lettere alla fidanzata - fernando pessoa

Lavoravano nello stesso ufficio

un impiego noioso

fatto di carte

numeri

e arida precisione,

niente a che vedere con la poesia.

Lui cominciò ad osservarla di nascosto

e a lasciarle bigliettini d'amore sulla scrivania

poi iniziò a scriverle strane lettere d'amore

nelle quali ammetteva di sentirsi ridicolo

nei panni dell'innamorato

ma non credo si preoccupasse molto di apparire in questo modo,

dopotutto,

avendo a disposizione più di una personalità

avrà pensato di poter scegliere una delle tante

per interpretare un ridicolo innamorato

che scrive ridicole lettere d'amore.

Immagino

intorno a loro

una Lisbona dolce

dai colori sbiaditi ma caldi

viva di sole e vento

meraviglioso groviglio di strade,

pigro vortice di salite e discese

il fiume immenso che si confonde nel mare.

Appuntamenti

passeggiate

quartieri

abitudini.

Mi chiedo

di cosa le parlava mentre camminavano?

era veramente innamorato di lei?

ascoltava quello che lei gli raccontava?

e lei come lo guardava?

Fernando Pessoa

lo strano namoro

di Ophélia Queiroz.

 

Cara piccola Nininha, ti aspetterò al Conde Barão dalle otto e mezzo. Ti scrivo dal luogo che questo foglio reca stampato, e Osório ti porterà la presente a casa di tua sorella. Senti: ti aspetto nel Conde Barão, ma all'angolo della Panetteria Inglese, all'ora suddetta, che suppongo ti sia conveniente. Sempre e molto tuo, Ferdinando.

Roba di misia giovedì, 31 marzo 2005 ore 16:31 | link | commenti (1) |

la barzelletta del capo

Stiamo veramente esagerando.

Mi sembra che si pretenda veramente un pò troppo dalla sottoscritta.

Già una fa una fatica immane a tirarsi su dal letto la mattina, che da un paio di giorni non riconosco più il suono della mia sveglia e di conseguenza passo due minuti ad interrogarmi, pur continuando a dormire, su cosa sia quel suono intermittente...il telefono? un antifurto? una bomba? Oppure, quell'odioso bip-bip-bip, pur di continuare a dormire, lo fagocito nel sogno che sto sognando in quel momento...tipo che, pure se sono impegnata in un vorticoso bacio con qualche attore belloccio, a un certo punto squilla il telefono e allora che faccio? Figuriamoci se scelgo di rispondere interrompendo il bacio che per quanto onirico è sempre un bacio eddai...che continui a squillare 'sto accidenti di telefono che poi sarebbe sempre la sveglia. Alla fine, bacio o non bacio, l'ho capito che al telefono come al solito tocca a me rispondere e infatti miracolosamente riesco a sollevare un braccio, a peso morto, quasi come non mi appartenesse, facendolo cadere con spettacolare precisione proprio sulla sveglia suddetta.

Dicono tutti che sia la primavera a scaricarci addosso tutta questa sonnolenza extra...vabbè sarà la primavera e mi sta pure bene sopportare qualche effetto collaterale di questa stagione  però, come dicevo sopra, sopra le cazzate che ho scritto intendo, mi sembra che si pretenda un pò troppo dalla sottoscritta se, una volta arrivata in ufficio (e per il fatto di avercela fatta anche oggi ho brindato a me stessa con il solito caffè merdoso preso al distributore automatico) dopo essere riuscita a raggiungere la mia precaria postazione, mi tocca pure far finta di ridere, e di gusto anche, ad una barzelletta che il mio capo ha deciso di raccontarmi per il fatto di averci trovato una oscura analogia con il discorso che gli stavo facendo riguardo ad un lavoro che sto portando a termine.

Che a certa gente secondo me, soprattutto ai capi, dovrebbero vietare di raccontare barzellette, considerato il fatto che, per chissà quale perfido motivo, in generale quelli che non le sanno raccontare conoscono solo barzellette che fanno schifo. Chissà perchè.
E dire che io sono una che ama soprattutto le barzellette cretine, e brevi.
Ma questa che ho appena ascoltato no.
Neanche sotto LSD mi farebbe ridere.
Eppure ho riso.
Che, per quanto non sia una ruffiana leccaculo, ve lo assicuro, addirittura a non ridere ad una barzelletta del capo, non ci riesco proprio, mi manca il coraggio.
Così, facendo appello ai muscoli facciali, implorandoli di non tradirmi proprio ora, qui, di fronte a lui ho partorito questo "ah - ah - ah" che nemmeno un teletubbies ha una risata più falsa e enfatica di quella che è venuta fuori a me.
Ridere per finta è una scienza esatta che si basa sul senso della misura.
Ridendo troppo poco, è come se non si ridesse per niente. A quel punto, se proprio non ce la si fa a spremersi fuori nemmeno un misero sorriso, è meglio fingere un attacco di tosse e piegarsi in due nascondendo la faccia fino a quando l'umorista di turno sarà più preoccupato di evitare il nostro soffocamento piuttosto che di conoscere l'esito della sua barzelletta.
Ridendo troppo, viceversa, si smaschera la falsità del proprio divertimento.
C'è una quantità precisa di "ah" da pronunciare e un espressione del volto da mantenere per un quantità variabile di secondi che dipendono dalla convinzione con la quale la barzelletta ci è stata raccontata.
Più precisamente, se la barzelletta viene presentata come una freddura e raccontata senza particolari preamboli o introduzioni allora una volta arrivati ad averne ascoltato la fine (mi raccomando è importante il tempismo in questo caso) basta mantenere per 5/8 secondi un sorriso convinto, anche senza mostrare i denti, magari, a voler essere generosi, si possono ripetere le ultime parole della barzelletta, sorridere di nuovo e scuotere la testa come a dire "troppo forte...non vedo l'ora di rivendermela".
Se invece la barzelletta vi viene propinata dopo frasi introduttive del tipo "la conosci quella del tizio che va dalla moglie..." (ecco io odio quelli che fanno così, ti raccontano praticamente tutta la barzelletta tranne la battuta finale per capire se l'hai già sentita e tu dici -no, non la conosco, e allora che fanno? ricominciano a raccontartela da capo) oppure "questa cosa x mi ha fatto venire in mente quella barzelletta y" o anche "senti questa" e incominciano a ridere, e continuano a ridere anche mentre raccontano...
In questi casi, ove l'umorista presenti la sua performance con tali frasi, non c'è scampo, dovete fare appello a tutta la vostra falsità sbrodolarvi negli ah-ah-ah, non siate tirchi, ridete, ridete, ridete, iniziando a farlo quando meglio credete, anche prima che la barzelletta finisca, ma continuando senza risparmiarvi fino a quando l'umorista stesso non avrà smesso di sghignazzare, perchè la cosa più importante, la legge, è non smettere mai di ridere prima di lui.
Mi raccomando.

Roba di misia mercoledì, 30 marzo 2005 ore 10:43 | link | commenti (7) |

Jun stava con il capo appoggiato al petto del Sig. Rail. Fare l'amore così, la notte che lui tornava, era un pò più bello, un pò più semplice, un pò più complicato che in una notte qualunque. C'era di mezzo qualcosa come lo sforzo di ricordarsi qualcosa. C'era di mezzo il sottile timore di scoprire chissachè. C'era di mezzo il bisogno che fosse comunque bellissimo. C'era di mezzo una voglia un pò impaziente, un pò feroce, che non c'entrava con l'amore. C'era di mezzo un sacco di roba.

Dopo - dopo era come ricominciare a scrivere da una pagina bianca. Qualsiasi viaggio avesse portato in giro il Sig. Rail, scompariva nel bicchiere d'acqua di quella mezz'ora d'amore. Si ricominciava da dove ci si era lasciati. Il sesso cancella fette di vita che uno nemmeno si immagina. Sarà anche assurdo, ma la gente si stringe con quello strano furore un pò panico e la vita ne esce stropicciata come un bigliettino stretto in un pugno, nascosto con una mossa nervosa di paura. Un pò per caso, un pò per fortuna, spariscono nelle pieghe di quella vita appallottolata mozziconi di tempo dolorosi, o vigliacchi, o mai capiti. Così.

(Castelli di rabbia - Alessandro Baricco)

Roba di misia mercoledì, 30 marzo 2005 ore 08:27 | link | commenti |

- Ascoltami, Jun...guardami e chiedimi quello che vuoi...

Ma Jun non disse nulla. Semplicemente, senza che un solo angolo del suo volto si muovesse, e assolutamente in silenzio, iniziò a piangere, in quel modo che è un modo bellissimo, un segreto di pochi, piangono solo con gli occhi, come bicchieri pieni fino all'orlo di tristezza, e impassibili mentre quella goccia di troppo alla fine li vince e scivola giù dai bordi, seguita da mille altre, e immobili se ne stanno lì mentre gli cola addosso la loro minuta disfatta. Così piangeva Jun. E non smise mai, nemmeno per un attimo, mentre le sue mani spogliavano il Signor Rail, e nemmeno dopo, a vederlo nudo sotto di sè e a baciarlo ovunque, non smise mai, continuò a sciogliere il grumo della propria tristezza in quelle lacrime immobili e silenziose.

Non ci sono lacrime più belle.

(Castelli di rabbia - Alessandro Baricco)

Roba di misia martedì, 29 marzo 2005 ore 13:52 | link | commenti (1) |

due papere (postato con perplessità)

E’ quando ti diverti
e poco importa
chi c’è e chi non c’è
l’unica cosa certa è che ci sei tu
che ti senti bene
poi la musica giusta
certo
e una barista simpatica
che di fronte alla tua indecisione
su cosa ordinare
ti guarda seria
ti studia per un istante
poi dice “ci penso io”
e ti prepara un cocktail
che si chiama come un telefilm degli anni 80
una pozione miracolosa e personalizzata
che mi hanno invidiato tutti
per il  suo stavagante colore blu
capace di rendere i pensieri leggeri
e il sorriso facile
Ci ha proprio preso la barista
sarà perché fra donne ci si capisce
pensi
ignorando che la mattina dopo
pagherai tutto con un mostruoso mal di testa

E’ anche quando
ti diverti all’inizio
ma dopo un po’
pensi basta
basta facce
basta musica
basta sorridere e urlarsi nelle orecchie per farsi sentire
te ne vai fuori
col maglione sulle spalle
e la scusa di voler fumare
seduta davanti al fiume
ad invidiare l’acqua
che continua ad andare avanti
che se ne va sì
beata lei
mentre tu per andare via
devi aspettare che anche le tue amiche
si stanchino di ballare

Dimentichi il freddo
e noti due papere
che nuotano indifferenti
intorno a questo open bar galleggiante
dove troppa gente
affoga in litri di pessimi long drink
generosamente allungati con acqua tonica
e dispensati da baristi frettolosi
che nemmeno conoscono il tuo cocktail blu

Fumi due sigarette di seguito
e pensi ancora alla storia del tuo amico
che ha scoperto di essere stato tradito da una donna
e ti accorgi di avere paura
dei tradimenti
paura di non vedere le cose
le persone
per quello che sono
pensi che a volte
tradire vuol dire anche
ostinarsi a credere di poter cambiare
se stessi
o gli altri
in quel caso
per assurdo
non si è più vittima
del tradimento
se ne diventa complici
si tradisce a nostra volta
e pensi anche
che la stessa cosa accade
quando si crede di non poter cambiare più
quando
convinti che il problema sia non vedere più niente di nuovo
nella persona che abbiamo accanto
ci si accontenta di tradirla
illudendosi di nascondere solo qualche scopata
ma in realtà occultando vigliaccamente quello che si desidera
e che non si ha il coraggio di prendere
di ammettere
e pensi
al tempo che sprecano
traditore
e tradito
il primo in uno squallido esercizio di fantasia
inventando alibi prima
e attenuanti poi
il secondo ignorandone
con la propria distrazione
la scarsa credibilità e decenza
Il mio amico
malgrado l'indifferenza che ostenta
dovrà riconsiderare nuovamente
questa donna
e il tempo trascorso con lei
sarà una strada da ripercorrere a ritroso
alla luce di una bugia
raccontata tanto bene
da far schifo
o tanto male
da farlo sentire un ingenuo
a non aver capito
prima.

Prima.
Sembra sempre esserci un prima.
Un momento
un'opportunità invisibile
da scegliere in fretta
prima che vada persa, un indizio
un bivio
una domanda
da porre con coraggio
alla quale rispondere con sincerità
una risposta da ascoltare
con attenzione e altrettanto coraggio.
O forse non è così
e come al solito
io non ci sto capendo niente
e a fregarmi
a confondermi le idee
sarà la paura di cui sopra.

E' a questo che pensi
quando ti si siede accanto un tizio
ubriaco e con tanta voglia di chiacchierare
che si presenta pomposamente
avvicinando troppo il viso al tuo per parlare
Dopo qualche istante imbarazzato dal tuo silenzio
butta là una frase
riferendosi alla coppia di papere
che proprio in quel momento passa lì davanti
eh - sospira - stanno mejo loro de noi!
tu scoppi a ridere
lui ti guarda perplesso
probabilmente indeciso se sentirsi soddisfatto
per essere riuscito a dar prova del proprio umorismo
o a disagio per aver detto una stronzata
non lo sa mica
che invece ridi
perché ti sei appena resa conto
di aver ascoltato le parole più sensate di tutta la sera.
Ti alzi
lo saluti
lo ringrazi (grazie de che? dirà lui)
e torni a ballare
smettendo di rivolgere al passato
e al futuro
inutili domande
e provando ad essere indifferente
come le papere.

Roba di misia martedì, 29 marzo 2005 ore 09:35 | link | commenti (1) |

Passano sicurezza e fedeltà

allo scoccare della mezzanotte

come le vibrazioni di campana

e forsennati alla moda lanciano

il loro pedantesco, uggioso grido:

il costo fino all'ultimo centesimo

- sta scritto in tutte le temute carte -

andrà pagato, ma da questa notte

non un solo bisbiglio, nè un pensiero,

non un bacio o uno sguardo sia perduto.

(w.h.auden - ninnananna)

Roba di misia sabato, 26 marzo 2005 ore 09:41 | link | commenti (2) |

istantanea domestica

finestre aperte

on air babylon di david gray

e incenso alla lavanda

aspetto che l'acqua per la pasta bolla

contemplo le mie nuove scarpe verde pistacchio

frivolezze

lo so

non c'è da farci affidamento

e infatti

cammino in punta di piedi

su questi istanti di tregua

come fossero lastre di ghiaccio sottile

pronte a tradirmi

e poi

cerco di corrompere la vita

di ingannarla

e comprare i suoi favori

in mille ingegnosi modi

sperando solo

che si dimentichi di me

e mi conceda un pò di leggerezza

buon appetito

Roba di misia venerdì, 25 marzo 2005 ore 13:13 | link | commenti (5) |

tra parentesi

oggi non ho molta fantasia per scrivere un nuovo post

(in compenso

mi trascino dietro un carico di sonno arretrato

e ho il collo bloccato che mi punisce ogni volta che dimentico di limitare i movimenti della testa per non vedere le stelle

oltre a questo

ho bevuto un bicchiere di vino a pranzo

un rinfresco in ufficio innaffiato da un Aglianico di ottima qualità sissignore

che qua ci si tratta bene

mica tavernello sciacquabudella

cin cin

auguri auguri

Essì lo so che non dovrei bere a pranzo

a meno che poi non mi sia concesso il lusso di poter oziare

rallentare il ritmo

addirittura dormire

insomma fare centinaia di altre cose più piacevoli rispetto a quelle che mi riserva questo pomeriggio lavorativo funestato da troppe troppe troppe cose da fare

ricapitolando

se bevo alcolici a pranzo generalmente mi viene questa voglia

di dormire intendo

e basta

sì diciamo basta va che è meglio

no, non sono ubriaca

non mi ubriaco mica con un bicchiere di vino io

tsè

è solo che per un momento

oltre a desiderare di trovarmi in campagna, scalza, su un'amaca appesa tra due alberi nella quale cullarmi, con un cuscino sotto il mio collo dolorante, ascoltando il rumore delle foglie mosse dal vento in compagnia del mio libro

per un momento dicevo

in un impeto di simpatia

che il vino, è risaputo, mi rende assai simpatica

ho pensato che mi piacerebbe riuscire a far sorridere una persona

a toglierle un peso dal cuore

ma ho bevuto troppo poco per fare cazzate

quindi

chiudo il libro

mi infilo le scarpe

stacco l'amaca dagli alberi e)

senza perdere altro tempo

ricomincio a lavorare

p.s. il cuscino non lo so che fine ha fatto.

Roba di misia giovedì, 24 marzo 2005 ore 15:13 | link | commenti (7) |

buongiorno

rassegnata al traffico lento

di questo mattino appannato

indifferente al fiume di automobili che avanzano a scatti nervosi

insultandosi nel linguaggio dei clacson

mi bruciano gli occhi

e una parte di me

forse la migliore

è rimasta a casa

e continua a dormire

avvolta nel bozzolo delle lenzuola

Roba di misia giovedì, 24 marzo 2005 ore 09:24 | link | commenti (1) |

fuori produzione

E' che andare in giro per negozi di dischi a controllare se hanno un cd che tu già sai essere introvabile, anzi addirittura fuori produzione, controllare che negli scaffali non ci sia e poi avvicinarsi al banco delle informazioni del negozio e chiedere "avete lost songs di david gray?" un pò perchè ci speri sempre che una qualche copia dimenticata dal mondo sia rimasta a prendere polvere nel retrobottega, un pò perchè ti diverti a guardare il commesso che digita sul pc le abbreviazioni del nome dell'artista o dell'album in questione per poi risponderti con faccia mortificata o indifferente a seconda del grado di sensibilità e partecipazione del soggetto in questione alle fisse musicali altrui "no, non c'è e tra l'altro non si può ordinare perchè ormai è fuori produzione" è che ho perso il senso della frase forse perchè l'ho fatta iniziare nel modo sbagliato e adesso non la riacchiappo mica e forse ci dovevo mettere pure qualche virgola in più ma in fondo volevo solo dire che è davvero un gran peccato che 'sto cd non si trovi perchè è di una bellezza folgorante così per consolarmi ne ho comprato un altro sempre di david gray e adesso me lo ascolto e intanto penso a tutte le cose belle che chissà per quale ca##o di ragione sono andate "fuori produzione", chissà chi lo decide che una cosa non debba essere più "prodotta" forse gli stessi che "producono" continuatamente tanta di quella merda da riempirci gli scaffali di tutti i negozi di dischi di questo mondo ma in fondo chissenefrega lost songs me lo farò scaricare da qualche amico adslmunito alla faccia della pirateria dei miei ciufoli che facciano pure le loro inquietanti pubblicità progresso contro i pirati scaricatori di contrabbando prima della proiezione di un film al cinema io continuerò a spernacchiargli contro pure perchè non vedo l'ora che inizi il film e perchè penso a quanto sarebbe bello ascoltare tutta la musica che mi viene voglia di ascoltare senza dover spendere decine di euro e prenderci pure qualche sola che sulla mensola piena di cd nella mia stanza di sole ce ne sono parecchie ma va bene lo stesso che io parlo parlo ma alla fine sono una che i cd li compra e li ascolta fino a consumarli e quindi in teoria do da mangiare a quelli che decidono di "produrre" o "non produrre" così insomma per dare un senso a questo delirio che ha preso la forma di un imbarazzante post penso che valga la pena di ribadire che david gray vale proprio la pena di scaric..ops di ascoltarlo visto che quando canta le sue parole dolci o amare che siano lo fa con una voce che ti accarezza o ti frusta a tradimento tipo la fine di "birds without wings" che personalmente mi lascia paralizzata ogni volta oppure le canzoni d'amore tipo quella che ci sono due che fanno l'amore mentre il riso e i broccoletti bollono sui fornelli della cucina che detta così pare uno schifo di canzone ma non lo è a meno che a pensarlo non sia qualcuno al quale non è mai capitato di fare l'amore mentre c'è qualcos'altro che dovrebbe essere fatto o sorvegliato per evitare che si verifichino antipatici incidenti domestici insomma oltre a domandarmi fra me e me se avrò mai il coraggio di pubblicare questo post senza punti e virgole al posto giusto e magari pure qualche verbo coniugato in maniera raccapricciante stasera forse mi sento un pò "fuori produzione" anche io ma non è una sensazione spiacevole buonanotte e qui un punto ce lo metto. tiè

Roba di misia martedì, 22 marzo 2005 ore 22:28 | link | commenti (3) |

e

avresti la musica giusta da ascoltare

in questo giorno di primavera timida

e nuove idee da coltivare

e nuovi pensieri da raccontare

e desideri

milioni di desideri vivi

pronti a contagiare senza pietà

che per ora rimangono a bruciarti nel cuore

e a volte perfino nello stomaco

tanta è la fretta

la fame di vita

e poi

hai curiosità da soddisfare

e tempo per ascoltare

infinito tempo

pronta a lottare con qualsiasi cosa

con qualunque persona 

te ne voglia privare

ma

dopo tutto

ti devi rassegnare

non è conveniente per una signorina a modo

avere simili prerogative

no no no

per cui

ti sei messa d'impegno

hai imparato a tacere e a ridere al momento opportuno

e a diventare indifferente a parecchie cose

e a non aspettarti niente

davvero niente

sicchè

ogni gesto ogni parola ogni attenzione

che ti viene offerta

dal big jim di turno

ora sei in grado di accoglierla non con quella inutile ironia di una volta 

ma sfoderando un'espressione stupita

composta da due occhi straripanti ottusa meraviglia

e una bocca paralizzata in un - oh - eloquente

che non si dica che te la tiri

o che fai discorsi strani

o che [orrore+faccia schifata] sei comunista

o che leggi libri e riviste noiose

o che ascolti musica che conosci solo te e qualche altro sfigato

o che ridi da sola per delle battute che non fanno ridere

soprattutto perchè non sono state pronunciate con l'intenzione di fare una battuta

eh sì

non è mica facile sai

ma stai studiando e sei sulla buona strada

per diventare una perfetta bambola

cara, il mondo ti aspetta...

Roba di misia martedì, 22 marzo 2005 ore 09:27 | link | commenti (3) |

è da stamattina che ci penso...

giornalista : - No... io non lo so, però senz'altro lei ha un matrimonio alle spalle a pezzi...
michele : - Ma che dice?!
g: - Scusi forse ho toccato un argomento...
m: - Non è l'argomento, è l'espressione!... "Matrimonio a pezzi"...
g: - Preferisce "rapporto in crisi"? Però è così kitsch!...
m: - [si tocca il cuore] Dove l'è andata a prendere quest'espressione, dove l'è andata a prendere?!...
g: - Io non sono alle prime armi...
m: - "Alle prime armi"?! Ma come parla?!
g: - Anche se il mio ambiente è molto cheap...
m: - Il suo ambiente è molto ... ?
g: - CHEAP!
m: - [sberla] Ma come parla?!
g: - Senta ma lei è fuori di testa!!
m: - [sberla] E due! Come parla?! Come parla?! Le parole sono importanti! Come parla?! Chi parla male, pensa male e vive male. Bisogna trovare le parole giuste: le parole sono importanti!

Uomo nel bar: - Gli offri un dito e si pigliano tutto il braccio, questa é la vera verità. Noi italiani stavamo bene a pascolare le pecore. Poi abbiamo voluto fare un paese industriale, paese industriale. Noi italiani siamo fatti così, "rossi" "neri" alla fine tutti uguali.
Michele : - Ma chi é che sta parlando? Chi é? Rossi e neri sono tutti uguali, ma che siamo in un film di Alberto Sordi?
Uomo del bar: - Magari!
Michele : - MA CHE SIAMO IN UN FILM DI ALBERTO SORDI? MA CHE SIAMO IN UN FILM DI ALBERTO SORDI? MA CHE SIAMO IN UN FILM DI ALBERTO SORDI? SI... BRAVO, BRAVO. TE LO MERITI ALBERTO SORDI CIAO. TE LO MERITI ALBERTO SORDI. TE LO MERITI ALBERTO SORDI.

- Senti che lavoro, me ne ero dimenticato, che lavoro fai?
- Beh mi interesso di molte cose. Cinema, teatro, fotografia, musica, leggo...
- Concretamente.
- Non so cosa vuol dire?
- Come non sai, cioé che lavoro fai?
- Nulla di preciso.
- ...Come campi?
- Ma... te l'ho detto giro, vedo gente, mi muovo, conosco, faccio delle cose.
- E l'affito?
- Vivo con mio fratello e non lo pago.
- I vestiti?
- E' un amico per esempio che va a Londra gli dico di portarmi delle cose degli abiti.
- Il mangiare?
- Mi ospitano molto spesso.
- Questa sigaretta qui?
- Ho incontarto un amico stamattina e mi ha dato due pacchetti di queste.

e il 24/3 lui...

Roba di misia venerdì, 18 marzo 2005 ore 12:27 | link | commenti |

quasi

Braccata

dalle scadenze da rispettare

corteggiata dalle moine della primavera

reagisco con finta indifferenza

alle lusinghe del clima

argino le distrazioni

opponendo una austera disciplina

per limitarne i danni

e le dissennate incursioni

che così spesso ultimamente

inseriscono un ritmo dissonante

nella marcetta in levare

che mi faccio suonare in testa

per mantenere il passo

Lavoro

rimanendo aggrappata

ai numeri

alle parole

per scongiurare inopportuni cedimenti dell’attenzione

Baratto il pranzo coi colleghi

in cambio di un po’ di sole

cerco di mimetizzare la mia camminata senza meta

tra eserciti in giacca e cravatta

diretti in gregge

verso i bar tavola calda

Mi basta la compagnia di una sigaretta

fumata in pace

compiacendomi che sia la prima della giornata

Mi basta questo poco tempo

per ricordarmi che mi appartengo.

Noto la candida banalità

di una macchia bianca di margherite su un prato

e mentre un gruppo di impiegati mi sorpassa

ho come l’impressione

di non possedere niente

e di esserne quasi felice.

quasi.

Roba di misia mercoledì, 16 marzo 2005 ore 20:10 | link | commenti (4) |

"You laugh"

he said

"You think you're immune, go look at your eyes they're full of moon"

 

Roba di misia mercoledì, 16 marzo 2005 ore 16:23 | link | commenti |

riflettendo[mi]

Persa
mi cerco nelle poche cose certe che so di me
assaggio tutto distrattamente
dimenticando il mio sapore,
diluisco l'essenza preziosa
con inutili correzioni,
perdo gradi di originalità,
corrompo la pura concentrazione di me
che poi tento di distillare nelle parole che scrivo
So essere goccia
imbastardita
gusto distorto di quello che ero
o nettare incontaminato
puro e pronto a stordire i sensi
del più sobrio intenditore
Davanti allo specchio
figura intera
gli occhi mi cercano
nelle forme
nella pelle
liscio involucro
che occulta il disordine lasciato crescere dentro di me
poi
lo sguardo disobbedisce agli ordini
e cede il passo alla fantasia
Si piega la linea delle labbra
in un fragile sorriso
arreso a se stesso
che mi aiuta ad illudermi
di non avere più paura
di farmi male
avvicinandomi così tanto
ai contorni netti
del mio desiderio.

Roba di misia martedì, 15 marzo 2005 ore 09:39 | link | commenti (10) |

[buona] domenica

Ho deciso che questa domenica mi piace
non voglio parlare al passato
non è ancora finita
Vorrei dilatare i secondi che la compongono
per farla durare più a lungo
ma la luce rapidamente indebolisce
e io non posso farci niente
Sono tornata a casa
lasciando a malincuore il sole a quelli che continuavano a star fuori
ma avevo voglia di veder arrivare la sera dalle mie finestre
Ero indecisa su cosa fare
cercavo qualcosa che non mi distraesse dallo scorrere del tempo
ho provato a leggere davanti alla finestra
poche pagine del libro comprato poco fa
poi ho deciso di mettermi a scrivere
nella speranza che la scelta delle parole
riesca a rallentare con più resistenza lo scorrere del tempo
Ho camminato senza meta
per tutto il pomeriggio
“annusando” la primavera nell’aria
andando incontro a ricordi dolci amari
dal profumo familiare
appostati come briganti
dietro gli angoli
per le strade lungo le quali ho passeggiato
ma i loro agguati
i loro pedinamenti
non mi hanno ferito o offeso
Lo sapevo che mi stavano aspettando
credevano che li mandassi via
e invece
li ho fatti camminare con me
a patto che fossi io a decidere dove andare
così
alcuni li ho obbligati ad allontanarsi dai luoghi dove erano relegati
altri li ho riportati dove sono nati
e mai più ritornati
Per far sì che i ricordi ricordassero
ho dovuto camminare molto
da sola
segretamente felice di non essere costretta a fare conversazione
trovare argomenti
dispensare consigli
o ascoltare obiezioni
In compenso
ho 4 cartoline di Munch da portare nella mia stanza
sono il premio che ho vinto
per essere tornata al mio vecchio vizio:
perdermi tra i quadri
disobbedendo al percorso stabilito della mostra
con l’audioguida
che mi sussurra discretamente nelle orecchie
il perché e il per come
di quello che vedo
suggerendomi le emozioni che dovrei provare di fronte ad ogni opera
il che vuol dire che nei 40 minuti circa di registrazione
avrei dovuto sentirmi nell’ordine:
risucchiata dalle linee verticali dei paesaggi raffigurati
confusa dalle vorticose forme liquide che si fondono perdendo identità
angosciata dall’uso drammatico e soffocato del colore
paralizzata da silenzi che urlano
perplessa davanti ad evocativi ponti da attraversare
sui quali invece le figure umane puntualmente si fermano
in una paralizzante e disperata attesa
il che senza dubbio avrebbe dovuto ridurmi in uno stato di frustrazione tale
da non essere in grado di raggiungere l’uscita del museo
Tolgo le cuffie
e continuo il giro nel silenzio
 

Roba di misia domenica, 13 marzo 2005 ore 20:00 | link | commenti (1) |

il sogno della scorsa notte

Una spiaggia bellissima e talmente grande che lo sguardo non arriva a vederne la fine.

Pochissime persone a notevole distanza l'una dall'altra.

Io me ne sto sdraiata su un lettino a godermi il sole leggero del tardo pomeriggio e l'unico rumore che sento è quello delle onde.

Non penso a nulla se non al fatto che sono esattamente dove vorrei essere: su una spiaggia, sotto il sole, il mare a due metri, senza nessuno che mi rompa le scatole.

Poi all'improvviso il sole non c'è più, il cielo è pieno di stelle e intorno a me il buio completo.

Sulla spiaggia ora ci sono solo io.

In mare, non molto lontano dalla riva, è apparso dal nulla un palco galleggiante e io, non so come, capisco che sopra ci sono i Pink Floyd pronti a suonare.

Mi guardo intorno e ho la conferma di essere completamente sola, sulla spiaggia ci siamo solo io e il mio lettino sul quale rimango seduta con lo sguardo fisso sul palco aspettando che succeda qualcosa.

E questo qualcosa succede, si accendono delle luci grandiose che illuminano il palco e si riflettono sull'acqua, la musica parte e vengo travolta dalle note che mi rimbombano fin dentro lo stomaco, rimango senza fiato, sento un tuffo nel cuore, i nodi dell'anima che si sciolgono, non so spiegare meglio, qualcosa dentro di me torna al posto giusto.

Poi penso - cazzo, i Pink Floyd stanno suonando qui, su un palco che galleggia nel mare, solo per meeeeeeeeeeeeeeeeee!!!!!!! Se lo racconto non ci crederà nessunoooooooooo!!!! 

E' mentre mi ripeto queste parole che mi sveglio.

Due minuti in stato di semi coscienza nel letto.

Mi alzo e meccanicamente metto su un cd.

Pink Floyd, di nuovo, solo per me.

p.s. almeno nei sogni un pò di megalomania non guasta.

Roba di misia sabato, 12 marzo 2005 ore 15:08 | link | commenti (1) |

oggi

eludo

svicolo

temporeggio

boicotto

rimando

annullo

e deliberatamente dimentico

non ne vado fiera sia chiaro

ma provo a non pensarci

e ci riesco

distraggo il senso del dovere

mi assolvo dai sensi di colpa

posticipando castighi riparatori

invento valide alternative a non ricordo più cosa

moltiplico artificiose opzioni

sospendo giudizi

schivo domande e aspettative

mi prescrivo frivole cure 

corteggio desideri trascurati

sveglio fantasie impigrite

e mi avvolgo in voluttuose spirali di pensieri

che

prodiga di zuccherosi aggettivi

confesserei volentieri

ad analogo perditempo

Roba di misia giovedì, 10 marzo 2005 ore 12:11 | link | commenti (4) |

offerta della settimana : prendi due paghi una

Roba di misia giovedì, 10 marzo 2005 ore 08:37 | link | commenti |

mimosa permalosa

non so come fare

reagire

ignorare

parlare

sparire

tacere

invoco misura e ragione

respingo pro e contro

che non voglio più pesare

vorrei diventare aria

Roba di misia martedì, 08 marzo 2005 ore 16:11 | link | commenti (2) |


vengo anch'io

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