I raise a glass make a toast
a toast in your honor
I hear you laugh and beg me not to dance
‘cause on your right standing by is Mr. Bojangles
with a toast
he’s telling me it’s time to let you go
let you go
I’d see you again
you said you might do
maybe in a carving
in a cathedral
somewhere in Barcelona
(Tori Amos - Toast)
Dalla cucina
le chiacchiere della tv
rumore di forchette
piatti
e voci nervose che si accontentano di scuse banali per litigare
picchi di volume nei toni acuti
brevi silenzi di piombo
e poi cupi borbottii recriminatori
io
non ho abbastanza fame per cenare
così
mi tengo alla larga
alzo il volume dello stereo
mangio un’arancia davanti al pc
e con le mani appiccicose
scrivo questo.
questo
Carver raccontava agli studenti del suo corso di scrittura creativa di aver pensato di non poter diventare uno scrittore un sabato pomeriggio, davanti al bucato da lavare e alla fila di persone che come lui aspettavano il loro turno nella lavanderia a gettoni. I veri scrittori non passano il sabato pomeriggio ad occuparsi dei panni sporchi. I veri scrittori hanno una stanza tutta loro e un tavolo con sopra una macchina da scrivere che aspetta solo di essere suonata a dovere per far cantare le loro parole. A casa ad aspettare Carver invece c'erano una moglie triste e due figli rumorosi, bollette da pagare e mesi da far arrivare alla fine, sperando che i soldi bastassero. Un buco ricavato da un capanno degli attrezzi in giardino, mentre i figli dormivano, diventava il suo rifugio dove scriveva racconti, leggeva riviste letterarie e libri scritti da veri scrittori. Dovevano passare anni prima che Carver si decidesse ad inviare uno dei suoi racconti brevi a un editore e che questo ritenesse quello che aveva letto degno di essere pubblicato. Ma quel sabato pomeriggio Carver pensava che la sua non fosse la vita adatta ad uno scrittore. O la lavatrice o la macchina da scrivere. Oggi pubblicano i miei libri, i miei figli sono cresciuti, ho una nuova moglie, una nuova casa e infinito tempo a disposizione, ma se invece di dedicarmi ad un romanzo, ho ancora l’abitudine di scrivere racconti brevi o poesie, è perché il tempo per sedermi di fronte ad un foglio bianco, tolto il lavoro, la famiglia e i bucati da fare, in passato è sempre stato troppo poco per permettermi di scrivere qualcosa di più lungo di un racconto. Quel sabato pomeriggio nella lavanderia affollata Carver tentava quindi di convincersi ad accettare l’evidenza e il fallimento mentre, tenendosotto il braccio il cesto dei panni appena usciti dalla lavatrice, con la mano libera frugava nelle tasche dei pantaloni alla ricerca del gettone per l’asciugatrice. Una donna, in fila dopo di lui, non rispettando il proprio turno e approfittando della sua esitazione cominciò ad infilare la propria biancheria bagnata dentro l’asciugatrice che Carver, fino a quel momento, aveva aspettato si liberasse. Il caso volle che questa trascurabile vicenda fosse un ottimo inizio per un nuovo racconto da scrivere quel sabato pomeriggio non appena tornato a casa.
è svegliarsi prima che suoni la sveglia. è la canzone giusta alla radio mentre sei sotto la doccia. è bere di gusto un bicchiere di latte dopo mesi che non lo bevi (fanculo l'intolleranza) e poi accorgersi che è scaduto il giorno prima. e' un uomo in metropolitana che legge il giornale sfogliando le pagine con una mano dalla quale mancano tre dita. è un gatto ciccione fermo davanti ad una macelleria con l'espressione soddisfatta e gli occhi semichiusi. è la telefonata giusta al momento giusto e quella sbagliata in un momento che non potrebbe essere che quello sbagliato. è una battuta meravigliosa e folgorante che mette a tacere l'arrogante di turno senza dargli la possibilità di ritenersi offeso. è la mia collega che sospira davanti al pc. è accendersi una sigaretta e non avere voglia di fumarla.è non avere più scuse per rimandare un lavoro che non hai nessuna voglia di incominciare a fare. è anche tutto questo, finora.
singolare considerazione
p.s. due parole...quattro significati...due sensi
Questi dadi
non segnano mai più di dieci
fanno così … per non compromettersi
La stanza in cui vivo è un dado,
ma non ho abbastanza mani
per tirarlo lontano
Distanze che non percorro mai
per una probabile carenza d'ossigeno,
devo ancora imparare a respirare
ma mi va bene così
e non ho tempo per cambiare … poi
ho sempre me
(Cristina Donà)
Verso casa
sulla solita strada
alla solita ora
La radio
asseconda i nostri identici umori
L'assenza di traffico
ci fa scivolare senza tensione
verso la fine di questa lunga giornata
Parliamo anche stanotte
di piccole cose
e della grande eco che ci lasciano dentro
Onde
questo siamo.
Due piccole onde
affamate di spiaggia.
Sabato mattina
la incontro mentre esce dalla farmacia.
Non la vedevo da anni,
ormai non vive più nel mio palazzo.
Dopo un breve scambio di convenevoli
inizia a lamentarsi del quartiere,
di come si è ridotto,
dei cani che seminano cacche intorno al perimetro del giardino pubblico,
dell'immondizia accumulata accanto ai cassonetti.
Mi torna in mente una e-mail che ho inviato non molto tempo fa
all'ufficio del decoro urbano del comune di Roma.
Bel nome per un ufficio ho pensato
decoro urbano
e ho buttato giù una lettera
che voleva essere seria
ma riga dopo riga è diventata comica.
Mi è dispiaciuto scadere nella (peraltro volontaria) parodia del cittadino zelante
ma proprio non ci riesco a fare la persona seria
se devo scrivere che mi tocca cambiare marciapiede
per non rischiare di rimanerci stecchita a causa della puzza di piscio
(che naturalmente nella lettera ho chiamato "insopportabile odore di urina")
e via dicendo.
Secondo me i decorosi impiegati dell'ufficio del decoro
stanno ancora ridendo.
Avranno pensato che sono una vecchia pensionata rincoglionita,
con l'hobby della posta elettronica.
Lei intanto continua il suo rosario di lagnanze
prima fra tutte:
le attività commerciali che chiudono rimpiazzate da negozi gestiti da cinesi.
...tutti questi negozi che vendono le stesse cose
ma come fanno a non andare falliti?
secondo me sotto c'è la mafia cinese
è tutta una copertura per qualche traffico illecito
e io per comprare un pezzo di pane devo fare i chilometri
ma perchè qualche cinese non si mette a fare il pane?...
Signora mia
vorrei dirle
mi pare che l'appartamento dove viveva prima di emigrare in un quartiere più ariano
lei l'abbia affittato proprio a dei cinesi o no?
Che tra l'altro, le dirò, a me stanno pure un sacco simpatici
molto più degli altri condomini
almeno loro salutano
e mi sorridono
Ormai riesco pure a distinguerli l'uno dall'altro
all'inizio invece
facevo persino fatica a capire in quanti erano a vivere nel suo appartamento
secondo i miei calcoli pensavo fossero 10
invece sono tipo 4 o 5
solo che incontrandoli per le scale più volte al giorno
mi sembravano di più
eh me lo dice lei perchè i cinesi non fanno il pane?
perchè non aprono una frutteria?
tutto questo import export ma che roba è?
Signora mia
vorrei dirle
se i cinesi si fossero messi a fare il pane
invece dell'import-export
non si parlerebbe tanto della Cina che avanza
della Cina che prima o poi ci inghiotte tutti
con i suoi ritmi di lavoro
con la sua manodopera di qualità e a basso costo
con la sua crescita vertiginosa
che a confronto l'Italia pare il terzo mondo.
E' tutta colpa di Veltroni se tutto va in malora
Va bene
fermiamoci qui
che se mi devo mettere a difendere pure Veltroni
sto proprio messa male
e sinceramente non so neanche se riuscirei in questa impresa
Arrivederci signora mia
direi che abbiamo sgranato tutto il rosario di banalità
ora andiamo in pace
e mi saluti suo marito.
Riprendo a camminare
guardandomi intorno
sperando di notare qualcosa che stemperi immediatamente l'amarezza.
Come faccio ogni giorno
cerco di vedere il bello di questo quartiere
concentro l'attenzione sui colori
sul ritmo di queste strade
sui contrasti assurdi che le rendono uniche
C'è un sole meraviglioso
ok 1 a zero per me
il freddo fa sembrare l'aria nuova
pulita
ok continua così
vai avanti che ci riesci anche oggi
un bambino cinese
esce correndo da un negozio
ride come un pazzo
rincorso da un altro capolavoro di bambino
ok
il negozio dei pakistani ha esposto delle sciarpe nuove
le hanno disposte secondo la gradazione di colore
creando un arcobaleno di seta
ok perfetto dai
hai visto?
ma quali cinesi
ma quale mafia
e chissenefrega del pane
questo è un posto bellissimo
e io mi sento speciale mentre giro per queste strade
vorreste dirmi che non sentite il profumo di spezie orientali?
La scia sensuale di incensi mistici?
E che dire del suono affascinante di lingue sconosciute?
Poi giro l'angolo
e c'è Casa Pound e i suoi bandieroni e tricolori sventolanti dalle finestre
e appiccicato sopra ad un cartellone pubblicitario
un manifesto dal quale Mussolini mi punta addosso uno sguardo da pazzo
cacchio
no
oggi proprio non ci riesco.
Charles Bukowski
sintetica corrispondenza
La pianta nella mia stanza ha bisogno di essere innaffiata
dalla cucina il ticchettio petulante di una goccia d'acqua mi fa capire che il rubinetto andrebbe chiuso meglio
la lampadina del bagno è fulminata e bisognerebbe sostituirla con una nuova e più potente
sul letto, un libro aperto e abbandonato a se stesso reclama la mia attenzione e spera che a lui non preferisca il film che danno stasera in tv o il cd comprato ieri e non ancora ascoltato
i problemi di lavoro offesi si domandano l'un l'altro come mai mi sia dimenticata di loro
e l'amico che non vedo da tanto tempo forse in questo momento ha deciso di arrabbiarsi con me perchè non faccio squillare il suo telefono
ancora sigillato nella sua busta, l'estratto conto della mia banca, si chiede perchè mai io non inizi ad angosciarmi per i soldi che non ho
mentre le mie amiche che ballano in discoteca non capiscono la ragione per cui stasera io non sia uscita con loro
ho un bottone da riattaccare al polsino della mia camicetta nuova
e nel cesto della biancheria sporca i miei jeans preferiti
quelli che domani mattina cercherò inutilmente nell'armadio
aspettano con ansia di essere messi in lavatrice
mia madre vorrebbe che le chiedessi come sta per cominciare a parlare di tutte le cose che non vanno come dice lei
nel frattempo, la mia amica di Torino si addormenta pensando al suo prossimo romantico viaggio a Venezia non sapendo che sto dimenticando da giorni la promessa di cercarle il nome di quell'albergo economico che conosco
l'amministratore del condominio, non avendo ricevuto la mia telefonata, continua ad ignorare il fatto che tutti gli inquilini hanno finalmente scoperto che è un ladro e stanno raccogliendo le firme per sostituirlo
all'auditorium gli spettacoli vanno avanti alla grande sebbene tra il pubblico manchi io che avevo promesso a me stessa di non perdermi mai e poi mai questa serata ad ingresso gratuito
il giornale di ieri sul tavolo della cucina vorrebbe chiedermi il motivo per cui non sia ancora stato messo in compagnia degli altri giornali vecchi visto che ho dimenticato di averlo conservato per via di un interessante articolo che non ho ancora letto
e io
in mezzo a tutto questo non fare e non essere
sono qui
davanti al computer
con un sorriso stupido stampato sul viso
a celebrare tutto fuorchè il fatto di essere qui davanti al computer
sforzandomi di ricordare i posti dove non sono in questo momento
le cose che non sto facendo in questo preciso istante
beandomi della piacevole sensazione di dimenticarne sicuramente qualcuna.
parla in un dialetto ciociaro a tratti incomprensibile
ha una dentiera di una taglia più grande del necessario
una fila di denti di tutto rispetto
pronta a sfuggirle dalla bocca
ogni volta che parlando si azzarda a pronunciare un certo suono
che nonostante mi concentri sulle sillabe
ancora non sono riuscita ad individuare quale sia
parla troppo
e non ascolta
ma ha più di ottanta anni
malgrado i capelli tinti di un inverosimile nero corvino
e così l’ascolto benevola
intervenendo solo ogni tanto
dicendo cose che so la faranno arrabbiare
solo per ridere
perché quando si arrabbia
dice un sacco di parolacce
e vedendo che mi diverto
sorride anche lei
perché capisce che la sto prendendo in giro
era la nostra vicina di casa
rimasta vedova da giovane
con due figli da tirar su
con i “buffi” da pagare
come li chiama lei
ma mica perché mio marito era uno spendaccione disgraziato
no
mi ha lasciato i buffi perché stavamo comprando casa
e così a forza di pulire le scale dei condomini di tutto il quartiere
i figli li ha tirati su
e ha comprato pure 5 appartamenti a Roma
e una casa a Civitavecchia
la figlia si è sposata
il figlio
ormai quarantenne
miope e con l’aria da ragazzo invecchiato
vive ancora con lei
è tanto bravo
non mi dice mai una parolaccia
lava i piatti dopo mangiato
e quando torna dalla passeggiata serale
mi porta il gelato o le paste
quando mi arrabbio con lui per i soldi che spende
non mi manda mica a fare in culo
no
mi dice “viva il fascio” per farmi il verso e prendermi in giro
e io rido perché tanto lo sapevo di parlare con una che nutre quel certo tipo di nostalgia
del “quando c’era Lui”
mi chiede quanti anni ho
28 rispondo
e perché non ti sposi mio figlio?
è tanto un bravo ragazzo
ha studiato dai preti
e io scoppio in una risata eccessiva
mi correggo e dico che io il marito lo vorrei più giovane
ma che giovane e giovane
e poi lui sta messo bene
ha 3 case
una affittata a due milioni al mese
no a duemila euro
si confonde
e io le dico
preparandomi a farla esplodere
e l’amore?
come faccio a sposarmi senza l’amore?
al che manda a fare in culo me e l’amore
ma io il figlio lo vedo spesso girare intorno al mercato
in vistose camicie a fiori
con una camminata assai poco virile
sempre in compagnia di uomini
con i quali parla fitto fitto
Lei continua a raccontare
mio figlio dice
mamma ma non mi posso sposare
come faccio a “mantenere” una donna?
non lavoro
e con i soldi dell’affitto dell’appartamento
come fanno a campare due persone?
e io replico che ci sono persone che vivono anche con meno di 2 milioni di lire al mese
o duemila euro
(signora mia faccia lei che co’ sti euri non ci capisco più niente quando vado a fare la spesa)
no mi urla in faccia
perché mio figlio dice
che è per questo che i matrimoni finiscono
perché con la miseria non si può andare d’accordo
pure se c’è l’amore si litiga
signora mia
c’ha proprio ragione suo figlio
è per questo che i matrimoni finiscono
ma adesso si infili il cappotto
e torni a casa
prima che mi venga voglia di dirle
il vero motivo per cui
a suo figlio
di prender moglie
non gliene po’ fregà de meno.
Questo pomeriggio
farei bene ad affidarmi alla carta per scrivere
e ad una matita
che si possa toccare
strappare
piegare e nascondere in tasca
la superficie dove traccio i miei segni incerti
che si possa cancellare
senza fatica e con preziosa discrezione
questo ennesimo monologo disordinato e anonimo
che la grafia riveli con onestà
dubbi e ripensamenti
Questo pomeriggio
mi canto da sola la mia canzone
scritta da una donna che dice di volere un fiume
per scivolarci dentro
lasciando dietro di sé gli errori
che ha capito di non dover più tentare di correggere
e lo vorrei anche io un fiume
con tanta acqua che scorre
in un'unica testarda direzione
ma un fiume non c’è
non c’è acqua
ci sono solo le parole
come pietre asciutte e immobili
assetate solo di se stesse
parole da usare con cautela
con grazia
mi ripeto
da pronunciare
da scrivere
solo dopo aver guardato da tutti i lati il loro significato
parole da accettare
come e quando vengono
da non aspettare mai
da regalare
e non da imporre
perché c’è sempre spazio per le parole
siano esse simboli di grafite
oscure e meravigliose sequenze di codice binario
o suoni pronunciati nella cornetta di un telefono
c’è sempre spazio
davvero
ma perché siano
le parole giuste
da dedicare agli altri
o a se stessi
c’è un tempo da aspettare.
...Ma dimmi tu dove sarà
dov'è la strada per le stelle
mentre ballano si guardano e si scambiano la pelle...
Questa mattina è stata portentosa. Un po’ di neve
copriva il terreno. Il sole galleggiava in un limpido
cielo azzurro. Anche il mare era azzurro e verde-azzurro
fino all’orizzonte.
Neanche un’increspatura. Calmo. Mi sono vestito e sono uscito
a fare una passeggiata – deciso a non tornare indietro
prima d’aver assorbito tutto quello che la Natura aveva da offrirmi.
Sono passato accanto a vecchi alberi curvi.
Ho attraversato un campo disseminato di pietre
dove la neve s’era ammucchiata in banchi. Ho proseguito
fino ad arrivare alla scogliera.
Da lì ho guardato il mare e il cielo e
i gabbiani che volteggiavano sulla spiaggia bianca
laggiù. Tutto bello. Tutto immerso in una luce
pura e fredda. Ma poi, al solito, i miei pensieri
hanno cominciato a vagare. Con uno sforzo di volontà
ho cercato di vedere quel che vedevo
e nulla più. Mi sono dovuto dire che era questo
che contava, non le altre cose. (E ci sono riuscito,
per qualche istante!) Per qualche istante
sono riuscito a scacciare i soliti pensieri su
quel che è giusto o sbagliato – il dovere,
i teneri ricordi, i pensieri di morte, come dovrei comportarmi
con la mia ex moglie. Tutte le cose
che speravo sparissero questa mattina.
Le cose con cui convivo ogni giorno. Quel che
ho calpestato per continuare a vivere.
Per qualche istante mi sono distratto
da me stesso e da tutto il resto. Ne sono sicuro.
Perché quando mi sono voltato non sapevo più
dov’ero. Finché alcuni uccelli non si sono alzati
dagli alberi contorti. E sono volati
nella direzione in cui dovevo andare.
Ho sognato una vita
di stagioni sicure
ero il padre e la madre
di azioni del caso e dell'orgoglio.
Labile-Ivano Fossati
Mimetizzata a malapena
in questa complicata trama tessuta davanti allo specchio
il mio posto in questo spazio artificiale
è il non scritto
tra una parola e l'altra
in questo gioco di verità annaquate
o assolutamente pure
da versare a piccole dosi
nei vostri bicchieri
il mio cuore
si ripara dagli sguardi anonimi e curiosi
sotto l'ombra delle parole che ho scelto di non scrivere
Tariffario prestazioni della casa | |
| Semplice | £ 1,50 |
| Doppia | £ 2,50 |
| Un quarto d'ora | £ 3,10 |
| Mezz'ora | £ 5,00 |
| Un'ora | £ 7,20 |
| Asciugamano e sapone | £ 0,50 |
Ord. N°871 anno 1927 (VI°) E. F. | |
Listino prezzi delle case di tolleranza nel 1927
Listino prezzi delle case di tolleranza nel 2005
(La Repubblica del 4 febbraio 2005)
L'errore più grande
è quello che si commette più volte
quello che non hai ancora imparato a riconoscere
o che fingi di non avere mai incontrato
e invece
sta lì
sempre lui
in agguato
a disegnare il perimetro della tua forza di volontà
a segnalare la tua debolezza
il tuo nervo scoperto
a misurare il tuo bisogno
immutabile
e perenne.
Eri riuscita a soffocare tutto
fino a qualche secondo fa
meravigliandoti di te stessa
e della tua perseveranza
chiedendoti da dove venissero fuori
tutta questa coerenza
questo sacrosanto orgoglio
dei quale credevi madre natura non ti avesse dotato
E ora?
Ti sei tradita di nuovo
brutta stupida
hai mandato tutto a puttane
E ora?
Vedi di non piagnucolare
e accetta le imprevedibili solite conseguenze.
ArDeCoRe
babsi_jones
cesare_pavese_poesie
europa_film_treasures
fRaNcO_aRmInIo
GENOVA_2001
il manifesto
il.primo.amore.
indymedia
internazionale
nazione indiana
okinerò
pearls_before_swine
pOsT_sEcReT
the_perry_bible_fellowship
_ani difranco_
_linus_
misiasays in la barbie ha vinto l...
utente anonimo in la barbie ha vinto l...
freesia in how high the moon
freesia in da quel momento...
misiasays in
freesia in si chiama pietro
freesia in cosa manca
misiasays in cosa manca
misiasays in ho visto cose che vo...
LaMetaOscura in ho visto cose che vo...
oggi
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