio.
(Alda Merini)
Non avessi sperato in te
e nel fatto che non sei un poeta
di solo amore
tu che continui a dirmi
che verrai domani
e non capisci che per me
il domani è già passato.
(Alda Merini)
Dovresti farti un tatuaggio.
e perchè?
per celebrare il momento.
celebrare cosa?
celebrare questo momento della tua vita.
...
...
non vedo niente da dover celebrare nella mia vita attuale a meno che tu non ti riferisca alla mia ennesima crisi esistenziale...nel qual caso la mia pelle sarebbe tempestata di tatuaggi...
ma quale crisi esistenziale...parlo del fatto che stai cambiando...io penso che certe cose debbano lasciare un segno tangibile su di noi....mmm...voglio dire visibile anche al resto del mondo.
macchissenefrega del resto del mondo...che mi faccia le domande il resto del mondo invece di pretendere che io porti scarabocchiato addosso qualche sgorbio incomprensibile...cioè, uno può venire da me e chiedermi "come stai?" e io gli risponderei "Bene, sono un pò cambiata." e stop...mica c'è bisogno del tatuaggio....e poi, sentiamo un pò, cosa dovrei tatuarmi di tanto celebrativo da meritarsi di rimanere stampato sulla mia pelle per il resto dei miei giorni?
non lo so...questo dipende da te.
...
dipende da te, sì. deve essere una cosa che ti rappresenta. un simbolo che risponda al tuo modo di essere, di vivere.
se la metti così non credo di essere un soggetto adatto ai tatuaggi.
perchè?
perchè sono troppo lunatica. che poi sarebbe un modo carino per dire schizofrenica....insomma, lo sai, cambio umore ogni mezzo secondo, figurati se posso pensare a qualcosa che mi rappresenti per tutta la vita. da qui a quando avrò ottant'anni. età in cui oltretutto non riesco ad immaginarmi con un tatuaggio addosso.
sei sempre la solita. cazzo te ne frega di quello che penserai a ottant'anni? non sai nemmeno se ci arrivi a ottant'anni.
anche questo è vero. vabbè, ma allora quelli che si fanno tatuare pensi che si sentano eternamente rappresentati dal proprio tatuaggio?
mamma mia quanto la fai complicata. devi sempre prendere tutto così sul serio? Comunque sì, secondo me, escludendo quelli che si tatuano per moda, escludendo anche quelli che si tatuano oscure scritte in giapponese che non significano un cazzo, sì.
Sì cosa?
Sì, ci sono quelli che si sentono perfettamente a loro agio con il loro tatuaggio. Per tutta la vita.
Beati loro...Io conosco un tizio che a 18 anni si è fatto tatuare un cuore sulla spalla. E dentro il cuore le iniziali sue e della ragazza del momento. Cioè, poi si sono lasciati....e il tatuaggio è rimasto lì....cioè uno a 18 anni non si può tatuare l'iniziale della ragazza...è come dire io mi fermo qui, non cambierò mai...
Miiih che palla che seiiiii! L'amore fa fare di queste cazzate, no? E poi non cambiare argomento. Dai su, decidi sto tatuaggio.
...
Dai così per scherzo! Che ti faresti tatuare se non fossi così paranoica e bacchettona.
Ma vaff...
Dai suuuu
Ma non lo soooo.
...
...
...
Devi dirmelo senza pensarci tanto su...deve essere una scelta istintiva. Dai spara...unoooo....dueeee....tre.....
Un punto interrogativo sulla zona lombare.
Vabbè, lasciamo perdere il tatuaggio.
Perchè?
Mi domando per quale strana coincidenza o combinazione di eventi io mi ritrovi puntualmente a dividere la stanza con colleghe che passano ore ore e ore al telefono.
E mi domando anche per quale maledetto motivo le suddette colleghe abbiano in comune tra loro la simpatica caratteristica di parlare ad un volume terribilmente alto e di avere una risata tanto frequente quanto irritante.
Insomma, fino a poco tempo fa dividevo l'aria con una tizia ipocondriaca che passava le giornate con la cornetta incollata all'orecchio facendo l'elenco dei suoi mali, farcendo i propri discorsi con virus dai nomi incredibili o medicinali elencati con una disinvoltura inquietante, oppure nei giorni di tregua e raro buon umore, scoppiando in improvvise e imprevedibili risate che cogliendomi fatalmente impreparata mi fermavano il cuore per lo spavento.
Ora invece sono in compagnia di un'altra collega che da stamattina non fa altro che telefonare ai propri amici, parenti, conoscenti suoi e del marito nel tentativo (piuttosto difficoltoso e impegnativo) di organizzare per sabato prossimo una gita a Ladispoli in occasione dell'annuale 'sagra del carciofo'.
Non sto scherzando.
Credo di essere sull'orlo di un'esaurimento nervoso.
Sto cercando di lavorare e non ci riesco, ho una valanga di cose da fare e questa parla di carciofi.
Credo mi farebbe bene urlare.
Rileggo infinite volte una frase dall'inizio senza capirci niente, e questo perchè il mio cervello invece di seguire le parole scritte afferrandone il senso, ad un certo punto si perde e va dietro alla voce della mia collega che pronuncia ben più allettanti parole come "cannelloni", "carciofi fritti" "degustazione" "mousse di carciofi caramellati con cialdine alla menta"...
p.s. il link su "sagra del carciofo" ce lo metto perchè magari a qualcuno può tornare utile...in ogni caso se volete anticipazioni sul menu potete chiedere direttament a me...sono circa 20 volte da stamattina che lo sento ripetere.
p.s. la mia collega mi ha appena chiesto se mi disturbano "tutte queste sue chiacchiere". Naturalmente ho risposto di no.
KT Tunstall - Black Horse and the Cherry Tree
il silenzio
raramente
placa i monologhi del cuore
l'indifferenza
invece
pretende quotidiane attenzioni
pur non trovando che ottuse e ripetitive parole
per parlarti di sè
Si può vivere così
ma ti accorgi
di tornare a respirare
solo quando ti arrendi all'evidenza
e l'assedio vigliacco
che ti ha invaso l'anima
lo addomestichi
fino a farlo diventare
una struggente compagnia
che ti segue sempre più annoiata
nei tuoi tentativi
di stare meglio
la nostalgia
invece
la trasformi
in una salvifica assenza
fatta di vuoti bianchi
sui quali poter scrivere
con belle parole
il male che senti
fino a che non ci sarà più niente da raccontare a riguardo
poi
succede così
il tempo
e l'algebra dell'amore
spartiscono equamente
il tesoro
requisito dall'egoismo
restituendoti
la tua metà
che scopri essere
più di quanto credevi di aver perso.
Dietro la porta di casa mia / ho notizie arrivate da molto lontano / dietro al porta di casa mia / ho un amore che tengo che tengo a portata di mano / ho pensieri importanti parcheggiati in un angolo / aspettano me / ho parole scadenti perdenti vicino a me (Cristiano De Andrè - Dietro la porta)
Dietro la porta di casa mia / c'è la polvere dei miei ritorni della mia strada / c'è l'ombra della mia anima / sempre attenta ovunque vada / c'è un tempo preciso un momento anche per te / dietro la porta di casa / cosa c'è
Ci sono novità ci sono notti / che per niente al mondo cambierei / ci sono novità e tutto quello che ci porterà / questo vivere appesi coi denti / per una faccia migliore / questo vivere fuori dai tempi / aspettando per ore / ci sono novità ci sono notti / che per niente al mondo cambierei / ci sono novità e tutto quello che ci porterà / questo gran consumarsi di mani / giocando carte migliori / questo leggere sempre le mani / e cercarne i colori
Dietro la porta di casa mia / ho un tappeto di tutte le stelle del cielo / e i tuoi occhi segretamente nascosti / rinchiusi per me / c'è un leggero passo di vento che qui non c'è / vedessi di notte quando danza per me
Ci sono novità ci sono notti / che per niente al mondo cambierei / ci sono novità e tutto quello che ci porterà / questo stare leggeri e presenti / cantando fuori dal coro / queste voci poco distanti fuori dal coro / ci sono novità ci sono notti / che per niente al mondo perderei / e la curiosità e tutto quello che ci porterà / ad aprire la porta ad ogni novità / consumandone poco per volta / per quello che verrà / per quello che verrà
ogni cosa può essere compresa.
basta viverla.
oggi si respira a fondo.
(c.d.)

Se c’è un solo motivo per odiarti
ti odieranno.
Se c’è un solo motivo per amarti
altri te ne chiederanno.
ArDeCoRe
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fRaNcO_aRmInIo
GENOVA_2001
il manifesto
il.primo.amore.
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misiasays in la barbie ha vinto l...
utente anonimo in la barbie ha vinto l...
freesia in how high the moon
freesia in da quel momento...
misiasays in
freesia in si chiama pietro
freesia in cosa manca
misiasays in cosa manca
misiasays in ho visto cose che vo...
LaMetaOscura in ho visto cose che vo...
oggi
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